Godetevi questo video di Salwa al Mutair. Perché è inutile dire quanto mi abbia divertito la notizia. Ho pensato: di politici imbecilli è pieno il mondo, non è che li abbiamo radunati tutti in Italia, eh.
Salwa al Mutair (in foto), una politica ed ex parlamentare del Kuwait, ha avuto un’idea brillantissima: ha proposto che le donne fatte prigioniere in paesi distrutti dalla guerra vengano comprate dal Kuwait e fatte schiave legalmente. Secondo Salwa ci sarebbe un doppio beneficio, per gli uomini del Kuwait e per le donne: proteggerebbe i primi dall’adulterio, non si sa poi perché, e garantirebbe “una vita migliore” alle donne, che non morirebbero di fame.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Perché da cinquanta anni esatti Amnesty, la più grande organizzazione internazionale per i diritti umani, con oltre 3 milioni fra sostenitori e membri distribuiti in oltre 150 paesi e territori, combatte abusi e sopraffazioni. Solo l’anno scorso ha documentato la tortura e il maltrattamento nelle prigioni di 98 paesi.
Amnesty festeggia il 50esimo compleanno lanciando in 60 nazioni, dall’Argentina al Ghana, alla Turchia e alla Nuova Zelanda, una nuova campagna contro la repressione e l’ingiustizia chiamata “Global Call to Action” per celebrare simbolicamente la libertà rendendo omaggio ai due studenti portoghesi gettati in prigione per aver brindato inneggiando all’indipendenza. Un’ingiustizia così grande da spingere l’avvocato inglese Peter Benenson, il 28 maggio 1961, a fondare Amnesty International, un’organizzazione indipendente, imparziale e sovranazionale, per promuovere il rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale del 1948.
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Gaza, non stupiamoci troppo di quello che è successo a Vittorio Arrigoni. Evidentemente accadono cose terribili, e sotto gli occhi del mondo.
Le autorità israeliane non hanno dato il permesso perché Ismail Salam, un bambino palestinese di 10 mesi (dieci mesi, ci pensate?), in grave pericolo di vita, venisse trasferito dalla striscia di Gaza in un ospedale israeliano per le cure mediche adeguate.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Piccola riflessione sul clash culturale fra Islam e Occidente, e viceversa ovviamente. Perché mi sembra tutto così fuori dal tempo, assurdo, sorpassato. Sbagliato. Anche noioso, devo dire, è tutto un déjà vu. Ma in nome di questo la gente si fa le peggio cose.
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Asiatica Association. Enrica Garzilli intervista Ahmed Rashid, il famoso giornalista e analista pakistano autore di “Taliban: Militant Islam, Oil and Fundamentalism in Central Asia” e “Descent into Chaos” appena due giorni prima il blitz contro Osama bin Laden.
A proposito del Pakistan Rashid ha detto che ci sarebbero nuove iniziative e collaborazione fra il governo statunitense e quello pakistano. Due giorni dopo, il blitz vicino Lahore.
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Chavez, parlando di Gheddafi:
Non lo condannerò. Sarei un cordardo a condannare qualcuno che è stato mio amico.
Il presidente del Venezuela Chavez, socialista dichiarato, non solo ha mosso le forze aree e navali vicino alla Libia, ma ieri ha ribadito i rapporti di amicizia con Gheddafi. Che ammirevole senso di lealtà.
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Come dicevo prima, il pericolo che dietro a questi moti sommosse e mezze rivoluzioni di alcuni paesi arabi si celino i movimenti fondamentalisti islamici è molto reale.
E’ vero, nessuno ha mai visto rivendicazioni, simboli, bandiere o scritte dei vari gruppi, ma è assai probabile che stiano a guardare dietro le quinte per occupare spazi reali, personali, amministrativi e politici al momento della riorganizzazione dei paesi – perché è ovvio che questa riorganizzazione ci sarà, dopo il caos inevitabile e forse, in Libia, la rivoluzione. E’ lì che fanno adepti, nel caos, nell’insicurezza, nel vuoto di potere. Sono gruppi coesi e organizzati e agiscono anche a livello locale, non solo regionale, e personale, fra la gente, non solo in Pakistan e Afghanistan. Offrono lavoro, scuole, fratellanza, aiuti, appoggio sociale.
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L’Iran ha annunciato ufficialmente che comincerà la costruzione di un nuovo sito di uranio arrichito entro il marzo del prossimo anno.
Ovviamente respinge sempre le accuse dei paesi occidentali di costruire bombe atomiche.
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Si terrà a Torino il primo barcamp italiano dedicato al cinema. Lo cura lui, lui, Vittorio e altri.
Quando: venerdì 2 luglio 2010
Dove: Torino
Sarkozy, parlando al World Leaders Forum della Columbia University, si è pronunciato perché l’India sia inclusa fra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite insieme a Francia, Russia, USA, Regno Unito, Cina. Ha anche aggiunto che nessun paese arabo ne fa ancora parte e che l’esclusione del Giappone perché 60 anni fa ha perso la guerra è irragionevole.
Ha detto cose grosse, insomma, parole che hanno un peso.
Ma, chi sa perché, i riflettori sono puntati su Carla Bruni che attrae l’attenzione, distogliendola dal marito.
Francamente non riesco a capire perché anche l’informazione politica ad alti livelli si debba ridurre a gossip e insieme di banalità. Ma se la Bruni fosse brutta se ne parlerebbe ugualmente?