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Afghanistan, la protesta si infiamma: morti civili e militari mentre Obama chiede scusa per "l'atto sbadato"

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Due militari americani sono stato uccisi per rappresaglia, durante la protesta nella città di Jalalabad sei civili afghani sono stati uccisi. Gli slogan più urlati dai dimostranti sono “morte agli americani”, “morte a Obama”, “morte a Bush – i colpevoli devono essere giudicati”, “morte agli infedeli”.

Barak Obama chiede scusa al presidente afghano Hamid Karzai e definisce l’atto di ardere il libro “un atto sbadato” e “un errore” e ha espresso “rammarico e scuse per l’incidente nel quale il materiale religioso è stato maltrattato non intenzionalmente”.

Dubito che queste parole bastino a sedare le violente proteste. Che sono dovute alla combinazione di tre fattori: l’indignazione religiosa, i gruppi che vogliono fomentare i problemi e la frustrazione per la mancanza di sicurezza e le condizioni economiche. Oltre 400 persone al giorno fuggono dalle loro case e vanno a ingrossare gli slum. Già mezzo milione di disperati. Questo il documento appena pubblicato da Amnesty International.

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Berlusconi e USA, bunga bunga o economia?

BerlusconiWhat’s gone wrong? To quote the battle cry of the previous Democratic president, “It’s the economy, stupid.” The central explanation for Obama’s woes is that he inherited a dire economic situation and it hasn’t gone away: unemployment still stands at 9.6%. Administration officials insist that almost all of that damage was done under Bush, with 3m jobs lost in just the six months before Obama took over.

Bell’articolo del Guardian sulle elezioni di medio termine di Obama, che ha perso gran parte della fiducia degli elettori ma ancora non è fuori. Ancora c’è speranza. Il problema è sempre quello: la situazione economica in USA è disastrosa, con una disoccupazione è al 9,6%, anche se il danno fu fatto per la maggior parte sotto l’amministrazione Bush con 3 milioni di posti di lavoro persi nei sei mesi prima che Obama fosse eletto.

Tuttavia le aspettative su Obama erano enormi, è stato chiamato “salvatore”, e ora l’elettorato è deluso. Superman non ha salvato tutti.

Qui un giorno sì e uno no stiamo a discutere sulle amichette o le protegée di Berlusconi. Sì certo, se avesse – non sia mai! - abusato del suo potere per non far andare Ruby in comunità sarebbe gravissimo. Perché qui nessuno ha

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Lunedì il nuovo WikiLeaks sull'Iraq

civili in IraqWikileaks non funziona ancora (anche se potete entrare in chat) ma siamo tutti in fibrillazione da quando si è sparsa la notizia che lunedì 18 ottobre saranno pubblicati sul sito oltre 400.000 documenti segreti della guerra d’invasione statunitense dell’Iraq del 2003.

Conterrà anche relazioni sugli “incidenti” come gli attacchi contro le truppe di coalizione, contro le forze di sicurezza irachene e contro i civili o le infrastrutture del paese.

Spero che ci sia anche più documentazione sul fatto che Bush aveva pianificato di invadere l’Iraq nel gennaio del 2001, ben prima dell’attacco alle Torri Gemelle. Altro che conseguenza. Leggete infatti i vari documenti (in pdf), in cui si legge che gli attacchi dell’11 settembre 2001 non sono stati la ragione dell’invasione USA dell’Iraq, ma una distrazione dal vero scopo che era proprio quello della guerra in Iraq (e non per nobili motivi).

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Barack Obama e il sogno di Gandhi

ObamaI sogni del neo-eletto Obama non sono certo di basso livello ma ora comincia la realtà, la quotidianità.

Su di lui si appuntano le speranze di ripresa economica dell’America e le speranze di democrazia di mezzo mondo. Specialmente, le speranze di pace in Medio oriente, dopo decenni di guerre e tentativi di normalizzazione.

Tutti il mondo si aspetta che Obama faccia sì che il vento di democrazia, di standard morali e di libertà civili torni a soffiare più forte sui paesi di influenza americana. E’ praticamente un’impresa titanica, ma penso che dopo Bush non si possa che fare di meglio.

Oggi The Hindu riporta che Gandhi è stato la fonte di ispirazione per Obama. In realtà sin dal 23 febbraio 2008 questi ha rilasciato un’intervista a India Abroad, il più vecchio giornale degli indiani residenti in America (riportato da innumerevoli quotidiani, fra cui The Times of India), in cui ha dichiarato:

Nella mia vita ho sempre visto Mahatma Gandhi come una fonte di ispirazione, perché lui incarna il tipo di cambiamento che può essere fatto quando la gente comune si riunisce per fare cose straordinarie.

E il 24 agosto Madonna ha paragonato McCain a Hitler e Obama a Gandhi.

Il 2 ottobre, giorno della commemorazione di Mahatma Gandhi, Obama ha poi fatto un discorso (completo), molto bello e molto convincente, sulla necessità che l’America torni ad avere il primato morale (position of moral leadership) che ha avuto nei suoi giorni migliori e ha parlato a lungo di Gandhi e di come la sua forza sia stata la gente che gli era dietro, che lui è riuscito a riunificare e catalizzare:

[...] L’importanza di Gandhi è universale. Innumerevoli persone nel mondo sono state toccate dal suo spirito e dal suo esempio — la sua vittoria a sua volta ha ispirato una generazione di giovani americani per spazzare via, in modo pacifico, un sistema di aperta oppressione che è durato per secoli, e più recentamente ha portato a morbide rivoluzioni in Europa orientale e ha estinto l’apartheid in Sud Africa. Nelson Mandela, il Dalai Lama, il Dr. Martin Luther King, Jr. hanno parlato del loro grande debito verso Gandhi.

Il suo ritratto è appeso nel mio ufficio per ircordarmi che il vero cambiamento non verrà da Washington, verrà quando la gente, unita, lo porterà a Washington.

McCain contro i blogger, non è quello che dovrebbe essere il giornalismo: e La Repubblica "scopre" i blog

Pare che lo staff di McCain sia arrabbiato con i blogger e abbia detto:

bloggare è nemico del giornalismo.[...] I giornalisti sono per lo più giovani, cinici, liberal e ossessionati dai blog.

Lo afferma Robert Draper, che spiega anche come e perché gli sia stato permesso di pubblicare l’articolo, visto che lavora nello staff repubblicano.

Anais Ginori, inviato in USA e autore dell’articolo La staff di McCain contro i blogger “Stravolgono le nostre posizioni” (!) su La Repubblica di oggi, afferma:

I blog sono la vera novità di questa elezione 2008, tanto da creare un circuito alternativo e parallelo alla campagna elettorale “ufficiale”. Un circuito alimentato non soltanto da supporter o avversari politici, ma anche cronisti “on trail”, che viaggiano insieme ai candidati. Aggiornamenti online immediati, che permettono di conoscere in diretta tutti i dettagli di un comizio: dichiarazioni, reazioni, affluenza.

La Repubblica dà un’altra notizia che non lo è perché arriva con qualche annetto di ritardo: nel 2004 non si parlava d’altro! Anche Montemagno teneva un interessante 2004 US Elections, dove parlava moltissimo di blog ed elezioni. Dava anche la lista dei blog politici premiati dallo Washington Post. Peccato che il suo blog sia durato solo tre mesi, fino all’elezione di Bush.

God bless America: Bush istituisce il Giorno nazionale della preghiera

God bless AmericaTutti i primi giovedì di maggio in America si prega, o si dovrebbe, perché Bush ha istituito il Giorno giorno nazionale della preghiera.

Il gruppo di lavoro con cui Bush ha avuto la bella idea, il National Day of Prayer Task Force, è stato presieduto da Shirley Dobson. Questo allegra combriccola ha dei forti legami con l’organizzazione religiosa Focus on the Family, presieduta indovinate da chi? Dal marito di Shirley Dobson, il Dr. James Dobson.

Io non so voi, ma io ci vedo un inciucetto.

Oltre tutto, come ha ammesso il Web editor della rivista cristiana Worldmag, la giornata è rivolta ai cristiani. E i buddhisti, che in America sono un gruppo nutrito? E i musulmani? Va bene che già ci pensano da soli a prendersi degli spazi, ma parlo in linea teorica: hanno ben diritto anche loro. E gli induisti? Gli ebrei poi, già hanno un certo peso in America, ma hanno certamente diritto; e così via.

Infatti a qualcuno la decisione di Bush non è andata bene. Un’organizzazione anti-religiosa di Madison-Wisconsin, la Freedom From Religion Foundation, sta facendo causa a Bush con l’accusa che la decisione viola la proibizione, sancita dalla Costituzione, di sostenere la religione a livello governativo. La giornata della preghiera crea

un ambiente ostile per i non credenti, che sono portati a sentirsi come se fossero degli outsider politici.

Premesso che un governo laico dovrebbe rimanere laico, ferma fatta la libertà dei cittadini di professare la religione che vogliono, sia in pubblico sia in privato, se fossi stata il Freedom From Religion Foundation avrei fatto in modo diverso.

Considerando infatti che molti in America, specie nelle campagne e nei paesi, si professano credenti in Dio, patria e famiglia, almeno a livello teorico, e che quindi attaccarli potrebbe essere perdente — e, infatti, il gruppo pare abbia già perso una causa simile — io avrei chiesto l’istituzione di un Giorno per gli atei e gli agnostici. Avrei cioè sfidato Bush sul suo stesso piano: non avrebbe potuto dire di no.

E voi che avreste fatto? Che linea di attacco avreste scelto senza fare causa, che è sempre un rischio, anche nella civilissima America?

Salva l'America, per l'Italia c'è ancora tempo

Approvato dal Senato americano il piano salvataggio per la crisi finanziaria. Ora tornerà alla Camera, dove era stato bocciato, e poi da Bush per la firma finale.

Il governo Berlusconi per salvare l’Italia ha approvato il piano della Gelmini che taglia i fondi alla scuola pubblica e all’università.

E’ come dire che il Napoli rialza la testa e la squadra del Ponte San Giovanni non entra neanche in promozione.

America e India, una corsa contro il tempo per il nucleare

Sarkozy e SinghNei giornali di tutto il mondo non si parla d’altro. Il presidente indiano Manmohan Singh è in Francia e domani dovrebbe firmare con Sarkozy un accordo di cooperazione nucleare.

E intanto The Times of India, forse per frenare gli entusiasmi filo-occidentali, riporta che Sarkozy ha affermato che i sikh, come il presidente indiano, devono rispettare le loro tradizioni.

Questo con la Francia è un grande passo in avanti per l’India, che culminerà con il gran finale. Infatti Bush vuole chiudere il suo mandato in bellezza, dopo il disastro che si è rivelato l’Iraq: dopo il passaggio alle Camere, vuole apporre la firma per un accordo di enorme importanza per tutto il mondo, l’accordo nucleare fra India e USA. Questo permetterebbe all’India di espandere l’industria nucleare, per venire incontro alle sue enormi esigenze energetiche, senza firmare il Trattato di non Proliferazione nucleare. L’India avrebbe accesso alla tecnologia nucleare civile americana e aprirebbe le sue centrali per uso civile al controllo degli ispettori internazionali, ma non le centrali per le arrmi nucleari.

L’enorme importanza dell’accordo è nel fatto che pone l’India nell’orbita americana e ormai completamente al di fuori di quella russa, come era stata fino agli inizi degli anni ’90, con tutte le conseguenze strategiche, politiche ed economiche che ne derivano e con un sostanziale indebolimento internazionale anche delle nazioni che gravitano intorno alla Russia.

Che farà la Cina? Riuscirà ancora a infastidire l’India sui confini, come fa ricorrentemente pretendendo di inglobare il piccolo stato indiano dell’Aruchanal Pradesh, sapendo che ha come grande alleato gli Stati Uniti d’America?

La festa è proprio finita e il petrolio aumenterà ancora

petrolioBush vuole scavare in Alaska per tirare su un po’ di petrolio. In Europa alcune categorie di lavoratori incrcociano le braccia per il prezzo della benzina e del gasolio.

Da anni ormai si stanno stringendo accordi per degli oleodotti che vanno dall’Asia Centrale all’India e la Cina. Unendo interessi e politiche dei paesi che vanno dall’Iran passando per l’Afghanistan e finendo in Estremo Oriente.

Invece di stare a discutere a non finire se scindere di nuovo partito socialista e PD, ché di liti nella sinistra ce ne sono state abbastanza e la batosta elettorale avrebbe dovuto insegnare qualcosa, perché tutte le forze democratiche non si uniscono sul tema comune di una politica energetica seria e un confronto costruttivo sul tema a livello europeo?

L’Asia avanza, ed è un dato di fatto
. Tutti dipendiamo dall’Iran, incluso la Cina. L’Europa, anzi l’Occidente, affonda sotto il prezzo del petrolio. Ed è un altro dato di fatto. Tramite il petrolio passano interessi politici grandissimi e un potere di ricatto, pardon di negoziazione, dei paesi dell’Asia Centrale, con cui abbiamo appena iniziato a fare davvero i conti.

La festa è davvero finita.

E nel frattempo bisognerebbe fare come lui, che nella sua casa nuova nuova ha installato i pannelli solari.

Bush purtroppo ci lascia

Bush ha detto che questo è il suo ultimo viaggio in Europa. Non è che poi torna ancora sotto qualche veste a combinare danni in Medio Oriente, magari come Kissinger o come Clinton che girano come delle trottole, vero?
Ci possiamo contare?

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