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Venti fascisti in Eurasia: Russia e Iran

Iran bombMentre qui a Milano le ronde fasciste con l’aquila sul berretto hanno rimpiazzato i Guardian Angels in rosso che più di una volta mi hanno scortato sulla metro, la riflessione oggi non può essere che su due grandi, potenti nazioni del continente euroasiatico, che stanno radicalizzandosi in una visione fascista e antioccidentale (e, innanzi tutto, anti-americana): la Russia e l’Iran.

In Russia queste idee, propugnate da Aleksandr Dugin, stanno prendendo sempre più piede nel governo, nei media, nelle università e fra la gente comune. Importanti rappresentanti della società russa sono affiliati al suo Movimento Internazionale Eurasiatico, che proclama la “missione russa in Europa e nel mondo del 21esimo secolo“. Idee dichiaratemente imperialiste: in pratica, il movimento vuole che la Russia diventi una seconda Roma.

Sull’argomento vi consiglio due lavori principali: l’eccellente studio di Aleksandr Dugin: A Russian Version of the European Radical Right? di Marlene Laruelle e i lavori di Andreas Umland, specie la tesi di dottorato (tutto nella sua pagina).

A proposito dell’Iran, le elezioni appene avvenute — che hanno visto un’affluenza alle urne impensabile in Occidente — la riconferma del presidente Mahmoud Ahmadinejad alla guida del paese e la conseguente ondata di repressione verso i maggiori esponenti politici e i media, compreso il Web, e il problema del nucleare, vi consiglio due eccellenti articoli: il post di Marco Restelli, giornalista a tutto tondo, specializzato sull’Asia con particolare riguardo alla storia dei Sikh e Bollywood; e l’editoriale su Avvenire di Riccardo Redaelli, professore di politica, storia del Medio Oriente e geopolitica all’Università Cattolica di Milano, specializzato sull’Iran e socio fondatore, come me, di Asia Maior.

E se proprio volete capire tutto, ma proprio tutto sull’Iran contemporaneo, comprate il suo libro, appena uscito per i tipi della Carocci editore. Riccardo non scrive basandosi solo sui documenti su carta e su Internet: lui va a viene da questo meraviglioso e difficile paese. Non sta in un hotel 5 stelle per 7 giorni e poi scrive il suo bel libro, ma ci lavora. Ha una conoscenza profonda, continua e di prima mano dell’Iran. E sa parlare, spiegare, rendere semplice — senza banalizzare — idee, storie e concetti così affascinanti, così complessi e così apparentemente lontani da noi.

Grave attentato in Pakistan: almeno 40 morti e 100 feriti

Islamabad

Oggi pomeriggio c’è stato un grave attentato a Islamabad, la capitale del Pakistan, che ha ucciso almeno 40 persone e ne ha ferite almeno 100. E’ accaduto fuori il Mariott Hotel, dove alloggiava una delegazione della World Bank. Molti piani dell’hotel sono andati a fuoco mentre il Primo ministro Yousuf Raza Gilani dava una cena a cui paretecipava il presidente Asif Ali Zardari e il capo dell’esercito Ashfaq Parvez Kayani.

Questo è l’articolo di BBC News e l’articolo di The Hindu (scusate ma non si riesce ad aprire e lo copio e incollo dalla mia email).

THE HINDU
News Update Service
Saturday, September 20, 2008 : 2215 Hrs
40 killed, 100 injured in blast outside Islamabad hotel

Islamabad (PTI): At least 40 people were killed and 100 injured in a massive explosion at the Marriott hotel which was gutted after a suicide bomber rammed an explosive-laden vehicle into the main gate of the five-star hotel in the heart of Pakistani capital.

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Rabbia e corruzione: Roma, Arezzo, Milano, Macerata, e poi?

scontri tifosiIeri notte guardavo il telegiornale e poi i servizi sui fatti di Roma: gli ultra hanno assaltato una caserma della polizia di via Guido Reni, la caserma delle volanti nella zona del Flaminio, il commissariato di polizia di Porta del Popolo, i poliziotti barricati nello stadio Olimpico e poi la sede del Coni. Passando per Ponte Milvio e andando verso Tor di Quinto. Violenza e rabbia — e la partita Roma-Cagliari non è neanche stata giocata.
E Gabriele Sandri era stato ucciso: non so se per sbaglio o volontariamente, non sta a me giudicare, ma è stato ucciso dopo un tafferuglio fra tifosi.

I giornali e la TV parlano di teppismo, liquidano gli ultra con un paio di epiteti scontati: ma non sanno che gli ultra sono fra noi, sono ovunque. La gente è stanca, stufa, piena di scontento e di rabbia: perché si vive sempre peggio e i soldi non bastano mai e ci sono delle differenze sociali, una corruzione e uno scontento sempre più grandi.

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Bombe sul treno Delhi-Attari: ma la pace fra India e Pakistan non si ferma!

Dopo le bombe di Mumbay del luglio scorso per frenare il processo di normalizzazione fra India e Pakistan, ancora bombe stanotte sulla linea ferroviaria Delh-Attari. Al solito, decine di morti innocenti.

Attari è una cittadina vicino ad Amritsar col suo famoso tempio d’oro, l’Harimandir Sahib, già teatro di lotte feroci fra Induisti e Sikh.

Come per l’attacco del luglio 2006, anche per questo sono sospettati i terroristi che vogliono impedire il processo di distensione fra l’India e il Pakistan, divisi sin dalla partizione del 1947, che ha visto la nascita della Repubblica Islamica del Pakistan.

Questo attentato, infatti, precede di un solo giorno la visita di tre giorni del Ministro degli Affari Esteri pakistano Khurshid Mehmood Kasuri in India. Lo scopo? Discutere col Ministro degli Affari Esteri indiano Pranab Mukherjee

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Bombe, Turchia, università e costumi dall'Islam

Non voglio assolutamente commentare il fondamentalismo, o la jihad — che non è fondamentalista, ma un fondamento religioso — perché ho già detto qualcosa al proposito. Né le bombe in Turchia di qualche ora fa.

Solo una piccola riflessione. L’altro ieri qui in Galleria a Milano — avete in mente la borghese splendente riluccicante galleria a fianco del Duomo? — passeggiava tranquillamente una famiglia musulmana. Due donne, due bambini, qualche uomo. Le donne avevano il chador e il burqa, uno dei due era integrale e di lei non si vedeva neanche il viso. Indossava anche i guanti e il camicione era nero lungo largo e totalmente castrante della sua femminilità. Camminava in modo goffo e solo dal polso, fra il mezzo centimetro di pelle nuda e il guanto nero, spuntava un braccialetto d’oro! Si capiva che era una donna giovane, si è fermata a prendere in braccio una bambinella in carrozzina. Mi sono chiesta a che età la puniranno col cosone nero.

Ma magari le piace, o lo accetta senza problemi, chi sa. Io sto ragionando con la mia testa, ovvio. Liberissima di vestire e girare come vuole, ca va sans dire.

Ma se c’è una ragazza fra i miei studenti all’università che veste così, io che faccio? E’ politically incorrect dire che mi darebbe assai fastidio parlare a una mascherina nera? Chiedo sempre all’inizio del corso di non indossare, per favore, cappelli, occhiali neri, e ciancicare gomme americane.

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