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Perché un libro su Giuseppe Tucci e Gentile, Mussolini, Andreotti?

Piccolo aggiornamento: il libro è n. 1 nella classifica di vendite su Amazon sezione Geografia, n. 3 su Ideologie politiche, n. 18 Biografie e Autobiografie e n. 305 nella categoria Bestseller.

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Corea del Sud, muore il dittatore Kim Jong-il e il paese è a una svolta

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: La fine del “caro leader” Kim Jong-il. Dittatore nel mondo, padrone in patria. Sabato scorso è morto Kim Jong-il, il “caro leader”, il “leader supremo”, il “generalissimo” della Repubblica Democratica Popolare di Corea. Ha governato in modo dispotico un paese chiuso socialmente ed economicamente, tenendo il resto del mondo a distanza con un programma atomico a scopo bellico culminato con il primo test nucleare del 2006. Mentre circa due milioni persone muoiono tutt’ora di fame.

Secondo i biografi a due mesi già parlava, nei tre anni di università ha scritto 6 opere e non meno di 1500 libri e subito dopo è diventato un campione assoluto di golf. Era anche un architetto e un direttore cinematografico geniale.

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Scrivere un libro per 1,5 milioni di dollari. Anticipati

Se uno si chiama Julian Assange si può. Infatti ha firmato un contratto da 800,000 $ con Alfred A. Knopf, la sua casa editrice americana, e 325,000 £ con Canongate, quella inglese, per scrivere la sua autobiografia.

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Note sull'antisemitismo, Hitler, Karl Haushofer, Mussolini e The New York Times

Palestina e IsraeleSeguiamo tutti da giorni, con orrore, quello che sta accadendo sulla striscia di Gaza.

Chi ancora difende impeterrito Israele, contro ogni ragionevolezza e ogni evidenza, sono ancora gli USA, che hanno bocciato il documento UN per il cessate il fuoco immediato.

Per rinfocolare e giustificare la politica israeliana le grandi testate giornalistiche americane si lanciano in recensioni di libri ad hoc, come questa su The New York Times di Jacob Heilbrunn. Il libro si intitola Hitler’s private library. The Books That Shaped His Life, è di Timothy W. Ryback e parla della biblioteca privata di Hitler, costruita già nei primi anni Venti.

L’autore ricostruisce l’ideologia antisemita di Hitler sugli appunti e le note a margine dei testi, sui preziosi colofon degli amati 16.000 volumi che il dittatore teneva nelle sue residenze di Berlino, di Monaco e nel Berghof, la sua casa sull’Obersalzberg, in Baviera (progettato dal geniale architetto Albert Speer).

Heilbrunn dice che alla costruzione dell’ideologia razzista di Hitler e del Lebensraum, lo spazio abitabile, che giustificava la politica aggressiva verso l’Est, contribuirono gli insegnamenti settimanali, quando il dittatore stava nella prigione di Landsberg, del professore Karl Haushofer.

Come racconto nel mio volume di storia del fascismo in Asia orientale, che è in stampa, non molti sanno che Haushofer venne anche a Roma, invitato da Giuseppe Tucci. Nel 1937 e nel 1941 dette due conferenze all’IsMEO che vertevano sui parallelismi dello sviluppo culturale di Germania, Italia e Giappone e sulla politica imperiale nipponica.

Mussolini fu contentissimo dell’invito del marzo 1937, anche perché fu il

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