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La kermesse della blogger in partenza

woman runningCol fatto di andare alla BlogFest e della premiazione del Macchianera Blog Awards la blogosfera italiana è tutta in fibrillazione.

Vedo blogger che riescono a essere presenti a conferenze, BarCamp e aperitivi, oltre a tenere blog Tumblr Friendfeed Jaiku e Twitter (questo è il mio) e mandare ogni tanto email collettive sulle loro ultime imprese. E lavorano, amano, suppongo, si fanno una doccia, fanno la spesa e magari portano anche a spasso il cane e coccolano il gatto.

Ma come diavolo fate? Forse siete tutti superman e wonderwoman, meno che me. Sarà anche che sono sfinita, stanotte ho consegnato le mie 904 pagine di libro, ci ho lavorato per quasi otto anni e nel frattempo ho fatto varie altre cosette, fra cui seguire le vicende dell’Asia, ma ho delle occhiaie lunghe così.

Mi stanno venendo i complessi di inferiorità perché non riesco neanche a leggere regolarmente i blog che ho nell’aggregatore! Per esempio ce n’è uno che mi piace molto, la Cuccia di ex-xxcz, quello di .commEurope per intenderci, che rimprovero di non scrivere spesso e poi leggo secoli dopo. Oppure il nuovissimo di Hermans.

Comunque c’è una bella occasione per vederci: da giovedì a domenica andrò alla BlogFest e, grazie alla gentilezza di Neri, sarò al Flora Parc Hotel. Se volete stare un po’ con me fatevi sentire.

Stranezze metropolitane: il mio euro è più bello del tuo

EsselungaCome ogni venerdì (o quasi) sono andata a fare la spesa all’Esselunga di viale Piave, qui a Milano, che poi te la consegnano a casa ed è proprio comodo.

Mi avvicino ai carrelli, porgo il mio euro a una signora che rimette a posto il suo e che mi dice mezza inviperita (Milan way):

Veramente ho già fatto!

E vabbè. Stessa cosa con un signore vicino, che neanche mi degna e finge di non sentire, mentre mette a posto il suo bel carrello ed estrae l’euro.

Ora mi chiedo: i loro euro sono più belli del mio o cosa? Perché qui a Milano non si sa mai, al centro circola un coacervo di bizzarrie e stranezze di ogni tipo.

Mi ha fatto ridere ma ero anche assolutamente perplessa. Come quelli che se per caso, quando arrivi alla cassa, strabordi con un oggetto sul loro spazio, anche se delimitato dal divisorio, ti guardano come se rubassi una loro cosa!:) Non so se ci avete mai fatto caso.

Boh, c’è qualcosa che mi sfugge..

Non vi offendete se a Milano non Plurk

PlurkSono stata invitata da diversi amici e conoscenti ad entrare nel loro giro di amichetti su Plurk, ma io non ho tempo. Su Twitter non si parla d’altro (questo è il mio Twitter a proposito) e tutti plurkano a ruota libera ma io non ho tempo di imparare, non ho tempo di aggiungere un altro social network, non ho tempo soprattutto di seguirlo.

Non so ma il tempo non mi basta mai. Oltre tutto Plurk è macchinoso, anche Catepol concorda con me, figuriamoci (e sì che lei fa tutto, è presente su tutto, sa fare tutto), non riesco neanche ad aggiornare il mio Tumblr, eppure mi piace assai, e quindi per adesso rinuncio a Plurk. Non riesco neanche a leggere i blog dei miei amici, se non saltuariamente. Quindi ringrazio tutti, sono molto contenta e onorata di essere stata invitata da voi ma devo dire no.

Anzi, se potete, mi dite dove trovate il tempo per fare tutto e vivere anche al di fuori della rete? Che ne so, almeno i doveri come cucinare, le poste, i rapporti con i colleghi e così via.

E voi come vi organizzate?

La raccomandata

Enrica GarzilliIeri mattina all’alba sono andata a fare delle analisi. Il mio appuntamento era alle 9 e mi sono seduta davanti allo studio, dopo aver pagato il ticket e tutto quanto, alle 9 in punto.

Sapevo di essere la prima. C’erano però anche una vecchia signora e una coppia anziana. Ho chiesto gentilmente a che ora avevano l’appuntamento, la moglie alla mia sinistra risponde alle 9:30 ma il marito mi aggredisce:

E allora? Con questo? Noi siamo venuti prima!

Segue caterva di belle parole per me che volevo “rubare” il posto, mentre la moglie a mezza voce gli proponeva di andare in farmacia, così facevano prima (penso per toglierselo di torno).

E’ arrivata la dottoressa, ha aperto il registro e ha chiesto chi è Boh, cioè me medesima. Mi sono alzata e sono entrata sotto lo sguardo assassino del tizio, che alle mie spalle mi ha sibilato:

La solita raccomandata!

E così ieri sono stata felicissima di sapere che anche io una volta tanto in vita mia ero stata raccomandata.:)

Io programmo?

Non solo ioProgrammo è un favoloso mensile di software che pubblica delle chicche — news, tutorial, implementazioni, codici di gestione e cose così — davvero stupende, ma ci collaboro io!
Il numero di settembre si apre con il mio articolo

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E' tutto molto Zen

Hindu svastika (c) Wikipedia Ci risiamo. Gli attacchi di spam stanotte sono ricominciati. Vi ricordate di quando parlavo di Bubuntu Ubuntu Linux 6.06 Buddhist Edition, ecc.? Beh, sempre in tema di Buddhismo.

Qualche giorno fa, inoltre, Micampe mi ha segnalato questa bella, bella pagina intitolata Il dubbio, la metafora del viaggio… con indirizzo boh.it.

Sia la grafica che il contenuto de Il dubbio, la metafora del viaggio… sono l’apoteosi del vuoto: davvero Buddhista. Anzi, secondo me è molto Zen. La parola Zen deriva dal cinese Chan, la scuola che l’avrebbe originato, che a sua volta è la trascrizione fonetica di dhyana, la meditazione yoga, uno dei più alti gradini della pratica dell’Hathayoga, per esempio, e di altri tipi di yoga. Che poi lo Zen è una scuola giapponese che amo, che ho studiato all’università, di cui ho esercitato, con la guida di un maestro, la pratica più importante e che, se dovessi ritirarmi a vita privata (ancora più privata?:)), seguirei. Sì, vivrei una vita Zen.

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