Do nonhuman animals share humans’ capacity for metacognition–that is, for monitoring or regulating their own cognitive states?
Pare che gli animali siano molto più simili all’uomo di quello che si crede, anche nella cosiddetta “metacognizione”, cioè nel regolare e gestire il loro stato cognitivo. In pratica, nel funzionamento dei processi mentali. Lo ha detto già due anni e mezzo fa lo studio pubblicato su una fonte autorevole, Il Centro nazionale per l’informazione sulle biotecnologie, finanziato dal governo degli Stati Uniti.
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Vi ricordate le ingiuriose proposte di emendamento della legge comunitaria sulla caccia proposta dal leghista Gianluca Pini? L’Ufficio di Presidenza della Camera ha accolto i rilievi delle associazioni ambientaliste e animaliste, incluso il WWF, contro la proposta di riforma delle leggi e delle direttive europee: gli emendamenti di Pini sono stati dichiarati inammissibili! Non andranno neanche al voto!
Ma non è lui che ha un curriculum che “passa da inchieste per false fatturazioni alla richiesta di far trasferire il questore Germanà” e che “come da copione vanta una storia di una truffa avvenuta a “sua insaputa“”(cito da Il Fatto)?
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Gianluca Pini, segretario nazionale della Lega Nord Romagna e imprenditore nel settore alimentare, ha presentato una proposta di emendamenti alla legge comunitaria (!) che prevede l’estensione della stagione venatoria oltre il 31 gennaio (quando gli uccelli si preparano alla cova quindi), l’apertura della caccia in piena estate per tortore e quaglie, con gravissimi rischi per i villeggianti, la caccia a specie vietate dalla direttiva europea come il fringuello, l’eliminazione degli anelli inamovibili per i piccoli uccelli utilizzati come richiamo vivo (!) e, dulcis in fundo, la depenalizzazione di gravi reati di bracconaggio.
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Anche a Natale ci sono loro, i nostri fratellini pelosi e affettuosi, quelli che ci vogliono sempre bene e non ci tradiscono mai: i nostri animali intendo, ovvio. Ho visto un bellissimo regalo da consumarsi insieme, purtroppo solo qui a Milano.
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L'hashtag top di Twitter nel mondo quest'anno è stato #egypt, in seguito alla caduta del presidente Mubarak a febbraio. Segno che la politica internazionale è più seguita di quello che si pensa.
Il secondo più popolare nei paesi di lingua inglese (che sono quelli che contano sul Web, visto il numero di utenti) è #tigerblood, una frase coniata da Sheen nella sitcom statunitense Two and a Half Men a marzo. Segno che le commedie americane sono il secondo argomento più popolare su Twitter, dopo l'Egitto!
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Eroi umani esaltati ed eroi animali dimenticati, i cani da salvataggio, per il servizio reso dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre negli Stati Uniti.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. In India il film Aarakshan è stato vietato in tre stati, prima di tutto dal ministro Mayawati Kumari signora degli elefanti, per alcuni dialoghi contro la legge delle quote riservate alle classi svantaggiate (come le nostre famose e mai rispettate “quote rosa”) e i Dalit. E in India si apre il dibattito sul rapporto fra intellettuali e politica. Quello che ha sollevato tante questioni sul ruolo avuto nel fascismo di due giganti della cultura come Giovanni Gentile e Giuseppe Tucci.
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Ieri ho avuto una mezza discussione sull’amore con un conoscente. Persona preparata, ancora con degli ideali nonostante l’età non verde e le molte disillusioni.
Diceva: pensa, con tutti questi immigrati clandestini che vengono da paesi disastrati e mia moglie ha speso 400 Euro per fare le analisi alla micia malata! Ma ci pensi? Quattrocento euro spesi per un gatto e poi magari ci rifiutiamo di aiutare i marocchini disperati (cioè magrebini, ndr).
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In Svezia Richard Handl è stato arrestato perché deteneva materiale nucleare in cucina – radio, uranio ecc. Ha detto che stava cercando di dividere l’atomo in casa. Cosa stupefacente ma non troppo, ha comprato tutto su Internet!
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India, Luknow. Vedete questa sfilza di 60 elefanti giganteschi in arenaria? In mezzo, anche se non si vede, circondata dagli animali, c’è Mayawati Kumari, il primo ministro dello stato più popoloso dell’India, l’Uttar Pradesh. Gli elefanti sono un memoriale che il ministro ha fatto costruire sulle rive del fiume Gomti, un tributario del Gange. La signora Mayawati, che è una Dalit, cioè una fuoricasta o intoccabile – ex intoccabile, diciamo meglio, dato che l’intoccabilità è stata ufficialmente bandita dal paese -, i pariah insomma, quelli che Gandhi chiamò Harijan, l’ha fatto costruire per onorare la memoria dei grandi intoccabili del passato come Ambedkar. Dice lei. Prezzo dell’opera: oltre 225 milioni di sterline.
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