Tag Archives: berlusconi

E il Time si scusa

Il Time si scusa ufficialmente con gli indiani residenti in USA per l’articolo My private India, di cui parlavo giorni fa. Ma non con gli italiani.

Ma temo che sia perché gli indiani hanno protestato, gli italiani no. Forse ormai siamo abituati a essere ridicolizzati all’estero, grazie a lui.

Se la canta e se la suona

Berlusconi Superman

Berlusconi: rimetto ordine, ghe pensi mi!

continua


Poesia, Microsoft e Zen

ZenIn Giappone hanno rimpiazzato i messaggi inutili e impersonali di Microsoft, quando si verifica un problema o un crash del computer, con questi meravigliosi haiku di sapore Zen.

Ne proverò a tradurre qualcuno, sono gustosissimi.

Ieri funzionava.
Oggi non funziona.
Windows è così.

Tre cose sono certe:
La morte, le tasse e i dati persi.
Indovina quello che è accaduto.

continua


Le cicogne di Milano

cicogneDopo qualche secolo sono ricomparse le cicogne a Milano.

Il loro nido si trova lungo la tangenziale est e la Lipu effettua delle visite guidate, ordinate, tenendosi a debita distanza per non disturbarle.

So che le cicogne sono animali molto delicati e amano i posti puliti, mi chiedo quindi: che ci fanno qui, in mezzo alla “società civile“?

continua


It's still Eurozone, isn't it?

EurozoneE’ appena uscito un bel report sull’economia europea dello Stratfor Global Intelligence, un settimanale di geopolitica internazionale, intitolato Germany, Greece and Exiting the Eurozone di Marko Papic, analista del continente euroasiatico e Associate Director all’European Union Center of Excellence dell’Università del Texas ad Austin, Robert Reinfrank, docente alla Southern Methodist University in Texas e Peter Zeihan, anche lui analista allo Stratfor.

L’articolo rimarca la forza finanziaria e produttiva della Germania e i problemi delle nazioni del sud, incluso l’Italia. Il nodo gordiano è che da una parte gli stati della fascia mediterranea devono operare dei

continua


Gli abiti del buon governo: Matteo Ricci e la porta dell'amicizia

Matteo RicciCome potete spiegare che proprio nelle nostre Marche e soprattutto nella nostra provincia maceratese sia nato il maggior numero dei pochi orientalisti italiani, anzi, quelli che penetrarono nelle regioni più inaccessibili dell’Asia? Pensate: Matteo Ricci da Macerata apre la strada della Cina ed una impossibile missione francescana resiste a Lhasa in Tibet dal 1703 al 1745… (Giuseppe Tucci)

Matteo Ricci è uno dei pochi stranieri a venire onorati oggi in Cina. Era un grande missionario gesuita (1552-1610), morto a Beijing, di cui oggi si celebra il quarto centenario della morte. Dette inizio al metodo dell’adattamento o inculturazione per capire la lingua, le opere e la mentalità dei popoli stranieri. Da allora i missionari, specie gesuiti, hanno “vestito i panni” delle altre culture, in modo da farsi accettare e poterle convertire più facilmente.

Ma padre Matteo non lo fece solo per questo. Infatti mise in contatto la più antica civiltà cinese con quella europea, scrisse pregevoli trattati di astronomia e di geografia. La sua tomba a Beijing è stata distrutta e ricostruita ben tre volte in epoche diverse – l’ultima una decina di anni fa, dopo la Rivoluzione Culturale – e il suo nome figura tra i pochi stranieri nell’enciclopedia nazionale cinese.

continua


Tra Fini e Berlusconi metti Bocchino

Italo Bocchino

Lo strappo tra Fini e Berlusconi in realtà è avvenuto quando il secondo ha scoperto che Bocchino è un parlamentare e non un punto del programma. (via)

Bocchino sul suo blog rilancia la politica di Fini: meno tasse e meno spesa pubblica. Ma non era la promessa elettorale di Berlusconi? Che fa, sfotte?

Silenzio elettorale anche da Rete 4

Ieri al TG 4 verso mezzogiorno Emilio Fede è stato per ben tre riprese su di un servizio che non si vedeva mai – per un totale di molti minuti -, quello sul Cavaliere che votava presso il seggio della sua povera mamma.

Alla fine, da lontano, un assembramento di fotografi e poca gente. E basta. Questo il servizio sulle elezioni e questo il commento sussiegoso:

Il presidente del Consiglio ha esercitato il suo diritto/dovere di cronaca e di voto.

A me pare propaganda elettorale condita da bufala, e a voi?

Le elezioni, Santoro e la politica del prete

Che GuevaraDopo il liceo, quando cominciai l’università, mio padre aveva preso in affitto da un suo amico un appartamento minuscolo ma vicinissimo alla Sapienza, agli inizi della Tiburtina.

Sul pianerottolo c’era la porta di un altro appartamento ben più grande: quello di un prete della parocchia. Che continuamente protestava presso il mio padrone di casa perché vedeva dei “negri entrare e uscire a ogni ora del giorno e della notte” (verbatim, ci ho riso molto). In effetti uno dei miei amici senegalesi era venuto a trovarmi e avevamo cenato insieme, ammetto il mio peccato.

Mi dette così tanto fastidio quel prete, mi importunò così tanto, bussando di continuo alla mia porta e facendo chiassate sul pianerottolo, che per non dare problemi all’amico di mio padre lasciai l’appartamento dopo soli pochi mesi. Subito dopo venni a sapere che lo aveva preso in affitto lui per la sua amante, una donna sposata con figli. Divenne il loro nido d’amore.

Che dire sul caso del parroco che sapeva, sui preti cattolici molestatori – fenomeno noto anche nei monasteri buddhisti giapponesi, per carità, ma non meno grave – e così via? Mi pare che una comunità religiosa che è coinvolta a livello di massa, di intera comunità, in questo genere di cose non possa dare indicazioni su cosa votare, su quello che fare, perché ha perso totalmente di credibilità e autorevolezza. I suggerimenti etici da un clero corrotto non li accetto.

E’ un po’ come se si credesse a Berlusconi che tuona in difesa dei valori familiari, o sulla libertà e i tanto sbandierati progetti – pardon – rivoluzioni, liberali. Rivoluzioni liberali che tappano la bocca sul servizio publico a un giornalista. Che può piacere o meno ma sbandiera come la pensa e non mistifica chi è, che fa e quello che vuole.

Tra parentesi, questo è il canale di raiperunanotte con il nuovo palinsesto, in attesa che Arianna Ciccone (quella del Festival Internazionale del Giornalismo, per intenderci, e del sito Valigia blu) carichi il suo materiale. Viva la libertà di parola.

Le rivoluzioni che non piacciono

rivoluzione fascistaBerlusconi promette in tre anni la “rivoluzione liberale“.

Appena l’ho letto ho pensato subito che ci manca una bella mostra a suggellare il glorioso cambiamento e poi è uguale, ma in peggio.

Chi sa se avrà uno pure lui storico del calibro di De Felice a immortalarlo con un bel libro?

Avanti

Indietro