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Finanziamenti pubblici anche ai nuovi media

Tutti mezzi sono buoni, ma le parole “finanziamenti pubblici” mi fanno sempre rabbrividire. Immagino subito inciuci, appoggi politici, giochi di potere, fango e melma appena tenuti fuori della soglia di casa e pronti a entrare. Soprattutto, temo che solo le grandi testate ne beneficeranno e/o che verranno riprodotte le stesse logiche delle testate di carta. (Via LSDI e Vittorio Pasteris)

Prevedere la possibilità di sostegni e finanziamenti pubblici, nel quadro di una riforma radicale della Legge sull’ editoria, anche per le esperienze più innovative di giornalismo partecipativo. L’ ipotesi e’ stata lanciata da Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa – il sindacato unitario dei giornalisti italiani – nel corso dell’ incontro sul tema ‘’Giornalismo e media partecipativi: voci, strumenti, prospettive’’ che si è svolto martedì a Roma nella sede della Fnsi e a cui hanno partecipato alcune delle più interessati iniziative di citizen journalism che operano in Italia.

Chris Anderson copia Free: The Future of a Radical Price da Wikipedia?

FreeNon è ancora uscito e già è famoso. Waldo Jaquith accusa Chris Anderson di aver copiato interi, lunghi passaggi verbatim, incluso citazioni ed errori, nel suo ultimo libro Free: The Future of a Radical Price (Hyperion, $26.99).

La fonte preferita sarebbe Wikipedia.

Anderson è il famoso autore di The Long Tail [La coda lunga] (2006) ed è il direttore editoriale di Wired magazine. La data ufficiale di uscita del libro è il 7 luglio.

Il Kondor, il blogger autoreferenziale

Gianluca NeriDa un po’ di tempo Macchianera, Facebook e Twitter sono tutta una marchetta.

Dopo anni di prove casarecce, con un allestimento semiprofessionale di amici dove signore assatanate rubavano la parola, e per finire la frase ci voleva il coltello — mitigate solo dal buon Paolo Madeddoni e da Francesco Cataldo (le trasmissioni eh, non le signore) — Neri ce l’ha fatta.

E’ approdato fisso a Rai2. Tutti i giorni e fino al 4 settembre, dal lunedì al venerdì, dalle 4 alle 5, va in onda “Kondor, il Condor con la cappa“, col Neri di cui sopra e con Cinzia Spanò. In redazione Ilaria Mazzotta e Maria Antonietta Giudicissi. La trasmissione è il continuo del Condor normale, quello del marito innamorato e di quel simpaticone del Rosso. Che poi sono sempre tutti amici (pardon, Ilaria è la fidanzata di Neri).

E così a noi, fedelissimi amanti di RAi2, ci tocca sorbire Neri & C. un’altra volta. Solo che stavolta è decisamente meglio e ieri è riuscito anche a strapparmi qualche sorriso. Sarà che, conoscendo un po’ Neri, il nome Kondor gli sta benissimo.

In sostanza

sorrisoQuesto post dell’amico Riccardo mi ha strappato un sorriso. Mi piace ma, voglio dire, quanto saranno in totale, 80 euro? 100?

Però lo possiamo aiutare..

Vacanza?

Questo spettabile blog chiude per qualche giorno.

Ci rivediamo…

Birra e altro

JtheoIeri sera ho passato un paio d’ore davvero piacevoli con Jtheo e signora dal nome impronunciabile. Chiacchiere, cronache mondane (qualcuno direbbe gossip, ma le nostre non erano quelle), poi mi hanno accompagnato a piedi a casa.

Ma la cosa più bella è stata lo zainetto di Jtheo, un vero deposito di meraviglie che vanno dal kit di pronto soccorso al computer e hard disk di scorta.

Così lancio questo appello: Jtheo, sei ci sei fai una foto allo zainetto aperto con tutte le cose dentro, merita assolutamente che il nostro pregiato pubblico lo veda.

Obama sceglie per il Science and Technology Advisory Council: e da noi?

EinsteinE dopo gli USA, l’Italia.

Barack Obama ha creato il Science and Technology Advisory Council, un’istituzione, che consiglierà il governo sulle politiche per la scienza, la tecnologia e l’innovazione.

Chi ci ha messo fra i membri della nuova istituzione? Eric Schmidt, amministratore delegato di Google, e Craig Mundie, responsabile della ricerca e la strategia di Microsoft, oltre a diversi accademici.

Cercando su Google ho visto che molti governi avanzati come il Canada e la Gran Bretagna hanno un’istituzione simile. Presuppongo, quindi, che fra poco la istituiranno anche in Italia.

Mi chiedo, quali fra i nostri blogger e giornalisti esperti di high tech potrebbero essere chiamati a farne parte? Intervengono a tutte le tavole rotonde, i meeting e le conferenze varie, oltre a tenere corsi e corsini in varie università, si incontrano ovunque, non mi stupirebbe se entrassero a fare parte di un team di cervelloni convocati d’urgenza a Roma dal nostro governo, mentre chi ha studiato davvero rimane a casa a lavorare.

Alzare il tasso di disoccupazione

Dipendente in malattia «beccata» mentre usa Facebook: licenziata.

Ma a Basilea, in Svizzera. Perché se qui in Italia tutti quelli che si danno malati mentre conversano amabilmente su Twitter, fanno quiz e commenti su FaceBook o scrivono un post dopo l’altro durante l’orario di lavoro fossero licenziati, si alzerebbe in modo pauroso il tasso dei disoccupati.

La sentenza bifronte 10535/2009

Ottimo come al solito l’articolo di hermansji, al secolo l’avv. Hermans Joseph Iezzoni, sulla famosa sentenza n. 10535 della Terza sezione penale di Cassazione pronunciata l’11 dicembre 2008 e depositata il 10 marzo 2009 che riguarda anche blog, i forum, le newsletter, i newsgroup, le mailing list, le chat, i messaggi istantanei e così via.

La pedo_relazione e la pedo_proposta della Carlucci

Gabriella CarlucciHo letto e riletto la farraginosa intervista dell’on. Gabriella Carlucci, nota esperta di nano-fisica, di spettacolo e di Internet, sulla proposta di legge di regolamentazione della Rete. In sunto dice che la sua finalità è la lotta alla criminalità organizzata transnazionale, che in Rete sembra che faccia degli affaroni con i bambini, e che noi non abbiamo capito niente e abbiamo travisato (Berlusconi docet):

La vera e reale finalità della mia iniziativa, al contrario di quanto maliziosamente riportato, si evidenzia dal fatto che i due documenti recano titoli inequivocabili: pedo_relazione e pedo_proposta.

Io non vorrei che, con la scusa della lotta alla pedopornografia in Rete, si arrivasse, come si vocifera, alla “regolamentazione” dei blog, nel senso che dovranno essere registrati come testate giornalistiche. Anche perché costerebbe, e parecchio, e perché si toccherebbe un sacrosanto principio della Rete: il diritto all’anonimato pubblico.

continua


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