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Appello urgente per Myanmar

BurmaAccolgo volentieri un appello per le vittime in Myanmar. Ricordo che il ciclone Nargis ha mietuto 90.000 vittime e 50.000 persone sono ancora disperse.

Se volete fare una donazione — potete dare anche solo 1 euro — fatelo tramite il conto Paypal che trovate sulle pagine di Fabrizio, che aperto la sottoscrizione. E’ una persona seria e la raccolta di fondi andrà in porto attraverso mani sicure:

Ho aperto una sottoscrizione per le vittime del ciclone Nargys in Myamar, perché abbiamo trovato un modo di far giungere il denaro direttamente nel paese, tramite Singapore, a una persona fidata che, oltre a necessitarne in prima persona dovendo provvedere alla vecchia madre, è in grado di assicurarne la ridistribuzione in aiuti sia a Yangon, dove abita, che in due villaggi a nord lungo il corso dell’Irrawady, tra i più disastrati.

Quante scuse per la Cina!

Olympic torchPare che le autorità cinesi abbiano deciso di abbreviare il percorso della fiamma olimpica nell’ex Tibet da tre giorni a due. Motivo ufficiale: il terremoto nel Sichuan, che confina con la Tibetan Autonomous Region.

Il fatto che la fiaccola si sarebbe fermata nel cuore dell’ex Tibet
è stata molto criticata dagli attivisti tibetani, che vedono in essa il simbolo del controllo della Cina sul Tibet.

L’unico motivo che adducono i cinesi per l’annessione del Tibet, nonché i diplomatici italiani con cui ho avuto il piacere di parlare e quindi, a monte, il nostro governo, è che la Cina ha regnato sul Tibet per centinaia di anni: il che è solo in parte vero perché aveva un controllo indiretto ma il paese era essenzialmente libero e conservava comunque la sua indipendenza amministrativa e la sua identità nazionale e culturale. C’era un sistema teocratico retto da un Dalai Lama, capo religioso e capo del governo, della scuola Gelugpa, il Panchen Lama che aveva la giurisdizione culturale, altri lama di altre scuole meno influenti e un Consiglio di ministri.

Ma, come ha detto un ambasciatore di un paese asiatico l’altro venerdì, il problema dei diritti umani dei tibetani — perché la Cina non permetterà mai che il Tibet torni a essere autonomo e sovrano — è il problema dei diritti umani dei cinesi. E a giudicare dai cittadini cinesi imprigionati e torturati o trattati in modo abusivo e umiliante per sovversione o anche altri reati importanti come la rottura intenzionale di due lampade e altri oggetti, pare proprio che abbia ragione!

India, gli dei di Bollywood diventano blogger

AmitabhQuesta è stata una rivelazione che mi ha sopraffatto!!
Innanzi tutto vorrei ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato a mettere su questa struttura a bigdadda.com, e complimentarmi per il loro lavoro efficiente e impegnato.

Nell’insieme sembra una nuova vita!

Così racconta il primo giorno come blogger uno dei primi post di BigBlog, della stella di Bollywood Amitabh Bachchan, detto anche BB. E’ il primo blog aperto da uno degli attori indiani più famosi, idolatrato dalla gente dal 1969, che è anche un ottimo cantante. Sapete che i film indiani sono lunghissimi e sono tutti dei musical con canti e danze. Amitabh era amico niente di meno che di Rajiv Gandhi, il settimo primo ministro dell’India assassinato nel 1991 e marito di Sonia Gandhi, l’attuale segretario generale del Partito del Congresso, e per un periodo è stato anche in politica.

Il blog è un diario di sentimenti e ricordi con solo un po’ di pubblicità, racconti di interviste per esempio, e al contrario di qualche italica stellina lui si impegna a rispondere ai commenti. Forse ha uno staff di gente che scrive per lui, ma mostra una sensibilità per le opinioni della gente che mi sembra fuori dal comune, a parte quella pelosa dei politici-blogger.

Amitabh poi è una star da decenni e che racconti qualcosa di personale, senza strafare e rovesciare addosso alla gente intimità di cui non importa a nessuno, specie se sono finte, mi sembra davvero carino.

L'Italia dorme? La politica del gas

oilParlando d’Asia forse non tutti sanno che è in progetto un gasdotto che va dall’Iran, passando per l’Afghanistan e poi l’India e finirà in Cina. Iran-Cina collegati, passando per quello che sarà a breve il 5 paese con il PIL più alto del mondo, l’India.

Immaginate che potenziale politico ha il progetto, più di 100 accordi diplomatici o culturali.

E immaginate cosa succederà all’Europa, o al mondo occidentale, esclusi dal business. Forse sarebbe ora che l’Italia si svegli e cominci a pensare di risolvere i suoi problemi in modo concreto per far fronte ad altri scenari un po’ più ampi: verso gli altri stati europei e verso la nostra sorella Asia. Che è qui, vicina, viva e ricca, ricca di risorse e presto anche di soldi. Non possiamo continuare a credere che tutto si risolva con guerre e occupazioni, come con l’Iraq.

L’uso della forza, benché il suo uso sia opinabile — a parte i problemi etici che implica, ma anche senza considerarli — è utile a brevissimo termine e per situazioni contingenti. A che serve a lungo termine con paesi che saranno sampre più forti, sempre più uniti, sempre più coalizzati? Vogliamo dichiarare guerra all’Asia intera?

Ecco, l’Italia dovrebbe pensare in termini più globali: o altrimenti staremo sempre qui a parlare dei problemi, come quello dei rifiuti a Napoli, vecchi e rimandati e riproposti di anno in anno, o quello dei rom o degli immigratri in genere, che non possiamo affrontare con una politica di stato ma solo in un’ottica comunitaria.

L’Italia dovrebbe pensare al bene comune, che è quello dell’intera nazione e dell’Europa e, più in là, dell’Asia e del mondo intero: la pace internazionale si garantisce solo con l’equilibrio delle forze, con la soluzione dei problemi e con gli investimenti (nella moralità, nella ricerca, nella sicurezza, nell’economia, nella gente, nelle risorse in genere) a lungo termine, non con i convegni o i ministri-veline. Oppure quando ci sveglieremo saremo fuori della storia, saremo noi il paese tornato a essere, in confronto agli altri, in via di sviluppo.

L'economia della Cina conquisterà il mondo

Cinese workersVenerdì scorso sono stata a una interessantissima tavola rotonda sull’Asia che si è tenuta all’Università La Cattolica, tenuta da analisti economici e politici. Due di loro sono stati a lungo consiglieri per i nostri ministri degli Esteri e uno, ministro plenipotenziario, sta partendo come ambasciatore per uno degli stati più difficili e importanti del pianeta per le grandi riserve di petrolio. Quasi due ore, ma sono volate.

La cosa che mi ha colpito di più è che erano tutti d’accordo, numeri alla mano, a dire che nel 2040, forse prima perché la Cina diminuisce i suoi dati di crescita (al contrario di quello che fanno i paesi occidentali, che l’aumentano per incutere “fiducia” nei mercati, la Cina non vuole spaventare i mercati esteri!), il PIL della Cina avrà sorpassato di gran lunga quello degli Stati Uniti e del Giappone. Sarà insomma la prima potenza mondiale. Secondo posto gli USA, terzo posto il Giappone e quarto posto l’India. Poi verrà la Germania.

Solo se l’Europa sarà in grado di attuare una vera politica economica comunitaria e di aumentare collettivamente la crescita del PIL, cosa che per ora non è in grado di fare, sarà in grado di competere con altri stati, ma sempre dopo la Cina.

La Cina sarà comunque la padrona indiscussa dei mercati e delle borse. Questo vuol dire che si potrà permettere, come già fa in larga parte, una politica svincolata dai giudizi e delle dinamiche internazionali. In pratica, dato che ha oltre 1.300.000.000 abitanti ed è la nazione più popolosa del mondo e ha il tasso di crescita economica più alto, questo è vincente perché decide il mercato internazionale e le politiche finanziarie.

Non solo vincente ma sicuro, perché tutti hanno in mente di contribuire al bene e alla prosperità del proprio paese e hanno un’etica del lavoro confuciana, cioè lavoro lavoro lavoro e obbedienza all’ordine costituito per senso del dovere. Niente scossoni politici, un benessere che man mano aumenta per tutti, non solo per pochi pezzi grossi del partito o poche famiglie industriali (anche se questi, come in tutti i paesi del mondo, vivono sempre molto meglio di tutti gli altri). Pochi diritti umani, per esempio niente critica aperta al sistema politico, ma è un prezzo che i cinesi sembrano pagare volentieri per la grande crescita economica e l’aumento del benessere diffuso.

Ecco, in questo momento terribile per la Cina, che piange almeno 50.000 morti sotto le macerie e 12.000.000 sopravvissuti senzatetto, io vorrei ricordare agli amici cinesi che mi leggono, e sono tanti, che il loro paese è in crescita, che diventerà sempre più importante anche politicamente, che piano piano si aprirà ai diritti umani (e non potrà fare altrimenti) e che tutto il mondo ammira non solo la loro cultura millenaria, ma gli sforzi uniti di tutti i cinesi compresi i politici, senza inciuci, per fran fronte a questo momento terribile.

Non è come Mynamar, che piange 130.000 morti ma la giunta ha aspettato a lungo a far entrare gli aiuti internazionali, le squadre di medici e di operatori, per paura che vedano o cambino lo status quo.

La Cina si è mobilitata e ha pensato prontamente e con il massimo degli sforzi ai suoi figli più sfortunati. Spero solo che si ricordi che fra loro ci sono anche i cugini tibetani.

Lo WordCamp di Milano nello splendore d'India

Enrica GarzilliDiciamo la verità, anche Milano può essere bella quando si sta tutto il giorno in un Barcamp come quello di sabato scorso. Con il sole, il parco, la gente e l’ospite d’onore, il 16esimo uomo più potente del Web, Matt Mullenweg, e tanti amici e conoscenti.

Il WordCamp è stato un vero successo, innanzi tutto per la felice scelta del luogo. Siamo stati all’Old Fashion Café, un locale storico, nel bel mezzo di Parco Sempione vicino alla Triennale. Come succedeva nei tempi vedici quando c’erano le scuole all’aperto, sotto gli alberi. Si stava lì in pace o ci si poteva sgranchire le gambe, in mezzo alla natura e in silenzio, il tempo è stato splendido, gli alberi tutti verdissimi, i cespugli in fiore: in pratica il nostro teatro non era il palco all’aperto, fuori del locale, e le sale dentro, ma tutto parco Sempione. Una meraviglia, davvero, sarà poi che oggi piove e sembra che sia tornato l’autunno.

Tutto molto informale, come dovrebbe essere, senza l’obbligo di stare chiusi in un posto chiuso, magari bellissimo e prestigioso, ma che irrigidisce i rapporti e i pensieri. Tutto libero, senza la marea di gadegt e spillette che tanto piacciono a tutti ma che io una volta arrivata a casa butto via al volo. Non c’era il pranzo gratis? Tutti siamo in grado di comprare dei panini nei bar sparsi nel verde, non è quello che fa la differenza. La differenza era che il posto bello, grande e aperto permetteva di andare e venire a piacimento, di sentirsi liberi, come dovrebbe essere un BarCamp — che, se è organizzato e rigido, diventa una conferenza.

Lo stile di questo WordCamp mi ha ricordato le gurukul, le scuole tradizionali indiane dove tutti sedevano all’aperto, sotto gli alberi,

continua


Vita più, vita meno: la Cina dei grandi giornali

ChinaLa Repubblica parla di 14.866 morti ufficiali e oltre 50.000 dispersi, il Corriere di quasi 15.000 morti e circa 40.000 dispersi. Per Il Giornale i morti sono 15.000 e i dispersi 70.000. La Stampa: 12.000 morti ufficiali (ma forse 2000 in più).

L’enormità della tragedia è la stessa, ma fra i numeri ci sono qualche migliaio di vittime e circa 10.000-30.000 dispersi di differenza. E’ la stessa Cina quella di cui parlano? E possibile che quando si guarda un paese così grande a così grande distanza, questa differenza non conti? Mi pare che ci sia poco rispetto per questa catastrofe e che potrebbero almeno riportare le note di agenzia o dei giornali cinesi: almeno vengono da loro.

E poi, come si vede con i racconti del grande pellegrino buddhista cinese Hsuan-Tsang, quando nel VII secolo descrisse l’India e l’Asia centrale, i giornali cinesi hanno un grande merito: non ornano di orpelli inutili una tragedia che, per quanto è grande, non ha bisogno di ulteriori parole. Riportano i dati, parlano di cifre, dei soccorsi e di quello che sono riusciti a fare concretamente. Hanno una grande tradizione di scrittura concreta e fattuale, li sto apprezzando molto.

E la nemesi divina si è abbattuta in Cina

China earthquakeAlmeno 20.000 morti, ma il numero sembra destinato a crescere. Nella sola città di Yingxiu se ne sono andate come minimo 7.700 persone su 10.000. Bush e il presidente cinese Hu Jintao hano discusso del disastro e Washington ha offerto 500.000 dollari come aiuto iniziale.

Sembra una nemesi divina la catastrofe provocata nel sud-ovest della Cina dal terremoto di due giorni fa. Invece è solo il caso e purtroppo, come sempre, anche quando avvengono disastri naturali chi soffre di più, in ogni parte del mondo, è la povera gente, la gente qualunque, quella che non ha accesso al potere e che non decide mai, ma subisce alla meno peggio le decisioni di chi la comanda.

Intanto qualche giornale ha scritto che il Dalai Lama è stato invitato a presiedere ai Giochi Olimpici per allentare la tensione e ci sta pensando. Oggi però Sua Santità ha rilasciato un’intervista allo Spiegel dicendo che la notizia è stata tutta un’invenzione dei giornalisti, che hanno molta fantasia.

In realtà, in questi giorni in Cina si sta sferrando una nuova campagna diffamatoria nei suoi confronti. Ricordiamo che gran parte della popolazione cinese è buddhista e le campagne hanno lo scopo non solo di “informare” i laici, ma di “rieducare” i credenti.

Il numero quattro del Partito comunista cinese, in visita ufficiale in Ungheria, è stato accolto davanti al Parlamento con le bandiere tibetane. Il presidente del Comitato per i Diritti Umani che ha partecipato alla conferenza stampa ha detto che uscirà presto una dichiarazione parlamentare a favore di una soluzione del Tibet.

Disastri naturali, problemi interni e tensioni internazionali, almeno a livello di diritti umani: la Cina sta conquistando sempre più l’attenzione della stampa e del mondo intero con i morti, le proteste, le prese di distanza da parte di altri paesi del mondo.

In una conferenza di qualche anno fa il Dalai Lama ha dichiarato che la Cina, opprimendo il popolo tibetano, in realtà gli sta facendo un favore perché sta compiendo un suicidio spirituale di sé stessa e sta aumentando i meriti spirituali dei tibetani: che il suicidio, non volendo, sia anche materiale?

Il Tibet e il turismo della Cina

Olympic torchFra Cina e ex Tibet, premesso che:

mentre la conversazione fra i due rappresentanti del Dalai Lama che dal 4 al 7 maggio si sono incontrati informalmente con i funzionari cinesi per discutere sulla situazione tibetana nella città di Shenzhen pare sia andata benissimo, cioè entrambe le parti hanno “espresso chiaramente e sinceramente forti e divergenti punti di vista” sulla situazione del Tibet (che in <a href="termini diplomatici significa: non sono stati ridotti in spring roll per un pelo)

mentre il Partito dei verdi in Germania Francia e Taiwan ha ufficialmente preso posizione per sostenere la causa tibetana, e questo certissimamente farà smuovere il governo della Cina

mentre il presidente del Parlamento europeo Hans Gert Pöttering ha ufficialmente dichiarato che le autorità cinesi devono cominciare delle negoziazioni vere, a livello appropriato, con i rappresentanti del Dalai Lama, perché di fare ancora merenda insieme non è il caso dato che cinesi e tibetani mangiano cose troppo diverse.

Visto e considerato tutto questo:

la Cina sposta 8 stupa, cioè i monumenti in onore del Buddha, i suoi mausolei, dal cuore dell’ex Tibet a un altro posto della Cina, dietro a un forno crematorio!

continua


Il Dalai Lama e Jawaharlal Nehru, 30 aprile 1959

Questo è un documentario storico del ventiquattrenne Dalai Lama che incontra Panditji, primo ministro dell’India libera dal 15 agosto 1947 al 27 maggio 1964.

Il Dalai Lama era appena fuggito, col consenso tacito della Cina, dal Tibet occupato. Questo video mostra quando Nehru lo andò a incontrare sulla collina di a Mussoorie, la stazione climatica vicino alla sua attuale residenza, Dharamsala.

Il Dalai Lama, da bravo ospite, vuole dare la sciarpa di seta bianca al suo anfitrione: ne riceve due, una da un aiutante a destra e uno a sinistra, ancora non spiegate, e ne dà una a Nehru che però sembra che non sappia proprio cosa farne e la prende sulle braccia, invece di inchinarsi a farsela mettere intorno al collo!

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