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Le piramidi d'Egitto fra Lucia Annunziata e Tronchetti Provera

EgittoOggi tutta cultura, prima un importante dizionario e ora uno studio approfondito sull’Egitto.

Geografia: Confina a nordest con Israele, a sud con il Sudan, a ovest con la Libia, è bagnato dal Mare Mediterraneo a nord e dal Mar Rosso a est. La sua popolazione è di 72 milioni circa di abitanti, soprattutto egiziani. Fiume principale il Nilo, che è il più lungo del mondo e permette due colture l’anno.
Politica e amministrazione: Capitale, Il Cairo. Città importanti Imbaba, Mallawi e altre.
Economia: Allevamento di bovini, ovini, caprini e altri animali. Produzione di frumento, mais, riso, pomodori, barbabietola. Giacimenti di idrocarburi, fosfato e così via. Produzione di energia idroelettrica soprattutto nelle centrali della diga di Assuan.
Industria: acciaio, ghisa, motocicli, filati di lana e tessuti.
Esportazioni: varie. Importantissimo è il canale di Suez che permette il passaggio di merci.
Cultura: gli egiziani erano un popolo antico che ha fatto le Piramidi d’Egitto.

continua


...e anche del cane, del gatto e delle foche

DogLeggevo su Il punto di vista della quaglia del profondo dialogo che si instaura fra il cacciatore e il suo target, che si trasforma in business. Purtroppo Gaspar non ci rivela la fonte di questa dotta citazione, per commentarla opportunamente:

…creare occasioni di dialogo tra voi e il vostro target e trasformare i dialoghi in opportunità di business; siamo pronti ad innovare la vostra comunicazione, accompagnandovi lungo un percorso unico ed entusiasmante.

Ho vissuto in campagna (campagna vera, non villa di campagna) per diversi anni e lo posso testimoniare: non solo la quaglia non è d’accordo, ma neanche i cani e i gatti. I cani da caccia erano rinchiusi, a digiuno da almeno 12 ore e in tre o quattro, in gabbie strettissime messe nel bagagliaio dell’auto chiuso, in modo che una volta liberi fossero arrabbiati, corressero di più e se la prendessero di più con la preda. Non so se fossero d’accordo sul dialogo.

Poi, se non c’era selvaggina intorno, i cacciatori si divertivano a sparare ai gatti, quelli selvatici e quelli domestici. E neanche i gatti erano assolutamente d’accordo.

Fino a qualche secolo fa cacciare era una necessità. Ora in Occidente non è che un danno per tutti. L’unica consolazione è che ogni tanto qualcuno ci rimette di persona. Altro che la pia storiella che nessuno ama la natura più dei cacciatori! Perché, gli animali non fanno parte della natura?

BB III (senza Berlusconi)

BB

BB II

BB

Domani su Nòva

ReadingDomani su Nòva del Sole 24 Ore un articolo di Enrica Garzilli sulla distribuzione online gratuita degli articoli dei professori della Facolty of Arts and Sciences di Harvard, con un intervista a Michael Witzel, professore di Sanscrito e Studi Indiani.

Con lui ho aperto le prime riviste scientifiche online (1995) ed è uno dei primi fautori della distribuzione online libera dei dati scientifici, sia per favorire la ricerca e lo scambio fra studiosi, sia per la corretta informazione del grande pubblico. Perché, diciamocelo, su Internet si trovano delle bufale colossali o delle cose approssimate, raffazzonate, scopiazzate qua e là..

A proposito di libera distribuzione della conoscenza, questo è l’elenco di tutte le riviste scientifiche online gratuite.
Enjoy!

La prima mazzata italiana a Wikipedia

Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, querela Wikipedia. Con buoni motivi. Al sito infatti è stato messo il lucchetto. E queste sono le discussioni di Wikipedia sulla voce.

Wikipedia non è nuova ai pettegolezzi o le bufale. Come ho scritto più volte, senza controllo sulla qualità tutti si possono mettere al computer e diffamare un personaggio, oppure scrivere nella voce notizie da basso gossip, per niente rilevanti o pertinenti con l’opera e i fatti (che è lo scopo di Wikipedia, scrivere le opere e i fatti, non la vita privata).

Il peggio è che nella cache di Google, anche quando le voci sono modificate, per un certo tempo rimangono.

E’ vero, ci dovrebbe essere un controllo ma spesso non c’è e spesso, fra tanto marasma di informazioni, qualcosa, in buona fede, sfugge. Conosco alcuni di quelli che se ne occupano sia qui sia in USA e, a parte che delle voci si rifanno a testate giornalistiche di parte con notizie “prefabbricate” o manipolate (oddio, esiste anche questo?), spesso è solo disorganizzazione o incapacità di seguire tutte le voci.

Questo conferma quello che ho detto più volte dell’inaffidabilità culturale di Wikipedia, pur restando ferma la validità del progetto collaborativo e lo scardinamento dello strapotere delle grandi, costosissime enciclopedie.

Della vicenda ne ha parlato anche lui.

E-learning manipolato

Ecco come si è trasformata in modo tutto italico la diffusione e la condivisione della cultura universitaria, dal vivo o meglio ancora in rete.

Ci possiamo vantare di un’altra conquista: come sistemare con una cattedra indagati, condannati, truffaldini, incompetenti, incapaci e gente che di quello che insegna non sa assolutamente niente. Tanto di là del monitor, come dicono in USA, ci può essere anche un cane (senza offesa ai cani).

Affrettatevi a votare i blogger al Parlamento italiano ché domattina ci saranno le nomination e forse loro qualcosa cambieranno.

Il match fra CEI e RAI

Mentre stamattina facevo la mia solita toilette, che adesso ci metto un paio di ore (trucco, pettinatura e tutto), alla radio hanno dato due notizie che quanto a bufale si equivalgono. O è uno scherzo e loro burloni (ma non siamo in Quaresima?) o la CEI è impazzita: un servizio pubblicato dal quotidiano della Cei Avvenire attacca il documento diffuso ieri dalla Fnomceo, l’associazione nazionale dei medici, dicendo che è un falso. Il documento (guarda un po’) sostiene fra le altre cose la Legge 194 e la pillola del giorno dopo.

Ma il presidente dell’Ordine dei Medici fiorentino, Panti, che fa parte del comitato ristretto che ha redatto il documento, ribatte che è il documento è stato approvato dal comitato etico e dato alle agenzie di stampa così com’è.

L’altra notizia assurda è che la lettera di sollecito della RAI per pagare il canone della televisione precisa che si dovrebbe pagare anche sui computer.

Fra poco lo stato italiano ci farà pagare anche l’aria che consumiamo, contata in millesimi di superficie corpo. Più sei grande più paghi. E ce la daranno sempre inquinata comunque.

Saremmo l’unico paese al mondo a istituire una tassa su di un media, perché così Internet è diventato, autoprodotto. Facciamo tutti da soli, notizie e contenuti, giochi e video, film in prestito, tutto, chi ci gioca e chi ci lavora, tutti fanno tutto insomma. Lo stato non ci passa niente, compriamo il computer con i nostri soldi, lo mettiamo a posto e lo forniamo di software con i nostri soldi, archiviamo o prendiamo e diamo in prestito contenuti, film, video, canzoni, tutto con i nostri soldi, produciamo e usiamo i contenuti coi nostri soldi. E dovremmo pagare lo stato per questo?

Update delle 14: Chico, che vive in Germania, ci fa sapere che lì il canone esiste da un anno e e sono soggetti al pagamento tutti i computer che hanno la possibilità tecnica di trasformarsi in apparecchi radio e/o TV (cioè tutti).

Non è che se lo fa la Germania mi sembra più giusto, secondo me è sempre una bufala bella e buona e un modo per estorcere, spillare, rubare, letteralmente, soldi agli utenti, sicuri che chi non paga la TV almeno il computer ce l’abbia!

Berlsconi solito stile, solito bugione

Mentre Partito democratico e Partito radicale stringono un accordo, che finché dura fa verdura, Berlusconi ne dice un’altra delle sue.

Aveva detto che il programma economico del centro destra era stato inviato a Bruxelles e che avrebbe avuto un parere favorevole ma il Commissario europeo per gli affari economici e monetari Joaquin Almunia ha dichiarato di non averlo mai ricevuto!

Perché Berlusconi ci infarcisce ancora di bugie false come il peccato? O ci prende tutti per scemi? Fa ancora come con Biagi?
Soprattutto mi chiedo: come mai Berlusconi può dire le più grandi bufale e il Commissario europeo ecc. ecc. si scomoda a rispondergli, noi popolino diciamo le più grandi verità e nessuno ci si fila di pezza? Questo sì che è principio di autorità. Vuoi vedere che sta ai primi posti della classifica di BlogBabel?

Lezioni di stile da Berlusconi

BerlusconiChe signore Berlusconi, affermare delle cose di Biagi che lui non può più smentire o controbattere!

Ripropongo il video con l’intervista e le parole del grande giornalista sul perché Berlusconi entrò in politica. Al tempo, Berlusconi poteva smentire Biagi. Strano: invece di rispondere allora (forse perché non poteva?) ha scelto di vendicarsi adesso infangando la memoria di Enzo Biagi quando lui non può più difendersi.

Ecco quello che ha detto Biagi a WideAngle:

Io considero Berlusconi un politico come dire… di accatto (?) perché è entrato in politica perché questo gli ha permesso di attraversare un momento di crisi personale, lo dico perché me lo ha detto lui, ha detto… che doveva entrare in politica perché lo facevano saltare per aria e che avrebbe avuto anche delle noie di tipo giudiziario.

Berlusconi si è confermato dello stesso, inimitabile stile di sempre: buono per la politica interna, ottimo per la politica estera. Mi ricordo quando scoppiò il caso dell’accusa di nazismo a un parlamentare tedesco, io ero a Helsinki, accesi il telegiornale nazionale coi sottotitoli in inglese ed era la notizia di apertura! Il giorno dopo non avevo il coraggio di guardare in faccia i miei colleghi e affrontare i loro sorrisetti.

Io non parlo neanche delle scelte di politica estera di Berlusconi, o di quelle economiche, o delle sue leggi ad hoc, o della riforma dell’università che l’ha sfasciata ancora di più e dei fondi per la ricerca decurtati: basta il suo stile per non fidarsi più di quest’uomo, perché ci declasseremmo ancora di più a livello internazionale.

Uno che si vendica per i suoi giochi politici su chi non c’è più, lo vogliamo?
Quando ero bambina sentivo sempre delle storie dei becchini di Napoli che toglievano i denti d’oro ai morti: Berlusconi è peggio, Berlusconi vuole togliere la dignità a un morto.

(sapendolo, sarei pronta ad attribuire il fotomontaggio sopra)

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