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Vecchio e nuovo giornalismo: ma la gente che ha recepito del giornalismo online?

Ce l’ho fatta, sono andata all’incontro Vecchio e nuovo giornalismo a confronto. L’evoluzione digitale dell’informazione.

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Nel 5° e sempre giovane, baldanzoso e forte

birthday cakeIl 7 novembre Orientalia4All è entrato nel 5° anno di vita. Sì, ha compiuto 4 anni, e ancora mi sveglio la mattina che ho voglia di scrivere, e questo è stupendo.

Festeggio anche un altro compleanno delayed, quello del blog Giuseppe Tucci, il mio maestro, che il 6 giugno 2008 è entrato nel 3° anno.

Sono felice di averli, entrambi mi aiutano a riflettere sui fatti del mondo o sugli studi che compio. Soprattutto, tutti e due mi permettono di conversare con molta gente. Con alcuni sono diventata amica. Grazie a voi che mi leggete e buon compleanno a tutti quelli che mi hanno seguito in questi anni!

La democrazia con gli occhi del Buddha

Obama e il  Dalai LamaPenso alle belle foto che circolano di Obama, lui con i suoi figli, lui da solo, forte e sorridente, lui con il Dalai Lama. E rispondo con le parole del Buddha a Alexziller, con il quale prima delle elezioni italiane parlavo su quello che è per me la vera democrazia.

La democrazia segue le stesse regole base del Buddhismo, gli stessi processi.
Certo, ai tempi di Siddharta (ca. 500 anni a.C.) non c’era neanche il concetto di democrazia perché chi comandava comandava a suo capriccio, e il soggetto obbediva e basta. Non c’erano le elezioni. Però il re poteva comandare più o meno bene e tenere conto del benessere dei cittadini a lui soggetti, o no. Essere più o meno illuminato.

La democrazia, con un reuccio liberamente eletto dai soggetti, è un sistema di governo moderno e pessimo. Ma non ce n’è uno migliore. E’ l’unico possibile, e per due motivi principali:

1) in teoria possiamo tutti diventare reucci e reginette;
2) è l’unico sistema che il soggetto comandato può migliorare (e qui concordo).

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Tutto quello che dici potrà essere usato contro di te

FacebookSono giorni e giorni che mi arrivano a tappeto delle email di Facebook con la pubblicità di eventi, travestite da inviti, come quello di un famoso Show che mi è arrivato, forse per sbaglio, con una media di un annuncio ogni due-tre ore per giorni e giorni. Che mi ha così infastidito che, se anche avessi voluto partecipare, mi è passata totolmente la voglia.

Intendiamoci, io uso Facebook da anni, mi piace, ma lo trovo sempre più invadente. Poi ieri ho letto questo sulla mancanza di privacy su Facebook e mi sono un po’ spaventata. Non ho controllato, ma ci sono ottime probabilità che sia vero.

D’altronde so con certezza che quando ho scritto su America e CBNR, le armi di distruzione di massa, i servizi informativi americani hanno cominciato a seguire questo blog. In realtà è un’operazione normale, scannerizzano a tappeto tutti i siti con delle parole chiave sospette e “USA”, “Falluja” e “CBNR” avevano fatto scattare l’allarme rosso.

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McCain contro i blogger, non è quello che dovrebbe essere il giornalismo: e La Repubblica "scopre" i blog

Pare che lo staff di McCain sia arrabbiato con i blogger e abbia detto:

bloggare è nemico del giornalismo.[...] I giornalisti sono per lo più giovani, cinici, liberal e ossessionati dai blog.

Lo afferma Robert Draper, che spiega anche come e perché gli sia stato permesso di pubblicare l’articolo, visto che lavora nello staff repubblicano.

Anais Ginori, inviato in USA e autore dell’articolo La staff di McCain contro i blogger “Stravolgono le nostre posizioni” (!) su La Repubblica di oggi, afferma:

I blog sono la vera novità di questa elezione 2008, tanto da creare un circuito alternativo e parallelo alla campagna elettorale “ufficiale”. Un circuito alimentato non soltanto da supporter o avversari politici, ma anche cronisti “on trail”, che viaggiano insieme ai candidati. Aggiornamenti online immediati, che permettono di conoscere in diretta tutti i dettagli di un comizio: dichiarazioni, reazioni, affluenza.

La Repubblica dà un’altra notizia che non lo è perché arriva con qualche annetto di ritardo: nel 2004 non si parlava d’altro! Anche Montemagno teneva un interessante 2004 US Elections, dove parlava moltissimo di blog ed elezioni. Dava anche la lista dei blog politici premiati dallo Washington Post. Peccato che il suo blog sia durato solo tre mesi, fino all’elezione di Bush.

Sciopero perché la biblioteca non si tocca!

Biblioteca BraidenseIeri sono stata alla magnificente Biblioteca Nazionale Braidense, qui a Brera. Se c’è una cosa che funziona bene a Milano, oltre alla sanità e ai mezzi di trasporto pubblici, sono proprio le biblioteche pubbliche: tante, efficienti (specie se paragonate ad altri uffici), mediamente collaborative con gli utenti.

C’era sciopero e un’aria di smobilitazione triste, tantissimi studenti dell’Accademia, insieme ai docenti, per i corridoi e nel cortile. Ho ascoltato un po’ in giro, erano tutti preoccupati per la legge Gelmini ma tutti pacati, assolutamente “normali”. Dei facinorosi di cui parla il partito al governo non ho visto traccia.

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Why Japan

Mi saprebbe dire qualcuno in che pagina sono finita?

Come verificare l'affidabilità di Wikipedia e delle fonti Web

WikipediaHo detto più volte che Wikipedia non è del tutto attendibile e non va presa per oro colato, specie se si usa per uno studio o una ricerca approfondita e specie in alcuni rami dello scibile, come le discipline orientali o la filosofia.

Il professore Vincent K. Pollard, dell’Università delle Hawai’i a Manoa, ha scritto queste 13 domande (e ce le ha proposte) perché i suoi allievi verifichino se Wikipedia, o un altro sito Web, sia attendibile, e in che misura, partendo dal presupposto che la credibilità sia alla base del principio di autorità.

Mi pare che questa verifica possa essere aplicata anche ai blog, specie quelli tecnici e scientifici, tantopiù che qualche volta non sono che un rimasticaticcio di cose già pubblicate, magari oltreoceano.

Enjoy!

Dall'America una cura forte per l'editoria

newspapersAnche i quotidiani americani stanno lottando disperatamente per sopravvivere al calo pauroso delle entrate. Nei soli primi sei mesi dell’anno le entrate dalla vendita di pubblicità sono cadute dai 3 ai 18 miliardi di dollari, il livello più basso in dodici anni.

Per ampliare la gamma di contenuti senza grandi investimenti, in sunto per risparmiare, The New York Times ha già cominciato a usare, nella sezione tecnologica, i contenuti di tre famosi blog, Read/Write Web, GigaOm e VentureBeat, come “organo extrasensioriale”, cioè come sensori esterni che riportano sulla realtà tecnologica americana, specie della West Coast, senza che il quotidiano dedichi risorse proprie.

Ma il O’Reilly Radar dice che non è abbastanza e detta anche tre regole. Le prime due riguardano il marketing e la pubblicità. L’ultima, di cui ho parlato all’inizio dell’anno dalle pagine di Nòva (cartacea), mi sembra decisamente più innovativa e più difficile e riguarda il contributo dei giornali online. Infatti il post la chiama “la cosa più difficile“: un trapianto di DNA.

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Perché il vostro blog si chiama così?

punto interrogativoL’ho visto più o meno da lei, che l’ha spiegato da lei, io l’ho spiegato nel mio primo post e ora passo la palla a questi cinque blog, vediamo cosa rispondono.

Perché il vostro blog si chiama così? Lo domando a:

Aghenor (che sembra una setta spiritica)
La terza faccia della medaglia (simbolico, ma difficile)
La pupa c’ha sonno (che non mi pare affatto)
Il blog di Jimmi (che si chiama Francesco)
Il Bubbo grasso (che essendo cattivo di natura, invece, ci sta).

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