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Dopo i paesi civili, anche l'Italia

Dopo anni che Google ha cominciato a digitalizzare milioni di libri in tutto il mondo, compresi dal maggio 2007 i primi 800.000 libri e manoscritti in sanscrito e in kannada dell’India, finalmente si appresta a farlo anche in Italia. Comincerà con le collezioni più preziose delle biblioteche nazionali di Roma e di Firenze.

I giornali di mezzo mondo notano che l’Italia “non era in grado di mantenere le sue collezioni nazionali di libri antichi per la mancanza di bibliotecari adeguati e per i fondi limitati”. L’ennesima bella figura.

Il vademecum della Sormani contro l’influenza A

starnutoSarà che l’ho presa e me la sono tenuta piena piena per otto giorni, e non è del tutto passata, ma, non per fare il verso a lui, questo è quello che fa la biblioteca Sormani contro l’influenza A: ha messo una macchinetta erogatrice di liquido disinfettante per le mani all’entrata del palazzo.

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Una storia di riviste che va avanti, nonostante la pubblicità

JSAWSBella la storia del primo journal online e del banner, e una punta di rimpianto per i tempi in cui la pubblicità pagava. Il maggio del 1995 un gruppo di studiosi di Harvard, con l’aiuto tecnico (e tante idee brillanti) di Ludovico, ha fondato tre riviste accademiche online, l’International Journal of Tantric Studies, l’Electronic Journal of Vedic Studies e il Journal of South Asia Women Studies.

Meno di due anni dopo il primo banner, la pubblicità di un grande distributore di libri asiatici, Bagchee, che ora vende online. Con il messaggio che si alternava. Assai ben pagato (in dollari). Bagchee ancora adesso ci ringrazia per la pubblicità, cominciava l’attività allora ed è molto difficile sfondare nel mondo conservatore degli studiosi. Noi dobbiamo ringraziare lui perché le riviste erano molto più viste grazie al banner “rotante”, una cosa nuovissima al tempo, solo 14 anni e mezzo fa.

La storia l’ho già fatta qui, ma ricordo tutto con estremo piacere. Poi, nel 1997,

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Piazza Navona: e come te sbaji (ma non accettate provocazioni)

Appena sentito su RAI2: il portavoce del governo ha detto che gli scontri di Piazza Navona sono stati provocati dalla sinistra.

Non so perché ma ci avrei scommesso da subito.

Prepraratevi al peggio e non accettate provocazioni

Piazza Navona scontriStanotte a Matrix ho dovuto dare ragione alla maleducata rappresentante del PdL (qualcuno mi dica il nome per favore, ché lo aggiungo), che non la finiva mai di schernire gli altri politici e interromperli mentre parlavano (specie l’unica altra donna presente) trattandoli da mentecatti: la riforma Gelmini non è una vera e propria riforma, è solo un decreto di applicazione della finanziaria. Non ha toccato il cuore del problema, cioè la riforma del sistema scolastico e universitario. Che si farà in seguito.

Al di là delle sue argomentazioni, mi chiedo che credibilità può avere una signora che parla di educazione, rispetto e valori e si comporta con i suoi colleghi politici in questo modo antidemocratico, aggressivo e impositivo.
A parte il fatto che tentava continuamente di spostare il dialogo sul falso problema del grembiule e del voto in condotta (che approvo) e non sui tagli ponderosi e progressivi a scuola e università (e, come ho detto, alle biblioteche pubbliche). Voglio dire, cà nisciuno è ffesso.

A vedere le riprese degli scontri di Piazza Navona di ieri ho dovuto dare ragione anche al rappresentante della destra, Teodoro Buttiglione, che ha detto che probabilmente qualcuno ieri voleva il morto. Così si giustificherebbe una mano pesantissima, quella auspicata da Cossiga per intenderci, su studenti e docenti.

Quindi, dopo la legge 133/08 sul taglio dei finanziamenti pubblici per la scuola e l’università e il decreto legge 137/2008* (testo completo in nota, diventato legge), prepariamoci al peggio che verrà. Alla riforma vera a propria!

Mi è stato chiesto da diverse persone, anche in privato, la traduzione del paragrafo dell’articolo Risparmio tagliagola che ha pubblicato Nature, il prestigioso settimanale internazionale di scienza e medicina, commentando la legge 133/08. Parole molto dure e molto precise.

Il governo Berlusconi può pensare che i provvedimenti draconiani sul budget siano necessari, ma i suoi attacchi alla ricerca italiana di base sono miopi e stolti. Il governo ha trattato la ricerca solo come un’altra spesa da tagliare, quando infatti è più un investimento per costruire un’economia della conoscenza del 21esimo secolo. In realtà, l’Italia ha già accettato questo concetto firmando l’agenda di Lisbona 2000 dell’Unione Europea,** in cui gli stati membri si sono impegnati ad aumentare il budget per la ricerca e lo sviluppo (R&D) al 3% del loro prodotto interno lordo. L’Italia, un paese del G8, ha una delle spese più basse del gruppo per il R&D – ad appena 1,1%, meno della metà di quella di paesi paragonabili come Francia e Germania.

* Decreto Legge n. 137/2008 [Gelmini]
“Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2008

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Sciopero perché la biblioteca non si tocca!

Biblioteca BraidenseIeri sono stata alla magnificente Biblioteca Nazionale Braidense, qui a Brera. Se c’è una cosa che funziona bene a Milano, oltre alla sanità e ai mezzi di trasporto pubblici, sono proprio le biblioteche pubbliche: tante, efficienti (specie se paragonate ad altri uffici), mediamente collaborative con gli utenti.

C’era sciopero e un’aria di smobilitazione triste, tantissimi studenti dell’Accademia, insieme ai docenti, per i corridoi e nel cortile. Ho ascoltato un po’ in giro, erano tutti preoccupati per la legge Gelmini ma tutti pacati, assolutamente “normali”. Dei facinorosi di cui parla il partito al governo non ho visto traccia.

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