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India, il leader dei naxaliti Kishanji torturato e ucciso

India, questa notte il leader dei comunisti naxaliti Kishanji è stato trovato morto in una foresta del Bengala occidentale, a Burishole.

I naxaliti secondo il governo indiano sono terroristi. In realtà sono perlopiù agricoltori e appartenenti a gruppi tribali e fuoricasta.

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In Bangladesh la povertà è diventata reato

Il 25 agosto alla chetichella, con pochissimo dibattito pubblico e consultazione politica, il parlamento ha approvato il Vagrants and Shelterless Persons Act 2011, cioè la “legge sui vagabondi e i senza tetto”.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Bangladesh, dal villaggio fantasma la nuova era nei rapporti con l'India

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano su India e Bangladesh. Perché ‎51.000 persone sono senza diritti civili, senza acqua, senza elettricità, senza scuole, senza strade, senza ospedali. La visita di oggi del primo ministro dell’India Manmohan Singh in Bangladesh cambierà le cose. Forse.

Il villaggio di Votbari è una specie di piccola isola circondata dal grande Bangladesh. Un’isola molto arretrata: non ha strade asfaltate né elettricità, scuole primarie, un ospedale o un presidio medico. “Non c’è nessuno che pensa a noi” dice Jober Ali, un residente. “Non abbiamo un paese. Non abbiamo un’identità. Non siamo da nessuna parte”.

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Fra India e Cina non mettere il fiume

brahmaputraCina, un grandioso progetto che sta infiammando (di preoccupazione) l’animo degli indiani e dei bangladeshi e si preannuncia forirero di problemi. Se realizzato peggiorerà le già difficili relazioni fra India e Cina. Quest’ultima infatti, per ovviare alla siccità del Tibet, sta progettando la costruzione di 1,2 miliardi di dollari di centrali di energia idroelettrica sullo storico fiume conosciuto come Brahmaputra in India e Yarlung Tsangpo in Cina.

Ovviamente la Cina asserisce che il progetto non avrà alcun impatto sulla portata delle acque del fiume che, specie nella parte cinese, è paragonabile solo a quella del Rio delle Amazzoni. Il Brahmaputra nasce sul monte Kailash, sacro a buddhisti, induisti e bon, nel Tibet occidentale, meta nel 1935 di uno dei più famosi viaggi di Giuseppe Tucci.

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Quando il Bangladesh si sveglia (50 donne l'anno)

A gennaio in Bangladesh una ragazza minorenne è stata violentata da un vicino. Come conseguenza è stata emessa una fatwa contro di lei, cioè un decreto legale emanato da un religioso esperto di diritto islamico – uno di quelli che ha condannato a morte la scrittrice Taslima Nasrin, per intenderci -, e per punizione le sono state assegnate 100 frustate. Mi direte, perché punirla? Perché ha avuto un rapporto sessuale fuori del matrimonio, che diamine.

La ragazza dopo 80 frustate però è svenuta. E’ stata portata in ospedale e il giorno dopo è morta.

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Allarme Fao, aumentano i prezzi del cibo e in Asia e Africa è rivolta

Da Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano:

Il 3 febbraio è stato pubblicato il FAO Food Price Index, l’indice della Food and Agriculture Organization dell’ONU che misura la variazione mensile dei prezzi internazionali di un paniere di cinque gruppi dei cibi più usati nell’alimentazione mondiale – zucchero, cereali, latticini, olio e grassi e carni – e si basa su 55 quotazioni dei mercati internazionali.

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Come diventare cheerleader dei Rhinos Milano

A proposito di calcio, in Italia esiste anche il campionato di calcio di serie A degli americani e l’Italian Football League. La squadra di Milano si chiama Rhinos – rinoceronti – è stata fondata nel 1977 e ha vinto l’Italian Super Bowl nel 1981, 1982, 1983 e nel 1990. Pochi giorni fa ha vinto contro i Lions di Bergamo.

Volevo mostrare alle mie lettrici la bella opportunità di diventare cheerleaders, sapete quelle ragazze piacenti che sostengono le squadre e si esibiscono prima della partita con marcette e coreografie? Per aderire leggete bene come fare sulla pagina di MilanoCheers, hanno ancora qualche posto libero. Ah, se l’avessi saputo prima!

Afghanistan e Bhutan, costruzione di un'identità asiatica

Bandiera del BhutanConoscete il Bhutan, quel regno minuscolo e verdissimo incastonato fra Cina e India, a sud dell’Himalaya, con circa 690.000 abitanti, buddhista, isolato fino all’avvento di Internet, famoso per il turismo di lusso, SPA, resort e così via?

Da un paio di giorni l’Afghanistan e il Bhutan hanno stabilito ufficialmente relazioni diplomatiche e di collaborazione.

Non so se questo significherà che i talebani andranno a farsi una settimana di

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Asia Maior: Crisi locali, crisi globale e nuovi equilibri in Asia

Come da tradizione, presento il nuovo volume di Asia Maior, un gruppo di asiatisti, studiosi e giornalisti, specializzati sul continente asiatico.

E’ appena uscito in libreria Crisi locali, crisi globale e nuovi equilibri in Asia, a cura di M. Torri e N. Mocci, Milano: Guerini e Associati, 2009. E’ bellissimo, tutto blu e, lo dico per chi compra i libri per le copertine, farà una bella figura vicino agli altri della serie, tutti in grigio. Soprattutto, è utilissimo per avere un quadro complessivo dell’Asia, questa sorella così vicina e importante eppure, nonostante tutto, così lontana per la maggior parte dei lettori, anche colti. Se lo volete acquistare il volume andate in libreria o scrivetemi perché la casa editrice, benché fosse in vendita sin dal 27 maggio, ancora non lo ha reso disponibile online.

Il volume copre gli avvenimenti del continente asiatico del 2008 con i saggi su Iran, Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan, India, Nepal, Bangladesh, Sri Lanka, Birmania, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Malaysia, Indonesia, Filippine, Cina, Coree e Giappone.

Il mio saggio è intitolato Le elezioni dell’assemblea costituente e i primi mesi di governo della Repubblica Democratica Federale del Nepal e lo potete leggere qui. Analizza il periodo preelettorale ed elettorale e la rivolta dei madhesi, chiedendosi se le elezioni siano state davvero libere e rappresentative, e i due problemi principali che sta affrontando il Nepal democratico: il terribile problema energetico, che ha portato il paese a interrompere la fornitura di energia elettrica ai cittadini ordinari, alle istituzioni e i servizi, per ben 16 ore al giorno; e il collocamento e la riqualificazione degli oltre 20.000 ex soldati maoisti, una situazione conflittuale che il 23 maggio 2009 ha portato al crollo del governo di Prachanda e alla nomina dell’attuale primo ministro Madhav Kumar Nepal.

Questa è la presentazione del volume Crisi locali, crisi globale e nuovi equilibri in Asia. Enjoy!

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La libera condivisione della conoscenza

girls studying togetherPochi giorni fa la Faculty of Arts and Sciences di Harvard ha votato, prendendo una decisione rivoluzionaria: ha dato all’università il permesso di rendere gli articoli scientifici dei professori della facoltà disponibili al pubblico, pur ritendo gli autori il copyright, eccetto che per quelli scritti per profitto.

Harvard quindi collezionerà, archivierà e distribuirà gratuitamente nel mondo gli articoli, prima di tutto, ovviamente, quelli scritti con i fondi dati dall’università o dal governo.

Questa è una svolta epocale. Il proposito è quello, come è successo con i programmi open source, di contrastare le grandi riviste accademiche, che non danno più il permesso, e lo posso testimoniare, di distribuire neanche una copia dei propri articoli per fini di studio, e il cui prezzo di abbonamento è salito a livelli astronomici.

Io faccio una fatica bestiale e consulto centinaia di libri articoli ecc., spesso a mie spese, attingo ad anni di studi e di letture della scholarship che mi ha preceduto, vado a conferenze e scambio idee con altri studiosi per non inaridirmi ed entrare nel loop, con la stessa ideuzza che gira e rigira nella testa, e soprattutto penso (non è che tutti pensino al mondo, o il mondo andrebbe un po’ meglio e non lo avremmo rovinato in modo quasi irreparabile), analizzo, elaboro, connetto, sintetizzo, trovo il punto debole di un sistema, rettifico il tiro, verifico, riverifico, scrivo, controllo e ricontrollo, aggiungo apparati e note, infine dopo un paio di anni pubblico il mio articolo gratis et amore dei, la casa editrice ci guadagna perché vende gli abbonamenti e poi non posso neanche dare una copia dei miei lavori a un mio collega senza fare io stessa l’abbonamento?

Le case editrici scientifiche professionali come l’olandese Kluwer, che ha 650 riviste scientifiche e pubblica la più prestigiosa rivista di studi orientali, l’Indo-Iranian Journal, ha un abbonamento che costa 250 Euro all’anno per quattro numeri. La qualità dei lavori è ottima (mi pregio di essere stata l’unica studiosa italiana ad avervi pubblicato, e diverse volte); ma il prezzo è davvero un po’ alto. Quando pubblico mi dà 10 e dico dieci copie del lavoro: finite quelle, che di solito si usano nei concorsi, in teoria non potrei neanche fotocopiare il mio articolo e distribuirlo per usi non commerciali (perché poi vedo molto commerciabile un lavoro su The practice of sahagamana and some connected problems, o su Uneditited Sanskrit letters of the Rajguru of Nepal o su alcuni versi dei Rgveda, per fare qualche esempio).

Certo, le riviste si possono consultare in qualsiasi biblioteca, e in USA anche i paesini ne hanno almeno una, di solito molto ben gestita, in grado di fornire libri e articoli da tutto il mondo con il prestito internazionale. Ma questo non è vero nel resto del mondo, Italia inclusa, dove chiedere dei libri è già una mezza impresa e farli venire da fuori è qualcosa di molto arduo, macchinoso e burocratico.

Il prestito internazionale funziona bene solo all’interno delle biblioteche di facoltà, quando i bibliotecari sono svegli e collaborativi — cioè, quando hanno vinto il posto per merito, caso assai raro, o quando dopo averlo vinto hanno deciso di imparare la nobile arte della gestione dei libri e della biblioteca, caso assai più frequente, o si sono appassionati al tipo di lavoro, caso che ha del miracoloso eppure esiste, giuro.

L’esigenza di Harvard è nata quindi dal bisogno di avere più controllo sul proprio lavoro. Il compito primario di una università è la creazione, la diffusione e la preservazione della conoscenza.

L’accesso libero e gratuito ai frutti della ricerca è un passo essenziale per raggiungere questo obbiettivo, e per avere il feedback di studiosi che altrimenti non avrebbero accesso alle risorse. Per esempio, tutti quelli dei paesi in via di sviluppo, o quelli dei paesi occidentali senza larghi mezzi, visto anche che le università e i vari governi hanno generalmente tagliato i fondi per la ricerca, specie in campi di studio com le scienze orientali (compreso quelli più appetibili come la matematica sanscrita, la fisica egiziana, l’astronomia babilonese, e così via.)

Ovviamente il copyright degli articoli rimane agli autori, ma non la licenza di uso. Questo significa che se un giorno l’autore vuole fare delle modifiche o delle migliorie, o vuole ampliare il suo lavoro precedente, è libero di farlo. Al contrario dei progetti open source, nessuno può modificare o ampliare quel particolare risultato: può però, come si fa normalmente, partire dallo stato del lavoro per portare avanti la ricerca e trovare altri risultati, e pubblicare poi un altro lavoro.

L’iniziativa di Harvard, la prima del genere nel mondo, oltre a scardinare il potere delle grandi case editrici risolve in modo concreto il problema dell’accesso alla ricerca dei paesi poveri. E’ un modo molto pratico di promuovere la libera circolazione della conoscenza.

E’ quello che abbiamo sempre fatto con le riviste dell’Asiatica Association, quando ci hanno scritto dai paesi come il Bangladesh o il Kosovo, al tempo: li abbiamo sottoscritti gratuitamente. E’ poco, ma è un aiuto concreto e un modo di realizzare il detto di Gandhi: tutto quello che non si usa in realtà si ruba. Tenersi le conoscenze solo per sé rende arido il cuore e la mente. Perché, come diceva sempre anche la mia amica: La conoscenza è quella cosa che condivisa aumenta.

Da oggi ci sarà molta più libera circolazione di conoscenze, studiosi più felici e più stimolati intellettualmente a dare e ricevere input, paesi che avranno accesso ai frutti dell’occidente ricco: questo porterà a una nuova creazione e circolazione di idee, di scambi, di progetti.

L’era della libera condivisione del sapere è già cominciata.

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