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Il pericolo del jihad in Libia

Come dicevo prima, il pericolo che dietro a questi moti sommosse e mezze rivoluzioni di alcuni paesi arabi si celino i movimenti fondamentalisti islamici è molto reale.

E’ vero, nessuno ha mai visto rivendicazioni, simboli, bandiere o scritte dei vari gruppi, ma è assai probabile che stiano a guardare dietro le quinte per occupare spazi reali, personali, amministrativi e politici al momento della riorganizzazione dei paesi – perché è ovvio che questa riorganizzazione ci sarà, dopo il caos inevitabile e forse, in Libia, la rivoluzione. E’ lì che fanno adepti, nel caos, nell’insicurezza, nel vuoto di potere. Sono gruppi coesi e organizzati e agiscono anche a livello locale, non solo regionale, e personale, fra la gente, non solo in Pakistan e Afghanistan. Offrono lavoro, scuole, fratellanza, aiuti, appoggio sociale.

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Mondiali di calcio 2010: anche in Sudafrica, non solo nella vecchia Europa

bambino neroParlano tutti ma proprio tutti dei mondiali in Sudafrica. Nessuno però dice una cosa: pare che molti posti allo stadio siano vuoti. Ieri parlavo con una persona in Mozambico e mi diceva che lo stadio è mezzo vuoto e pieno di bianchi, ma non di neri.

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India, un panino una birra e poi - Gesù

GesùChe devo dire? A me l’immagine di questo Gesù con la lattina di birra in una mano e la sigaretta nell’altra piace, mi piace pensare a un figlio di dio così umano, così bello con i capelli lunghi e biondi, che sembra un fricchettone buono.

Invece in India l’hanno presa molto male.

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Il talebano modernizzato

giovane talebano Mentre l’Asiatica Association pubblicava un nuovo numero del JSAWS con un’interessante analisi delle elezioni indiane e due articoli — sul movimento femminile nello stato indiano dell’Uttarakhand e sul teatro femminile nepalese — i talebani “pubblicavano” un libretto tascabile, comodissimo per fare trekking sui monti afghani, con le nuove direttive della guerra per Allah.

Non che le due cose abbiano la stesso peso strategico internazionale, per carità, però io personalmente preferisco la relativa pace degli studi alla guerra, anche quella per un dio.

Oggi The Frontier Post, il giornale delle Province del Nord-Ovest (NWFP),

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Come Folgore dal cielo: il PDL N. 1360 e gli eroi della Seconda guerra mondiale

fregio della FolgoreNon mi unisco al coro dello sdegno ma, al contrario, sono davvero contenta della proposta di legge dell’Istituzione dell’Ordine del Tricolore e adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra a coloro che hanno partecipato alla Seconda guerra mondiale. Dovrebbero modificare delle frasi, emendare il testo, ma il succo della cosa, l’onorificenza, mi sembra un atto dovuto.

Il motivo è semplice. Mio padre, uno dei primi paracadutisti della Folgore, VII Battaglione, 21° Compagnia, è stato dal 25 luglio 1941 al 1943 in Africa orientale, ha vissuto per mesi in trincea ed è stato anche fatto prigioniero

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Da Roma al Malabar, incontri di civiltà e le stanze del libro con Andreotti

AndreottiC’è in giro un clima generale fascisteggiante o nazisteggiante che non è la destra conservatrice, è l’atteggiamento intollerante e razzista verso tutti quelli che non la pensano come noi — e che viene anche da gente di sinistra — che non sopporto. Però il clima c’è e mi sembra in tema segnalare un post sull’interesse di Mussolini per l’India — interesse, come immaginate, reale, ma non del tutto disinteressato.

E’ il primo post sull’argomento ed è tratto da un mio libro che include la politica dell’Italia verso l’India e l’Asia meridionale attuata da Mussolini. Un libro alle battute finali, Inshallah!

In effetti il contratto prevedeva la consegna del libro a luglio dell’anno scorso e il lavoro doveva essere lungo circa 250 pagine. La proprietaria, santa donna, quando le ho detto che era di circa 1100 è stata zitta per minuti: ho solo sentito un deglutire strano. Ma ora, fra tagli e editing, condensare eliminare trasformare, è molto più breve, circa 800 più apparati (indici, bibliografia, mappe, regesto, lista delle lettere inedite citate).

Da più parti mi si chiede: e il libro a che punto sta? Sta bene, ma dopo averlo stampato per quello che credevo il controllo finale mi sono resa conto che l’editor non aveva assolutamente fatto quello che aveva detto di aver fatto, cioè armonizzare la struttura, e quindi ci ho messo mano io. La sfortuna è che sono lenta, non è il mio lavoro, e mi ha ritardato la consegna di mesi. La fortuna è che lui abbia lasciato il tutto prima che lo consegnassi e che, a quel punto, io non mi sia fidata più e abbia preso il lavoro fra le mani dall’inizio.

Certo, di voglia nell’editor non avevo vista molta, ma il fatto che abbia lasciato dopo che la mia casa editrice gli aveva offerto più soldi per finire il libro mi ha insospettito. Pochi, specie se non navigano nell’oro, rifiutano dei soldi aggiuntivi per fare il loro lavoro!

Tutte queste pagine, dove si costruiscono pezzi di storia quasi del tutto inedita, fatta su documenti originali del periodo fascista mai visti e spesso mai catalogati, come le lettere che mi ha gentilmente dato il senatore Andreotti, o altri carteggi e documenti sconosciuti, o che nessuno ha avuto la voglia di fotocopiare e studiare negli archivi, sono lunghe, bisogna controllare e confrontare mille volte parti fra loro che, magari, sono al terzo e al nono capitolo, cose così.

Ma tant’è, ora è tutto passato e le cose procedono al ritmo giusto. Cioè lento, è una cosa che non ho mai fatto. Ma sicuro. E sono a buon punto.

Ogni tanto mi dico: certo, se non mi fossi fidata prima… Se avessi controllato… Se, se. Ma almeno l’ho fatto, fino a 4 anni fa avrei dato per scontato quello che l’editor diceva! Ho imparato qualcosa sia nel lavoro, sia nei rapporti. E continuo a imparare…

Quando la settimana comincia un po' così

maialeIn primis, mentre facevo colazione, ho sentito su Radio 2 (come ogni mattina) che Calderoli sarà vice premier. Ovviamente pensavo che fosse uno scherzo di quei magnifici burloni del Ruggito del coniglio, ho guardato il computer di casa e invece no.

E questo è il patto sociale? Mettere come vicepremier uno che provoca ad hoc delle componenti sociali di questo paese e tutte le persone democratiche (tutti quelli che credono nella libertà di culto), mettendo la maglietta con la caricatura di Maometto e poi proponendo di far pascolare un povero maiale su di un luogo destinato alla moschea? Che fa questo genere di dichiarazioni? E’ questo il meglio che la Lega può dare al paese?

Poi, mentre facevo la mia ginnastica quotidiana, pensavo che domattina come al solito verrà la fisioterapista. Mi sentivo tutta girata e infastidita, e sì che mi piaceva. Poi mi sono ricordata che l’altra volta mi ha detto con un largo sorriso:

Perché vede, lei è come i calciatori, fuori tutti belli ma dentro il corpo è fradicio.

E così, ridendo e scherzando, inizio questa settimana.

Donne e Web: come il Girl Geek Dinner?

Sono ancora aperte le iscrizioni alla quinta edizione del concorso Donna é Web 2008, nato per promuovere il lavoro delle donne in rete. L’ultimo giorno utile per l’iscrizione è sabato 8 marzo. La premiazione si terrà il prossimo 29 marzo a Viareggio. L’invito è rivolto alle donne che usano il web come professioniste o per comunicare in rete come titolari di siti e progetti web. Sì, anche voi mie care blogger.

Magari qualcuna di voi si sente bravissima e vuole partecipare, e magari vince pure. In queste cose potrebbe anche essere come per la partecipazione dei maschietti al Girl Geek Dinner di febbraio: le vie del Signore sono imperscrutabili e infinite. Inshallah!

Pioggia fredda

rainE’ stato già detto da più parti ma lo ripeto. Piove tantissimo con una pioggia fredda, c’è sciopero dei mezzi qui a Milano, mi aspetta da fare un editing pesante di quasi 1000 pagine (circa 2 Kg), mi aspetta un articolo storico rimandato da 2 anni, mi aspettano i cambi editoriali e assai bizzarri della bibliografia di un altro articolo di sanscrito rimandato da oltre 3, mi aspetta da mettermi d’accordo per un contratto per un libro che non ho firmato da 1 e mezzo, mi aspetta il famoso video ché devo provare le cose che mi hanno detto, mi aspetta da scrivere agli autori di un altro libro che sto curando e sono tutte primedonne capricciose, devo telefonare ad una donna molto difficile per intervistarla prima che se ne vada per sempre, in sovrappiù non posso andare in biblioteca perché piove troppo per trascinarmi dietro il trolley con carte e computer.

Le cane chiamano, le micie saltano (anche sul tavolo), il merlo fuori chiede di continuo molliche (è un ospite graditissimo ma piove!) e se esco e prendo anche una sola goccia d’acqua mi ammalo. E ogni tanto c’è qualche fulmine sparso che fa paura a tutte noi cinque, cane, micie e la sottoscritta. E infatti loro stanno tutte nascoste in vari punti della casa. Io faccio outing ma disperato. :)

Insomma, è una giornata così così per tutte noi cinque donne. Non so perchè. E penso con una punta di invidia a chi in questo momento se ne sta bello al caldo in un paese caldo…

p.s. Ho scordato che dovrei leggere una 45ina di papers accademici già approvati, fare le prime correzioni e mandarli agli editor e convincerli a lavorare. Che è la cosa più difficile.

(foto)