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Sudan, una tragedia umanitaria

donne del SudanSul Sudan ho già scritto diverse volte. A Roma avevo un amico sudanese del sud, unico fra i tanti senegalesi. Ieri sera degli amici comuni mi hanno detto che un mese fa lui e la sua famiglia hanno lasciato la loro terra per problemi di confini e di pozzi d’acqua con i vicini di un’altra tribù, e se la stanno passando molto male.

Stamattina leggo su Al Arabiya che secondo le UN circa

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L'India sulla Libia

indiaL’India “spera che gli attacchi aerei non portino un danno ancora maggiore ai civili innocenti, agli stranieri e alle missioni diplomatiche e il loro personale ancora in Libia” (Headlines India).

Mi pare che l’India sia una dei pochi stati che si è preoccupato della gente, del popolo che sta lì: cioè di quelli che soffriranno di più. Dei civili. Delle donne, dei bambini, dei vecchi, degli impediti e dei minori a vario livello. Degli animali. Perché le casualties sono loro, e ce ne sono sempre tante,

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Guerra in Libia, che deve fare l’Italia?

Il fatto quotidianoEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Perché ormai è ovvio: avremo la guerra in Libia, cioè alla porta di casa. Una guerra che coinvolgerà, a diverso livello di impegno, più nazioni.

L’Italia prima “rispetta” il colonnello, poi si allinea alle posizioni europee. Ora – secondo me – rischia di strafare. Mentre la Francia spara i primi colpi contro quattro veicoli militari, Gasparri dichiara che l’Italia farà la sua parte ma l’Onu si deve accollare il problema dei profughi, che non può essere solo italiano.

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Hitler, Eva Braun e le foto inedite

HitlerHitler e Eva Braun inediti.

Il Daily Mail scova un album di foto private che rivelano una donna allegra, scherzosa, atletica, che amava travestirsi.

E molto affettuosa, come si vede dalla foto a lato che mostra il ritratto dell’amato compagno appeso nel soggiorno della loro residenza di Berghof, nell’Obersalzberg sulle Alpi, una ventina di chilometri da Salisburgo, nel 1937.

Notevole la foto in cui imita Al Jolson, famoso attore e cantante jazz degli anni Trenta e Quaranta, con un vestito maschile e il volto annerito.

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Anche in India scandalo Gandhi: cherchez la femme

Rahul GandhiParlo di Rahul Gandhi, il figlio di Rajiv (primo ministro, assassinato nel 1991), che a sua volta era il figlio di Indira Gandhi (primo ministro, assassinata nel 1984) che a sua volta era la figlia di Jawaharlal Nehru (primo ministro, morto di infarto nel 1964).

Questo pupone, Rahul, anno di nascita 1970, membro del Parlamento indiano nel Lok Sabha – che è la Camera Bassa o la Camera dei Deputati -, bello alto e sempre sorridente, un po’ bubbo grasso e un po’ sogno di tutte le ragazze da marito, deve affrontare le pesanti accuse dell’Alta Corte di Allahabad.

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Suggerimenti per Orientalia: nuovo vestito e nuovo nome

Miei cari, come alcuni di voi hanno già notato ho cambiato il layout di Orientalia4All. E ho accorciato il nome, almeno per adesso. Il nome è un po’ l’identità del blog e dell’autore, quindi ci ho pensato molto.  Era da un paio di anni invece che avrei voluto cambiare il layout ma, ovviamente, mi devo affidare ad altri.

Ci sono ancora molte cose da sistemare, per esempio le categorie,  la barra in alto e così via, ma a me la nuova veste grafica piace davvero molto. La trovo elegante ed essenziale. Tutto merito del mago Fabio Cabula di Liquida, che ringrazio tantissimo e, per la parte di programmazione, di Ludovico.

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India, Africa, Berlusconi e le fanciulle in fiore

L’Hindustan Times, il secondo quotidiano in lingua inglese dell’India, ha pubblicato un lungo articolo sul “settantaquattrenne plurimiliardario e moghul dei media” Silvio Berlusconi dal titolo “Una danzatrice [leggi prostituta] adolescente ha ricattato Berlusconi per tacere“.

Dei miei amici mi hanno scritto tutti allarmati dal Mozambico che ieri sera il

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L'Afghanistan al tempo di Adamo e Eva

bambian afghanaIeri ho incontrato dopo anni una mia amica di Roma. Fa la maestra in una scuola elementare dell’hinterland milanese, è dirigente (una volta si chiamava direttore) e molto impegnata in tutte le attività legate al mondo della scuola: mostre, inviti, gite educative e così via.

Mi ha detto che giorni fa hanno ricevuto una circolare ministeriale in cui si diceva che in questo anno scolastico, a differenza degli altri anni, non avrebbero potuto accantonare i soldi che risparmiavano sulle attività del doposcuola per destinarli alle attività dell’anno prossimo, ma li avrebbero dovuti “restituire al Ministero della Difesa“.

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Leggo per vivere e il 16 ottobre porto un amico in biblioteca

bibliotecaAnche io, grande amante di biblioteche – meno dei bibliotecari, molto meno degli utenti chiassosi – aderisco alla campagna del 16 ottobre “Porta un amico in biblioteca” lanciata dai talentuosi Monica e Gabriele, bibliotecari a Vizzolo Predabissi e San Donato Milanese, con un’idea nata durante un prestito librario telefonico.

Hanno già aderito 140 biblioteche di tutta Italia e lo scopo è quello di far conoscere questo luogo di tesori, come diceva il precettore reale del Nepal Hem Raj Sharma a Giuseppe Tucci e al poeta Motiram Bhatta, a una persona che non è mai andata in biblioteca.

Non ho un amico da portare nel mio luogo rasserenatore per eccellenza perché non conosco nessuno che non sia mai andato in biblioteca, quindi alla campagna aderisco qui, sperando di fare pubblicità e di fare una una cosa gradita agli amici avidi lettori come Federico Migliorati, Diego, Mitì e tanti altri.

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Pakistan, quando i terroristi aiutano

Inondazione in Pakistan

Tutti seguiamo con angoscia le sorti del Pakistan devastato dalle alluvioni. Il paese, grande quasi tre volte l’Italia, con una popolazione di quasi tre volte tanto, è in ginocchio. Questi sono tragedie gravi, cose su cui pensare, non le accuse gratuite di un onorevole italico sensazionalista che spazzerei via volentieri come carta straccia.

Governi e organizzazioni si stanno producendo in una gara di umanità per il Pakistan: la World Bank, per esempio, presterà 900 milioni di dollari, il Giappone 10.

Anche gli appartenenti di Jamaat-ud-Dawa (JuD), Sipah-e-Sahaba, Jaish-e-Muhammad, Lashkar-e-Taiba, Harkatul Jihad al-Islami, Harkatul Mujahideen, Hizbut Tahrir e Lashkar-e-Jhangvi hanno montato diverse decine di campi di aiuti in diverse parti del paese, hanno raccolto milioni di rupie per i sopravvissuti e sono attivamente impegnati nelle operazioni di salvataggio. Sono utilissimi e, grazie alla struttura paramilitare di molti di loro, immagino siano anche molto ben organizzati.

Queste organizzazioni infatti sono tutte dichiarate terroriste e messe fuorilegge. La Lashkar-e-Taiba (LeT) poi, cioè l’Esercito dei Giusti, ha stretti legami con Al Qaeda e cellule sparse in tutto il mondo ed è probabilmente responsabile degli attacchi di Mumbai del novembre 2008.

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