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Live dall'Hack Day London 2007 -- I mattina

Sono in questa stanzona buia, polverosa, moquettata e computerizzata al massimo di circa 1000 m.2 dell’Alaxandra Palace. L’entrata è in puro stile vittoriano indiano, alte palme, fontane, vetri: ma dentro è tutta un’altra cosa. Infatti sono al primo Hack Day europeo, a Londra.
E’ il primo giorno e i circa 500 geek non sono ancora venuti tutti, ma i tavoli, da 6 o più, sono già pieni di computer e di persone. Uno ciascuno.
Noto una donna, anzi, due. Solo alla reception è pieno.

Il tavolo in fondo è stracolmo di junk food di ogni tipo.
Tutto in puro stile hacker. Hacker non è quello che cracka i siti ma che costruisce: software, hardware, robot. Quasiasi cosa. In effetti è uno stanzone pieno di costruttori. I migliori progetti e i codici più originali, infatti, verranno premiati domani pomeriggio.

L’evento è sponsorizzato da Yahoo! e dalla BBC per trovare talenti. Alle 12 parlerò con Chad Dickerson, Sr. Director e Developer Network di Yahoo! e con Matthew Cachmore, Development Producer per la BBC. Vedremo che mi dicono sulle aspettative delle aziende, sui ragazzi che vengono qui, sulla comunità che si sta formando.

La cosa bella, infatti, è la comunità, che è stata appena definita come Wild West. E’ proprio vero, questo è uno stanzone pieno di cowboys.

Wine for Winer in Milan e Hack Day in London

Cose da fare: mettere su il video del LitCamp, bruttino ma non tutte le ciambelle riescono col buco; trascrivere il famoso discorso di De Bortoli, Direttore Responsabile di Il Sole 24 Ore — anche se è di qualche giorno fa, ma a sentire i discorsi dei politici è molto attuale; finire un post sulla tutela della privacy; varie ed eventuali.

Ora sono in biblioteca ma avevo questo bel programmino serale. Poi mi sono ricordata che stasera c’è la cena con Dave Winer, il pioniere del RSS e dei blog. Voci amiche mi hanno detto che a Genova voleva mangiare “le cose italiane”, per intenderci la pizza, che per compiacerlo hanno più o meno dovuto cantare non so quale inno genovese — in effetti l’Italia è la patria della canzone napoletana e dell’opera, ambedue notoriamente di Genova — e così via. Ma tanto la cena sarà per forza breve ché dopo lui deve partire e io sono curiosa. Se sarà sfiziosa vi racconterò.

Non voglio però che questo blog diventi più o meno un luogo dove il blog-muezzin chiama a raccolta i fedeli, come succede in molti blog, dove l’annuncio delle cene e degli inviti, con conseguente wiki, si moltiplica. In un blog cerco qualcosa di più sostanziale, una riflessione, un momento di divertimento, di informazione, di svago. Anche la lista roboante dei posti dove sono invitata — anche se è un’azienda che in cambio di una modesta cena o di un gadget ti chiede di scrivere 2.000 post col suo nome — dei giornali dove pubblico — anche se è il numero 2 del giornaletto parrocchiale che parla di Web — mi sembra un po’ ridicola.

Questa però la devo dire perché mi fa sorrridere: sono stata accettata allo Hack Day, un evento sponsorizzato da Yahoo! e la BBC che si terrà a Londra il 16 e 17 giugno. Ho fatto l’application per scherzo, mi hanno chiesto il curriculum, l’ho inviato e mi è arrivata l’email di risposta. Carino, vero? Non vedo l’ora di vedere tutti questi geni del computer al lavoro.

Un amico speciale: Sex Crimes and the Vatican

Oggi sarei dovuta andare al FemCamp. Tutto pronto, albergo e tutto, ma non ho potuto. Mi ero segnata a metà aprile ma pazienza, presenterò “Di cosa parlano le donne?” in un’altra occasione. Mi dispiace per Blublog, Gioxx’s Wall e altri che mi hanno scritto che volevano ascoltarmi. Grazie, ci conosceremo la prossima volta:)

Così, dato che ho due minuti di tempo, mi sono decisa a vedere il video della BBC Sex Crimes and the Vatican, che però non è più disponibile. In compenso ho trovato

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La prima Yahoo! International Journalism Fellowship: vince il Pakistan

Yahoo! ha donato 1 milione di USD alla’università di Stanford per fondare la Yahoo! John S. Knight Fellowships for Professional Journalists una fellowship internazionale per un giornalista che appartiene ai paesi dove c’è restrizione alla libertà di stampa. La libertà di parola scritta e orale è uno dei Diritti Umani internazionali.

Questo vuol dire una bella pubblicità per Yahoo! mentre scarica dalle tasse l’intera somma, secondo la legge americana. Ma significa anche che il paese del giornalista che vince sarà sotto i riflettori di Internet e ci sarà una bella pubblicità per il paese stesso e per le sue reali condizioni in termini di diritti umani, come la libertà di espressione. Un vero aiuto, finalmente.

Il primo giornalista che ha vinto è Imtiaz Ali, della BBC in pashtu in Pakistan

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Wikipedia e Banglapedia, le donne e Taslima Nasrin

Enrica e Taslima, JSAWS Ieri, lavorando su di un libro che sto finendo — Inshallah! — che ha connessioni col Rinascimento bengalese e il Bangladesh — il paese ad est dell’India che si affaccia sul Golfo del Bengal, ho trovato Banglapedia, un’enciclopedia sulle orme di Wikipedia tutta e solo di argomenti del Bangladesh e di quella parte di mondo ad est dell’India che si affaccia sul golfo.

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