Tag Archives: blogosfera

La kermesse della blogger in partenza

woman runningCol fatto di andare alla BlogFest e della premiazione del Macchianera Blog Awards la blogosfera italiana è tutta in fibrillazione.

Vedo blogger che riescono a essere presenti a conferenze, BarCamp e aperitivi, oltre a tenere blog Tumblr Friendfeed Jaiku e Twitter (questo è il mio) e mandare ogni tanto email collettive sulle loro ultime imprese. E lavorano, amano, suppongo, si fanno una doccia, fanno la spesa e magari portano anche a spasso il cane e coccolano il gatto.

Ma come diavolo fate? Forse siete tutti superman e wonderwoman, meno che me. Sarà anche che sono sfinita, stanotte ho consegnato le mie 904 pagine di libro, ci ho lavorato per quasi otto anni e nel frattempo ho fatto varie altre cosette, fra cui seguire le vicende dell’Asia, ma ho delle occhiaie lunghe così.

Mi stanno venendo i complessi di inferiorità perché non riesco neanche a leggere regolarmente i blog che ho nell’aggregatore! Per esempio ce n’è uno che mi piace molto, la Cuccia di ex-xxcz, quello di .commEurope per intenderci, che rimprovero di non scrivere spesso e poi leggo secoli dopo. Oppure il nuovissimo di Hermans.

Comunque c’è una bella occasione per vederci: da giovedì a domenica andrò alla BlogFest e, grazie alla gentilezza di Neri, sarò al Flora Parc Hotel. Se volete stare un po’ con me fatevi sentire.

La blogosfera è come una foresta

Enrica GarzilliVorrei chiudere per l’estate, e spero per sempre, la diatriba sulle classifiche o sul valore o meno di questo o quel blog con le parole che un grande, Giuseppe Tucci, pronunciò nell’ottobre 1978 alla solenne cerimonia di conferimento del Premio Jawaharlal Nehru per la Comprensione Internazionale, il massimo riconoscimento dell’India.

Cambierò solo la parola società con blogosfera, perché in effetti qui hanno lo stesso valore semantico:

Ma la blogosfera è come una foresta nella quale ogni pianta, ogni fiore, ogni animale coopera con la propria individualità alla gloria di tutto l’insieme; appunto perché diversi, concordano ad una bellezza concorde nell’unità finale ed in questa ciascun individuo partecipa alla costruzione di una superba cattedrale dove c’è posto per tutti [...] perché ciascuno, restando se stesso, è parte necessaria e insopprimibile [...] della diversità nell’unità, dove ci ritroviamo tutti affratellati…

Se tutti noi fossimo uguali saremmo come addormentati in una tenebra illune, mentre la diversità dev’essere come scintillazione di stelle in un cielo puro d’ombre, dove ogni stella spande la propria luce ma solidale con tutte le altre.

Facciamo parte di un insieme in cui tutti gli elementi hanno bisogno l’uno dell’altro per crescere e prosperare. Le classifiche non vogliono dimostrare niente, sono come la vita: c’è chi sta sopra, e magari è un imbecille, e chi sta sotto, e magari è una persona stupenda.

Ma rimane che c’è chi sta sopra e chi sta sotto, perché c’è chi si prende la briga di fare un calcolo. Tutto qui.

Certo, non è bello stare al 7000esimo posto, perché è insito nell’animo umano gareggiare, stare sopra, essere il primo, fosse anche nella classifica degli asini che ragliano meglio. Ma non c’è niente di tragico, perché tutti noi siamo come alberi in una foresta: il nostro blog è indispensabile per la sopravvivenza della foresta-blogosfera, per il suo crescere e fiorire e per permettere la vita di milioni di animali.

Io credo che la blogosfera sia un ecosistema aperto e le parole, i video, le foto e tutto il resto di tutti i blog contribuiscono a fare la foresta viva, verde e pullulante di idee, di discussioni e di risorse per tutti.

Villaggio blog, vista sul mondo: le nuove forme di dialogo -- Un po' sorpassato ma bello

bloggerEcco quello che penso io del bell’articolo di Marino Niola Villaggio blog, vista sul mondo: le nuove forme di dialogo.

L’articolo mi sembra che parli della blogosfera come era qualche anno fa, prima del 2004, quando ancora io non avevo un blog ma li leggevo soltanto. Due i punti principali in cui Niola è rimasto, secondo me, un po’ indietro.

Frequentare i blog serve, fra l’altro, a smontare molti dei luoghi comuni sugli effetti nefasti della digitalizzazione della realtà e sull’apocalisse culturale che essa comporterebbe. Fine della lettura, tramonto dell’italiano, declino dello spirito collettivo.

Nel frattempo, come in ogni società che si rispetti, piccola o grande, lo spirito collettivo si è trasformato in spirito competitivo. Basta vedere quello che è successo quando Ludovico ha deciso di penalizzare i Tumblr in BlogBabel, o alla riapertura, quando sono ricominciati i giochi degli alberelli. E poi mi si parla di interesse alla conversazione!

Per quanto diversi fra loro, i blogger nascono dal linguaggio e vivono di linguaggio. Un regime democratico, dove ciascuno è opinionista nel libero mercato delle opinioni, senza gerarchie di posizione, senza ruoli, senza il peso dell’autorità.

1) Anche questo non è più vero: i blog dei giornalisti, specie se hanno un lavoro fisso in un giornale, sono considerati molto più autorevoli di quelli degli altri. E di questo se ne è accorto anche Google che premia i giornalisti con un PR più alto.

Anche i blog dei giornali, anche se scrivono cose assolutamente superficiali, ricreative e diaristiche, sono considerati più autorevoli, più commentati, più citati, più linkati. E questa autorevolezza gliela dà l’essere blog di un giornale e non gli argomenti o i blogger che ci scrivono.

2) In genere, poi, i blog sono non solo una palestra di democrazia, e in questo concordo perfettamente con Niola, ma anche strumenti di democrazia, per esempio in paesi dove la democrazia non c’è mai stata e fa fatica anche ora a decollare come il Nepal.

Certo, poi in nome della democrazia e della libertà di opinione c’è chi si prende la libertà di insultare: ma questo dipende dalla buona educazione e dall’intelligenza di ognuno. Chi ce l’ha ce l’ha, e chi non ce l’ha non è possedendo tre blog che la impara o l’acquisisce.

La rivoluzione non sarà bloggata: ovvero, il parco buoi dei blogger italiani di Fabio Metitieri

Grazie a Andrea Perotti vi propongo il lusinghiero articolo di Fabio Metitieri sul “parco buoi dei blogger [in Italia] meno conosciuti [che] si lamenta per l’ascesa di una casta di pochi blogger «presen­zialisti- professionisti» e privilegiati” e “i blogger, espressione del ni­chilismo contemporaneo, sono dei buoni a nulla (sic) che non hanno il tempo e le capacità per svol­gere alcuna ricerca…“.

Queste e altre amenità profuse a manetta in un suo articoletto pubblicato sul Corriere del Ticino. Solo un commento: l’amico Metitieri ci ha capito tutto! E’ di una profondità sorprendente e, soprattutto, un grosso principio di realtà: negare negare negare. Negare soprattutto che i blog hanno rivoluzionato la comunicazione e l’informazione, nella forma e nella sostanza. E, per avallare il suo discorso, offendere i blogger in genere, ma specie quelli italiani.

(Ma l’acido che sprizza da tutti i pori di Metitieri verso i blogger da dove lo prende? Gli avete fatto qualcosa? Dai, confessatelo: a meno che non lo faccia per farsi una bella pubblicità..) Enjoy!

LA RIVOLUZIONE NON SARÀ BLOGGATA

Il blog è morto, viva il wiki: questo è il succo di alcuni commenti pubblicati negli ultimi mesi proprio sui blog, dove l’incapacità del­la blogosfera di mantenere viva la conversazione on line è stata contrapposta alla dialettica pre­sente nei wiki, gli strumenti con cui è stata crea­ta la celebre enciclopedia collettiva Wikipedia.

È l’inizio della rivincita degli ambienti comuni­tari sull’individualismo e sul personalismo dei blog.

continua


Enrica Garzilli su Nòva del Sole 24 Ore

Enrica GarzilliVi ricordate che oggi è giovedì e dovete comprare il Sole 24 Ore, vero? Ché nell’inserto Nòva c’è un suo articolo.
E forse prima o poi qui ne metterà qualcuno suo qui, in pdf (se le danno il permesso).

Blogbabel per i malignetti della blogosfera: i parametri

Enrica GarzilliMarò, che noia ‘sta storia! Visto che si riapre fra poco, c’è un gruppetto consistente di persone, sempre le solite, che scoccia e insiste che noi tarocchiamo la classifica. O le discussioni.

Non che mi importi molto di loro perché, come diceva la mia nonnina, non è l’occasione che fa l’uomo ladro ma è il ladro che si cerca l’occasione (e potrei dire ancora: non è il marito traditore a cui capita la donna, ma è lui che se la cerca; non è la donna generosa che trova gli uomini, ma è la donna generosa che se li cerca, e così via). Insomma, chi vuole fare polemica troverà sempre il modo di farla, chi vuole creare problemi li creerà, e così via.

Però questa è una buona occasione per precisare le cose. Fra le funzionalità nuove di BlogBabel ce n’è una che permette di vedere di qualunque blog i link in entrata e in uscita con il nome del blog e il loro numero. Si può vedere chi linka chi, quante volte, i gruppetti di amicizie, i nanopublisher che si linkano praticamente solo fra loro (eccetto, a onor del vero si deve dire, alcuni di Blogosfere tipo Visti da lontano), chi ha molti blog e fa link incrociati fra questi, come fosse commerciale, e così via.

Inoltre i parametri che valgono ai fini della classifica sono nostri e al 75% sono proprio i link in ingresso. Le citazioni di Tumblr non valgono e tutto quello che si dice su Twitter non vale.

Un’altra funzionalità interessante è il nome e numero dei tag di ogni blog, che permette di vedere gli argomenti principali di ognuno. Il mio tag più usato è politica perché lo uso anche quando parlo di politica contemporanea dell’Asia o del fascismo in Asia. Il tag più usato di molti, invece, è il titolo del proprio blog.

Facile quindi aprire la pagina per sapere la vera posizione in classifica del blog, si può verificare! Cari malignetti della blogosfera, contenti?:)

L'incontro a Fabriano è andato bene, ma Wikio?

Enrica GarzilliSono tornata dall’incontro sulla politica della Cina e i diritti umani, nelle Marche. E’ andato tutto molto bene, c’erano quasi 60 persone e ho avuto anche il piacere di rivedere Luca, che ha fatto un’alzataccia per venire e partecipare (era alle 9 di mattina).

5964 Orientalia4All -5936

Dopo due giorni ho aperto la posta e ho visto che il supporto tecnico di Wikio non mi ha ancora risposto, e gli ho scritto ben 4 volte in 9 giorni. Wikio lo uso perché BlogBabel sembra che ogni settimana riapra e poi non succede mai e voglio avere il polso della blogosfera, seguire le discussioni (perché l’aggiornamento della classifica di Wikio è mensile quindi è un po’ inutile).

In aprile Wikio si era scordato di indicizzare il mio blog ed ero al 6024, in maggio sono passata al n. 28 e ora sono al 5964! Sono misteriosamente scesa di 5936 posti.

Penso che ci sia un bug però aspetto di avere una loro risposta. Sono proprio curiosa di sapere.

Come lo spiego che BlogBabel fa bene al cuore?

Enrica GarzilliCari tutti, oggi, leggendo Samuele, mi sono resa conto che c’è qualche post un po’ insulso (con tutto il rispetto per chi lo scrive, ça va sans dire) che dice che BlogBabel è meglio che stia chiusa perché altrimenti la gente litiga.

BlogBabel è uno strumento e, come tutti gli strumenti, dipende da come si usa. E’ come un coltello, taglia il pane e toglie il marcio dalle mele ed è ottimo, senza coltello non ci sarebbero le operazioni chirurgiche e tante cose utili e belle, ma se si usa per far male agli altri, ovviamente, non va più bene.

Dire insomma che BlogBabel porta le liti è come dire che Technorati porta le liti. C’è gente che dà la colpa al mezzo, come se fosse sbagliato, e non a certe persone che usano quel mezzo in modo sbagliato.

Ma i tanti che apprezzano BlogBabel si consolino. Anche se concordo pienamente con quello mi ha detto Neri, che in realtà BlogBabel andava bene anche come era prima, ormai il lavoro si sta facendo e sono certa che apprezzerete le funzionalità in più.

Se siete impazienti, mentre aspettate potete rallegrarvi l’animo con post come i bellissimi suoi, o gli arguti suoi.

Ancora la pubblicità di Sky

EnricaNon solo ogni giorno e più volte al giorno, in un orario che preferibilmente va dalle 7 alle 7:45 di sera, quando di solito la gente torna a casa e ha le difese più allentate perché è stanca e stufa, ricevo delle telefonate che pubblicizzano questo o quel servizio di Sky, ma ieri pomeriggio ho ricevuto un invito dal “team di Sky” che mi annuncia che in occasione del lancio ecc.

Al Gore incontrerà a Roma blogger e internauti.
Il tema dell’incontro, organizzato da Sky, sarà l’esempio di Current e “La nuova comunicazione ha bisogno di te!”.

Io ne deduco che cercano di catturarmi perché ancora il teatro non è pieno, voi che pensate?

Al Gore superstar, blogstar e blogosfera

Enrica GarzilliMi ha abbastanza stupito tutta la polemica sugli inviti (che in realtà non lo sono, a meno che non mi sfugga qualcosa) di Marco Montemagno per l’evento che si terrà a Roma per lanciare CurrentItalia. Ma che cos’è? Trascrivo dal sito:

Siamo un canale satellitare e via cavo internazionale studiato per dare a Voi, il pubblico, la possibilità di creare e controllare i programmi mandati in onda in televisione. Siamo partiti nel 2005 negli Stati Uniti… e approderemo in Italia ad aprile su SKY.

Ovvio quindi che Marco faccia pubblicità all’evento, visto che è un giornalista di Sky. Come ospite d’onore Al Gore, premio Nobel per la pace 2007 per il suo impegno in difesa dell’ambiente. Ma attenzione: non si può chiedergli di questo o dei problemi legati, per esempio, allo sviluppo (in)sostenibile delle telecomunicazioni, ma le domande verteranno solo su Current:

L’argomento è il lancio di Current e tutti i temi che Current si porta dietro (nuova tv, produzione dal basso, videomaking, nuove frontiere della comunicazione…).

Il clamore in realtà è venuto, secondo il mio parere, perché delle persone si sentono ingiustamente escluse dai famosi 30 blogger che Marco ha invitato, incaricandoli di invitare altri blogger (“ognuno dei prescelti ha 20 codici invito a testa per i propri lettori”) e di dare visibilità all’evento. E i famosi 30 sono stati qualificati nel blog di Marco come VIP: quindi, tutti gli altri sono plebaglia.

continua


Avanti

Indietro