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Credere a un paese di clown

ItaliaIl nostro è un paese ben strano. Abbiamo un governo che ha vinto sul filo di lana della fiducia. Ma con soli tre voti di scarto non può governare, e quindi quelli che hanno votato hanno dato la fiducia a un qualcosa che neanche sapevano. Come sarà formato il nuovo governo Berlusconi?

Abbiamo un presidente dellla Camera dei deputati, Fini, che non è super partes, come dovrebbe essere per il ruolo, ma è contro lo stesso governo che serve. E che è di destra e sta all’opposizione insieme ai partiti di sinistra.

Abbiamo un ministro dello stato, Bossi, che però vuole dividere lo Stato. Che si scaglia contro Roma ma lavora per Roma e prende dei bei soldi da Roma. Che odia la politica di Roma che rappresenta il suo governo, quello stesso che lui rapprenta e da cui riceve onori e onorario. Che si scaglia contro il nepotismo ma ha fatto entrare in politica il figlio, immeritatamente, e sta preparando il secondo.

C’è un razzismo strisciante che si fa sempre più largo. Eppure ieri dei Rom

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Noi siamo qui

compasso politico
Secondo questo compasso politico (che ho visto per la prima volta da Ludo) sono della sinistra libertaria, un po’ più a sinistra di Gandhi e molto più a sinistra di Nelson Mandela ma più autoritaria del Dalai Lama, più verso il comunismo che verso l’anarchia.

Sarà per questo che mi sento delusa per i risultati delle elezioni? Speravo in un cambiamento ma non che la Lega stravincesse. Aveva ragione lui.
Fortuna che sono bianca e ho il passaporto da qualche annetto.

Il monito etico del sindaco Moratti: perché non pensi a te?

MorattiSignora Moratti, stamattina al telegionale regionale ho sentito che ieri, per controllare la sua città, lei ha preso la metro, e ciò le rende onore (immagino che fatica per lei mischiarsi a noi volgo, abituata al meglio delle auto blu).

Vedendo però le cartacce sul pavimento dei vagoni si sarebbe scandalizzata dicendo “Milanesi, non sporcate la città!“. Parole encomiabili, senz’altro.

Ma non era lei che un paio di anni fa è stata indagata per consulenze d’oro e assunzioni illecite di manager? Uno dei quali era era Aldo Fumagalli, l’ex sindaco leghista di Varese, che si era dimesso dall’incarico di Sindaco dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati per concussione e violazione della legge Bossi – e in Italia un politico che si dimette vuol dire che ha una coscienza non proprio cristallina perché qui nessuno si schioda dalla poltrona, neanche col tritolo sotto e dieci escort a fianco notte e dì.

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La crociata laica dei cattolici

Bossi e BerlusconiIn altre nazioni se i politici vengonomeno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perche’ tanta diversita’ in Italia? L’autorita’ senza esemplarita’ di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. E’ pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non puo’ pretendere una ‘zona franca’ dall’etica.

Mi fa specie che in questo paese la voce più forte e chiara contro il comportamento di Berlusconi sia quella di Famiglia Cristiana, che a più riprese si è dimostrata più a sinistra della sinistra. Questo è il punto: non se il premier sia sano o malato, come dice La Repubblica, perché l’arroganza che sfoggia pubblicamente anche frequentando ragazze di 55 anni più giovani di lui dimostra che, se mai, malate sono le donne e i loro genitori, ma il fatto che non può sfuggire a un comportamento etico. Un rappresentante del popolo non può pretendere una zona franca dell’etica, anche se asserisce di non aver mai pagato una ragazza, mentre la D’Addario lo esorta ad andare dai giudici.

Mi sembra ovvio che si cerchi di destabilizzare il governo Berlusconi con questa questione tutto sommato secondaria (ma non irrilevante) della moralità e dell’etica, come è stato fatto, mutatis mutandum, con Al Capone, messo in carcere per evasione fiscale e non perché faceva parte di una potente banda criminale; il problema vero, però, è che, ammesso che gli italiani si stanchino presto e definitivamente di Berlusconi, grazie a lui e alle sue alleanze si è formata una gestione amministrativa di centrodestra in quasi tutta Italia.

Insomma, anche se l’imperatore fosse deposto, e con lui la sua corte, che ne facciamo degli amministratori della Lega Nord, per esempio, diffusi in tutta Italia? Se magicamente scomparissero, con chi li rimpiazziamo? La gente li ha votati, questo è il problema.

Così su Internet mi diventi cieco

Proprio mentre pensavo, alla Bossi, a festini nella villa del Cavaliere fra i prigionieri di Guantanamo e le sue giovani e procaci amiche (pagate?), che poi sarebbe un bel modo di impegarle in servizi socialmente utili — nonché sono certa che i maschietti parlerebbero di più che a Guantanamo, ché la carota funziona più del bastone e della scossa elettrica — sentivo per radio di uno studio italiano fresco fresco, assolutamente rivoluzionario, che dice che i siti porno su Internet causano dipendenza.

Fra poco, mi pare a Rimini, apriranno una clinica per disintossicarsi dall’uso di Internet per fare sesso. Pare addirittura che i ragazzini (e i maschi adulti) passino le ore a guardare le immagini e a chattare con le signorine del mestiere, e questo porti a un’irrefrenabile coazione a ripetere.

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L'asse post-elezioni

Mussolini e HitlerMa perché quando ho letto questo (il grassetto è mio) ho avuto l’impulso irrefrenabile di fuggire a gambe levate? Basta leggere un po’ di storia.

L’asse, che altri chiamano la dipendenza, di Berlusconi e Bossi, ha già sollevato in passato qualche mugugno all’interno del centrodestra, e anche stavolta ne solleverà. (Marcello Sorgi su La Stampa).

Le mogli non sono più quelle di una volta

Stamattina, Corriere della Sera in prima pagina:

Bossi: ho detto a mia moglie di staccare la spina

O tempora o mores! Le mogli moderne non obbediscono più ai mariti come una volta.

Che c'è di strano se Bossi jr?

PinocchioPer me non è una notizia sconvolgente: in diverse università americane il preside “consiglia” di dare dei voti alti ai figli di, mogli di, amanti di, di solito perché i rispettivi genitori, mariti e amanti fanno larghe donazioni alla facoltà.

O perché avere, per esempio, il figlio dell’Aga Khan o Chelsea Clinton in classe porta lustro al dipartimento. E ricordo le lotte all’ultimo sangue per accaparrarseli, quando dovevano decidere in quale Ivy League frequentare il college. Ma si sa, lì le università migliori sono private ed è logico che ci tengano all’immagine. Così cercano di accaparrarsi i figli dei potenti, dei famosi o i geni.

Qui i figli di, mogli di, amanti di, all’università spesso hanno la cosiddetta “corsia preferenziale” e alle scuole medie superiori tutti hanno verso di loro un occhio di riguardo. Se però non succede, e se il padre è molto importante, per esempio è un ministro, la cosa diventa un caso nazionale.

Papino Bossi è ricorso al TAR
, quindi dovrebbe esserci qualche vizio procedurale. E’ stata riconvocata dall’ufficio scolastico regionale la stessa commissione che aveva a suo tempo esaminato il pupo, ma vediamo cosa decidono di fare. Io non so perché ma la mia acuta percezione politica mi dice che faranno ripetere l’esame al pupo e che questi andrà bene o molto bene.

FriendFeed a fine luglio a Milano vs l'opera buffa di Bossi

CalderoliSarà che sono un po’ stanca, alle ultime battute della revisione del mio libro sulla politica culturale in Asia da Mussolini ad Andreotti, con i sogni deliranti del Duce in India e il carteggio originale che mi ha dato il senatore (e poi c’è ancora il regesto, le foto, la bibliografia ecc.).

Sarà che ho una pila alta di libri da studiare sul comodino, purtroppo tutti intelligentissimi e pesantissimi.

Sarà che di programmi e social network da imparare ne esce ogni giorno uno, e quasi tutti interessanti e complicati.

Sarà che di tempo ne ho pochissimo e quello che mi avanza lo uso per fare cose strambe (secondo qualcuno) tipo andare al cinema all’aperto, fare una passeggiata al parco, chiacchierare con amici (dal vivo) o addirittura andare dal parrucchiere (forza mia cara!).

Insomma, ho aperto FriendFeed perché ero curiosa, ho visto che era difficilotto e che bisognava applicarcisi un po’ e, dopo aver messo da parte Plurk, ho messo allegramente da parte anche FriendFeed. Delle volte mi sento un dinosauro del computer, uso sempre e solo le cose che mi servono e faccio una fatica immensa a impararne di nuove. Lo faccio solo quando so che mi sono di effettiva utilità e invidio un po’ quelli che provano, sperimentano e gironzolano fra programmi, siti e blog.

Mi spiace ma non ho tempo di imparare e al momento non ho neanche troppa voglia. Mi diverte di più, se non fosse che a tratti mi fa infuriare, seguire le farneticazioni di un ministro (forse) illegale come Bossi, pingue, vivo e onorato

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Mogli, buoi e insegnanti dei paesi tuoi

Parliamo tanto di conoscenze condivise, di sharing, di condivisioni dei saperi, e poi c’è chi ancora ascolta Bossi che blatera e sbatte i piedi perché suo figlio Renzo è stato cassato agli esami di maturità, dove si era presentato da privatista con una tesina ispirata al federalismo e Carlo Cattaneo.

Secondo Bossi la vera ragione della bocciatura è l’argomento della tesina. E da qui l’anatema: al nord professori del nord (si vede che al liceo di Tradate, vicino a Varese, insegnano i terroni). La cosa è tanto stupida che non meriterebbe commento, se non che a dirla è Bossi: come a dire che la cultura ha confini e che i tanti cervelli emigrati all’estero se ne dovrebbero stare a casa, magari disoccupati.

In sovrannumero, come vedete nel video, ha insultato l’inno di Mameli, il nostro inno nazionale.

Ma Bossi non è un ministro dello Stato? E noi abbiamo per ministro uno che insulta il simbolo dello stato che dovrebbe servire? Per lui non vale la lealtà all’azienda Italia, o noi cittadini non contiamo proprio niente? Non dovrebbe neanche andarci al suo ministero perché la sede è Roma. Come mai lo ha accettato? Gli dovrebbe fare schifo.

Mi sa che quando c’è da mangiare di grasso Roma non ti fa poi tanto schifo, eh caro ministro?

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