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Enrica Garzilli su Il fatto Quotidiano: Riscaldamento globale, nuovo allarme dal Pacifico e dall'Onu

Enrica Garzilli su Il fatto Quotidiano sul riscaldamento globale e i pericoli, e le conseguenze, che stanno affrontando le popolazioni delle isole dell'Oceano Pacifico. Incluso l'Australia con le sue terribili inondazioni sulla costa settentrionale. Il fenomeno non colpisce solo il Pacifico ma è il principale respondabile della spaventosa siccità che sta affamando le popolazioni del Corno d’Africa e in particolare la Somalia (insieme al fondamentalismo).

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Uccisione di Osama bin Laden: è legale? Ban Ki-moon dice di sì

Diritti umani art. 5Qualcuno negli Stati Uniti d’America si interroga sull’uccisione di Osama. E solleva questioni a cui avevo accennato subito qui sul blog e su Facebook, quando alle 7 di mattina ho sentito la notizia in televisione. L’articolo è da leggere tutto, ma mi preme mettere in luce due punti principali.

E’ stato lecito uccidere Osama? In fondo era disarmato. Quindi avrebbe potuto essere preso vivo.

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L'ONU prende posizione ma Hong Kong modifica il tragitto della fiaccola

Ban Ki-moonBan Ki-moon, il Segretario generale dell’ONU, probabilmente non si presenterà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino, mentre all’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Louise Arbour, la Cina ha negato il rifiuto di visitare il Tibet.

1.200.000 di tibetani morti come conseguenza diretta dell’invasione cinese: una media di 24.500 l’anno. Non è male come pulizia etnica. Quanti saranno i morti di quest’anno?

Pare che a Hong Kong siano pronti a modificare il tragitto del percorso della fiaccola olimpica. Ormai tutti hanno paura delle forze dal basso che catalizza la fiaccola della discordia, della gente, del disordine che così gran danno arrecano all’immagine della Cina.

Vedremo quando arriverà in India e poi in Tibet. Avverrà una carneficina, la Cina nel suo display di potenza imperialista, i tibetani nella loro pretesa lunga 49 anni anni di riprendersi il loro paese.

Non oso pensare a quello che sta succedendo ai tibetani presi lì, in questo momento, ma è per questo che non dobbiamo smettere mai di far sentire la nostra voce. Loro da soli non possono fare molto ma noi tutti, nei paesi “civili” e occidentali, qualcosa possiamo fare. Almeno farci sentire, almeno informare, almeno non voltare la testa dall’altra parte. Se non ci fosse stato un movimento popolare neanche i politici si sarebbero mossi: troppo conveniente stare zitti. Tanto, per un tibetano in più o uno in meno, che importa? Abbiamo già tanti problemi qui da noi…