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Il mondo dello spreco in cifre

Gli americani usano 15 milioni di fogli di carta ogni 5 minuti, 60.000 sacchetti di plastica ogni 5 secondi e gettano via in abbastanza alluminio da ricostruire l’intera flotta aerea commerciale ogni tre mesi. (Dan Hoornweg)

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Green Hill e vivisezione: la tortura che va contro la ricerca

Sabato 16 a Roma manifestazione nazionale contro Green Hill e per fermare la famigerata legge. Sarà una marea umana.

Ieri una famosa azienda di cosmetici animal free ha mostrato in vetrina su una donna quello che normalmente fanno a un animale sottoposto a “sperimentazione”, riproducendo tutto con più realismo possibile senza arrivare alla torturara, ovviamente. Queste sono le immagini, io ci sono stata male a pensare che sugli animali è tutto vero e non ci sono limiti. E spero che molti indecisi capiscano la realtà agghiacciante, l’urlo di dolore che sale dal buio dei laboratori.

Sappiate solo che la donna che si è prestata alla fine dell’esperimento si è sentita fisicamente male. Ed era quasi tutto finto!

Ma la vivisezione è anche una scelta ben precisa che va contro la scienza. Un paio di giorni fa ho parlato con un veterinario che sta finendo il dottorato in biologia molecolare (incontrato al bar, non un animalista). Mi diceva che la sperimentazione sugli animali vivi è del tutto obsoleta perché si possono riprodurre le stesse cose su tessuti coltivati apposta. Senza dar vita a cloni animali.

Mi diceva: ti piace la pelliccia? Non ci vuole niente a fare una coltura di tessuto con il pelo. Tessuto “finto” nato e coltivato in vitro e fatto crescere con il pelo di castoro, che è quello che stiamo facendo adesso noi. Un’operazione di routine che si fa da molti anni in diversi paesi al mondo.

Perché in Italia non si fa, allora? Perché la ricerca Italia è ferma, perché non ci sono soldi per impiantare nuovi laboratori che sostituiscano quelli vecchi di sperimentazione animale, che la momento sono i più economici, e perché ci sono gli interessi delle multinazionali dietro.

Lui alla fine del mese finisce gli studi e parte per il Brasile a lavorare come ricercatore per l’università. Dice che i paesi emergenti, specie l’India e il Brasile, sono avanzatissimi nella sperimentazione farmacologica su tessuti in vitro sia per i nuovi farmaci, sia per la cosmesi e la moda.

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Twitter e il diritto di informare

Il governo del Brasile ha fatto un'ingiunzione legale contro Twitter perché sospenda gli account degli utenti che danno informazioni sull'attività della polizia stradale riguardo ai blocchi, le volanti per il controllo del tasso alcolico e così via, dicendo che impedisce il funzionamento del governo.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Internet Governance Forum 2011 - Internet non deve appartenere a nessuno

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sul sesto Internet Governance Forum, sponsorizzato dalle Nazioni Unite in Kenya. Tra i temi principali: l’uso della banda larga, i cui costi sono ancora proibitivi per molti paesi. L’uso della telefonia mobile e il wireless. L’ammonimento a quei governi che vorrebbero tassare chi usa Google e Facebook, ma anche all’Onu e a quei governi che vorrebbero decidere a chi appartiene Internet.

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Florilegio ordinario: La Sapienza di Roma al buio e altre università

scimmia docenteMi ha divertito la notizia che i docenti delle quattro facoltà di Lettere e Filosofia, Studi Orientali, Filosofia e Scienze Umanistiche della Sapienza di Roma, per protesta contro i tagli del governo sulla ricerca e la didattica, abbiano deciso di svolgere gli appelli d’esame al buio.

Decisione giusta giusta per dei fantasmi. Conosco degli ordinari eccellenti che, per una ragione o per l’altra – come delle ricerche spesate dall’istituzione da farsi ogni anno all’estero proprio in autunno-inverno, e per lunghi periodi – tengono in tutto, se va grassa, due terzi delle lezioni (certo, lo faceva anche Giuseppe Tucci di andarsene ogni autunno-inverno per quattro-cinque mesi, ma non tutti sono geni).

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Aung San Suu Kyi, un compleanno per la libertà

Aung San Suu KyiUna donna eccezionale. Bella, colta, forte, carismatica, resistente come un bambu e gentile come i gelsomini che intreccia nei capelli. Simbolo internazionale di libertà e di coraggio. Questa è Daw Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace 1991.

Domani compirà 65 anni. E li compirà ancora una volta agli arresti domiciliari. Dal 1990, quando fu eletta primo ministro alle elezioni generali come leader del partito della Lega Nazionale per la Democrazia, ha trascorso confinata in casa quasi 15 anni. Ieri l’ultimo appello di Aung San Suu Kyi alle nazioni democratiche di tutto il mondo: “usate la vostra libertà per promuovere la nostra“.

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Riciclando la tecnologia l'Europa vince

bandiera europeaNonostante il pessimismo di Umberto Eco, l’articolo economico di fondo del 26 aprile del Newsweek di Stefan Theil, Why Europe Will Win, spiega perché l’Europa stia lottando contro la crisi economica globale molto meglio degli USA e persino del Giappone, e la sua crescita incida molto di più sui paesi del mercato emergente – quelli del BRIC, Brasile India Russia e Cina - e anche sull’Europa orientale e sui paesi dell’OPEC, cioè quelli che esportano il petrolio e detengono i 2/3 delle riserve mondiali, che hanno grandi capacità di spesa.

Henning Kagerman, ex-CEO della SAP, la più grande azienda europea di software, afferma che in Europa piuttosto che inventare nuove tecnologie

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L'Italia che non c'è

ship sinkingA proposito dello storico accordo sul nucleare fra India e USA riporto una frase del Primo ministro Manmohan Singh in Parlamento:

Oggi abbiamo relazioni strategiche con tutte le maggiori potenze incluso USA, Russia, Francia, UK, Germania, Giappone, Cina, Brasile, Nigeria e Sud Africa. Stiamo stringendo nuovi rapporti di collaborazione con i paesi dell’Estremo Oriente, del Sud-est asiatico e dell’Africa.

E l’Italia? In effetti abbiamo ministri che insultano pubblicamente lo Stato e il paese che indirettamente li ha votati e li mantiene ricchi e in vita, visto che si ricoverano in ospedali italiani, con gesti a dir poco volgari, il nuovo governo che fa nuovi, massicci e progressivi tagli alla ricerca e all’università e cialtroni che nel curriculm hanno pubblicazioni di raccolte di poesie d’amore o di temi copiati nelle partecipazioni in congressetti a carattere locale, non sono neanche mai stati in Oriente e insegnano filosofie dell’India e discipline di Asia moderna in accademie grandi e piccole (non mi fate fare nomi perché non posso).

D’altronde, si sa, il pesce puzza dalla testa (intendo dire il sistema, eh!).

Penso proprio che così l’Italia continuerà ad affondare.
E se lo merita.