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Il mio BlogDay: due blog sulla filosofia indiana e tibetana

In ritardo ma comincio il mio BlogDay. Ho altri blog da segnalare, italiani questa volta, ma sarà per un altro post. Anzi, molti altri post.

Poco dopo l’Khajurahointervista di mezzo minuto a Ludovico sulla Blogbabel — dopo tanta fibrillazione nella lista degli editor mi aspettavo almeno una mezz’oretta:) — segnalo un blog su Indologia e psicologia clinica. Si chiama Purusartha: Indian self psychology. E’ il primo di queste due discipline e uno dei primi al mondo sull’Indologia, che è la discipolina che si occupa dell’India antica (lingue e linguistica, storia, mitologia, etnologia, archeologia, matematica, astronomia, ecc. attraverso i testi antichi religiosi, letterari e scientifici). Lo tiene Alfred Collins, che ha conseguito anni fa sia il PhD in psicologia clinica che quello in sanscrito.

I Purushartha sono i quattro grandi fini dell’uomo secondo l’Induismo, ciascuno prevalente in uno degli stadi della vita: Dharma, Artha, Kama e Moksha. Il primo è un

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Franco Carlini

Ieri Lele mi diceva che era molto triste per la scomparsa di Franco Carlini, esperto e giornalista Web (e non solo) e scrittore. Pensavo di non conoscerlo ma invece mi sono accorta di averlo letto molte volte in Chips & salsa e sui giornali e di essere d’accordo con lui su molte cose. Giorni fa leggevo questo suo splendido articolo “Non è tutto sociale quello che Web” e annuivo con la testa, da sola in casa, fra me e me.
Il nostro mondo perde non solo un uomo troppo giovane per andarsene ma un professionista di primissima qualità, cervello e passione. Peccato davvero.

E’ incredibile come persone che frequenti sul Web o sui giornali per anni, di cui non ne conosci neanche il viso, ti diventino amiche e, se ci lasciano, ti manchino così tanto.

Riotta risponde, copyright e lavoro

TG1Qualche giorno fa ho ricevuto un bel cartoncino beige con la riposta di Gianni Riotta, direttore del TG1.

Antefatto. Come sapete, il 21 luglio sono stata intervistata per telefono dal giornalista Vincenzo Mungo in merito all’elezione del presidente dell’India Pratibha Patil. La registrazione, mi ha detto, sarebbe dovuta andare in onda la mattina seguente su RAI1 sul giornale radio delle 8 e delle 8:40, ma così non è stato. In compenso, al TG1 (in TV, quindi) della notte stessa dell’intervista una giornalista, mentre sullo sfondo passavano le immagini di Pratibha Patil, diceva esattamente le cose che avevo detto io un paio di ore prima,

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Festa: cercasi sponsor disperatamente per Blogbabel

dancingC’è chi cerca l’editor e riceve ben 11 cv papabili, 11 persone molto qualificate in cerca di lavoro (e altre) e c’è chi, visto il successo dell’annuncio, cerca lo sponsor per una festa per i 10.000 blog nella classifica di Blogbabel.

Ognuno secondo il bisogno: chi di lavorare, chi di festeggiare.

(foto e post)

Carina lei sul venerdì 17!

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Chi sono? Test d'estate

WaveSeguo l’onda. Dopo Matteo, Andrea, Qix e altri, che questi giorni non ho letto ma che amano il mare, anche io ho fatto questo test.

L’avevo già fatto diversi anni fa, in inglese, ma pensavo di essere migliorata. Invece il risultato è lo stesso:

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Elton, perché non canti e basta?



(Una stupenda versione live di Sorry seems to be the hardest word)

Ho letto sul blog di Bob (si firma così) che Elton John

vede nella rete e nei blog la causa di ogni male per l’umanità e propone la chiusura di Internet per cinque anni.

In USA già da anni il mezzo privilegiato per fare amicizia, di qualsiasi tipo, è proprio il Web.

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Chador, burqa e niqab o Coca-cola e blog?

NiqabIeri notte ho pensato al canadese messo in carcere in Iran per aver spiegato in farsi come aprire un blog.

Il video amatoriale di un Talebano che picchia la sua donna, che ho visto poco fa, intanto è stato rimosso.

Pensavo al canadese stanotte perché ai tavolini di Spizzico, quelli con la musica qui in Piazza Duomo, si è seduta una coppia di giovani musulmani. Lui vestiva all’occidentale e aveva i soliti baffi, camminava dritto come un fuso dietro di lei, con gli occhi fissi su di lei, controllandola come se fosse il padrone di un gregge di pecore. Lei indossava la palandrana lunga, nera, spessa — un burqa integrale, anzi, un chador o chadri – col niqab, un fazzoletto spesso sul viso, poggiato sopra la radice del naso, alla maniera delle donne dei talebani. C’era solo una fessura stretta stretta per gli occhi, che brillavano fugaci. Guardava di continuo il compagno e se lo tirava su.

Lui ha ordinato due Coca-cola. Senza darlo a vedere sono stata a sbirciare,

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Lettera aperta a Gianni Riotta? Ma no!

Ho mandato la raccomandata
a Riotta, sciagurata,
ma non l’ho poi pubblicata.

Il mistero si è svelato
ché Andrea l’ha rivelato
poi Gennaro l’ha spiegato.

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