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Il video più divertente su Obama viene dall'India

La musichetta di questo video ti entra in testa e non ne esce più. In Gujarat la popolare emittente Sahara One ha trasmesso questo video, in hindi con sottotitoli in inglese, realizzato appositamente per l’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca.

Razzismo, storia di tre ragazzi normali in cerca di emozioni forti

immigratiIeri alla stazione di Nettuno, vicino Roma, un immigrato indiano è stato bruciato da tre ragazzi. Italianissimi.

Navtej Singh Sidhu, del Punjab, ora ha ustioni di terzo grado sul 41% del corpo. Dal suo letto nella rianimazione dell’ospedale Sant’Eugenio, a Roma, racconta come i tre ragazzi siano passati mentre lui dormiva, poi siano tornati indietro per spruzzargli la benzina sul corpo e verniciargli il viso di vernice grigia.

La cosa schifosa è che i tre hanno confessato di averlo fatto per provare un’emozione forte. E sono tre ragazzi “normali”, provenienti di famiglie normali, che in un giorno qualsiasi si annoiavano.

La notizia mi ha colpito non solo perché a rimetterci è stato un uomo indiano, ma perché temo che ci sia tutta una fascia di persone che ormai ha perso assolutamente il senso del limite, che si crede in diritto di “divertirsi” sulla pelle degli altri, che guarda alla vita di un immigrato come a qualcosa di cui disporre a piacere.

Ci stupiamo tanto, noi che stiamo qui, siamo “civili” e agiamo nella legalità, disposti all’accoglienza e tutta la bella storia. Ma sarà vero? Siamo davvero così democratici? Quanti di noi diranno “è stata solo una bravata”?

Sono certa che fra noi ci sono tante persone perbene e normali, nate e cresciute in famiglie normali, con mariti o mogli normali, per i quali la vita altrui, e specie quella di un immigrato di colore, tutto sommato non ha tanto valore. E che non esita a fare male, a provocare danno o dolore agli altri, se questo gli conviene. O anche solo per sfizio.

Come ho letto in un commento di uno dei blog più conosciuti dalla blogosfera, “la brutalità gratuita che mi piace tanto”.

Io però — che ci posso fare? — capisco queste persone e propongo una cosa. Propongo a tutti quelli e quelle in cerca di emozioni forti, che sia un divertimento o sia una passione o un flirt, e che se ne fregano se fanno male agli altri, di salire sul punto più alto di un palazzo molto, molto alto e buttarsi giù. L’ebbrezza sarebbe garantita, l’adrenalina scorrerebbe a fiumi, farebbero una cosa speciale e rimarrebbero bravi ragazzi e brave ragazze. Brutalità garantita e tutto.

Da Kabul con amore

donna afghanaAnche oggi voglio segnalare un blog nuovo, bello, intelligente e sui generis, Great Game. Infatti Emanuele Giordana, giornalista, lo scrive niente di meno che da Kabul.

L’eco della guerra è fastidioso ed Emanuele si chiede se la presenza occidentale in Afghanistan sia davvero

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Canti e danze

jumping Tibetan monksRicevo dall’Istituto di studi di buddhismo tibetano Ghe Pel Ling e faccio circolare con piacere questa news.

E’ un’occasione da non perdere per conoscere un po’ sia il buddhismo, sia il Tibet e la sua cultura (visto che il monastero di Sera era uno dei più importanti del paese ed è stato distrutto più volte dai cinesi), sia un tipo di danza che interessa anche gli antropologi.

Per me l’appuntamento è martedì 3 febbraio, ore 20:30, presso la sede della Camera Metropolitana del Lavoro in corso di Porta Vittoria, 43 a Milano.

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M'illumino di meno 2009, il risparmio energetico in Italia e nel mondo

M'illumino di meno

Riparte anche quest’anno la campagna M’illumino di meno.

Patrocinata dal Parlamento europeo e portata avanti da Caterpillar (Rai Radio 2), la campagna culmina con la giornata di mobilitazione internazionale per il risparmio energetico.

Lo scopo è dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere, il 13 febbraio 2009 dalle ore 18, le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili. Per esempio, sapete che sembra che in Italia, spegnendo tutte le spie stand-by, manderemmo a riposo una centrale nucleare?

Quest’anno sono particolarmente sensibile al problema, da quando mi sto occupando dell’emergenza energetica in Nepal, che nei giorni scorsi ha portato a 16 ore giornaliere il taglio dell’elettricità, con enormi ricadute non solo sulla vivibilità ma sull’economia, già molto povera, sulle comunicazioni, sulla sanità. Gli ospedali hanno dei generatori vecchi, sul punto di cedere, e ben presto paese il paese dovrà affrontare anche la crisi sanitaria, non potendo più eseguire operazioni d’emergenza o le cure più lunghe, che richiedono ospedalizzazione, come la dialisi.

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Oggi il Leone è pensoso

leoneHo appena ascoltato il mio oroscopo, Leone con molti pianeti in Gemelli (ripeto pedissequamente perché non ci capisco nulla):

Oggi pesate risposte e decisioni.

Sto rimandando da diversi mesi la firma di un contratto per un libro (agevole eh, non il mio solito leggiadro malloppo di 1000 pagine) di storia moderna dei paesi dell’Himalaya. Proprio ieri l’ho ripreso in mano e mi proponevo di sentire il proprietario della casa editrice, che ormai al telefono mi piange in sanscrito. Che faccio, rimando a domani?

Come Folgore dal cielo: il PDL N. 1360 e gli eroi della Seconda guerra mondiale

fregio della FolgoreNon mi unisco al coro dello sdegno ma, al contrario, sono davvero contenta della proposta di legge dell’Istituzione dell’Ordine del Tricolore e adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra a coloro che hanno partecipato alla Seconda guerra mondiale. Dovrebbero modificare delle frasi, emendare il testo, ma il succo della cosa, l’onorificenza, mi sembra un atto dovuto.

Il motivo è semplice. Mio padre, uno dei primi paracadutisti della Folgore, VII Battaglione, 21° Compagnia, è stato dal 25 luglio 1941 al 1943 in Africa orientale, ha vissuto per mesi in trincea ed è stato anche fatto prigioniero

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Per ridere su tutto il 2008 in 3 minuti

Questo di Uncle Jay è il video sul 2009 più carino che ho visto. C’è proprio tutto, dalla crisi economica, il prezzo del petrolio, la vita privata di Paul McCartney, le Olimpiadi di Beijing e la questione del Tibet e Sarah Palin, Barack Obama. Con musiche deliziose.

Leandro libero

Snow in Milan, January 7 2009Stamattina alle 8, quando mi sono alzata, ho visto che la neve aveva piegato di nuovo fin quasi a terra i rami di Leandro, l’oleandro rosa che sta sul terrazzo di casa e che vedete in foto. Così mi sono bardata di tutto punto e sono andata, sotto un cielo spettrale color grigio scuro, a liberare lui e le altre 78 piante.

Sì lo so, ci sono mille altre cose importantissime nel mondo di cui parlare, ci sono mille altre cose per cui preoccuparsi, come la guerra senza fine in Medio Oriente, o di cui lamentarsi, come l’ennesimo articolo sulla fine dei blog (perché, poi, non si sa), ma credo che prima di tutto bisogna prendersi cura di quello che ci sta intorno, quello che abbiamo scelto, quello che ci siamo presi l’impegno di amare e curare e da noi si aspetta amore e cura.

Stamattina, per me, qui davanti alla Passione, c’era Leandro e gli altri

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Note sull'antisemitismo, Hitler, Karl Haushofer, Mussolini e The New York Times

Palestina e IsraeleSeguiamo tutti da giorni, con orrore, quello che sta accadendo sulla striscia di Gaza.

Chi ancora difende impeterrito Israele, contro ogni ragionevolezza e ogni evidenza, sono ancora gli USA, che hanno bocciato il documento UN per il cessate il fuoco immediato.

Per rinfocolare e giustificare la politica israeliana le grandi testate giornalistiche americane si lanciano in recensioni di libri ad hoc, come questa su The New York Times di Jacob Heilbrunn. Il libro si intitola Hitler’s private library. The Books That Shaped His Life, è di Timothy W. Ryback e parla della biblioteca privata di Hitler, costruita già nei primi anni Venti.

L’autore ricostruisce l’ideologia antisemita di Hitler sugli appunti e le note a margine dei testi, sui preziosi colofon degli amati 16.000 volumi che il dittatore teneva nelle sue residenze di Berlino, di Monaco e nel Berghof, la sua casa sull’Obersalzberg, in Baviera (progettato dal geniale architetto Albert Speer).

Heilbrunn dice che alla costruzione dell’ideologia razzista di Hitler e del Lebensraum, lo spazio abitabile, che giustificava la politica aggressiva verso l’Est, contribuirono gli insegnamenti settimanali, quando il dittatore stava nella prigione di Landsberg, del professore Karl Haushofer.

Come racconto nel mio volume di storia del fascismo in Asia orientale, che è in stampa, non molti sanno che Haushofer venne anche a Roma, invitato da Giuseppe Tucci. Nel 1937 e nel 1941 dette due conferenze all’IsMEO che vertevano sui parallelismi dello sviluppo culturale di Germania, Italia e Giappone e sulla politica imperiale nipponica.

Mussolini fu contentissimo dell’invito del marzo 1937, anche perché fu il

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