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La brillante idea di Google per sapere i prezzi degli hotel

Solo per pochi (via Tiziano Fogliata):

Google sta sperimentando una nuova funzionalità sul proprio servizio mappe che sarà particolarmente apprezzata da tutto i viaggiatori che consultano Google Maps prima di pianificare i propri itinerari.

L’esperimento consente di visualizzare il prezzo degli hotel nell’area interessata, dopo che l’utente ha inserito la data del check-in ed il numero di notti di permanenza in albergo. Al momento tale servizio non è accessibile a tutti gli utenti di Google Maps, ma solo ad un ristretto numero.

Ma chi è questo Mastella?

Clemente MastellaDicono che Mastella protesti per la diaria data dall’Europarlamento. Ma forse non sa, o non vuole sapere, che 295 euro al giorno come rimborso spese, più un extra legato alla durata del viaggio e alla distanza fra casa e aeroporto, non sono molti, senza dubbio, ma ci rientra benissimo in albergo 4* convenzionato con l’Europarlamento più il cibo. Anzi, ci avanza qualcosa.

Certo, dovrà prendere l’aereo in classe economica ma, considerando che c’è un’agenda precisa, comprandolo, come tutti, in anticipo, ci rientra benissimo anche con quello. Anche perché per due o tre giorni di permanenza e presenza in Parlamento il biglietto è comunque uno, mentre la diaria è doppia o tripla. Certo, dovrà essere lì e partecipare alle sedute. Lavorare, insomma.

E poi forse non sa che per un consulente dell’ONU o un dipendente di agenzia che non sia arrivato ai gradi superiori la diaria è 156 euro al giorno (viaggio a parte, in economica eccetto per che voli superiori alle 6 ore effettive). E anche per un rappresentante legale della Comunità Europea, lo posso dire a ragion veduta, anche per andare all’estero.

Voglio dire, Mastella si considera migliore dei suoi colleghi europei o di un dipendente di un’agenzia ONU? E’ probabile che abbia accumulato dei soldi prima: se ha delle esigenze particolari, che li spenda! Oppure attinga ai 5.700 euro al mese che prende come europarlamentare, visto che pare che gli il 50% ciurca degli italiani dichiari al fisco meno di 15.000 euro complessivi di reddito (il 25% dei lavoratori autonomi), mentre l’80% dei contribuenti dichiara meno di 26.000 euro.

Certamente, molti mentono al fisco: ma proprio stamattina ho sentito un tecnico di laboratorio universitario amico mio, lavora da 15 anni sia lui sia la moglie, hanno due figli e percepiscono in toto 2100 euro netti al mese (incluso gli straordinari e la tredicesima). Sono entrambi statali e non rubano al fisco. Stavano uscendo per andare ai saldi dell’IKEA per finire di arredare l’appartamento, dopo 12 anni che ci vivono.
Come la mettiamo, signor Mastella?

Noi siamo abruzzesi e non piangiamo

Mia nonna Enrica era abruzzese e oggi per me è una giornata di lutto. Insegnavo a Perugia quando c’è stato il terremoto che ha sconvolto Colfiorito e ricordo benissimo l’ululato terribile e sordo che veniva dalle viscere della terra e la mia casa che tremava, i lampadari che dondolavano, gli oggetti che cadevano, il letto che ondeggiava. Eppure la mia casa ha avuto solo qualche crepa.

Mi sento molto vicina a chi abita a L’Aquila e in tutte le altre zone colpite dal terremoto e a chi dice che si poteva evitare la tragedia, almeno in parte, a chi dice che sapeva e non ha fatto niente, che gli abruzzesi sono stati mandati a morire scientemente. Che l’Abruzzo è zona sismica ma se lo ricordano solo quando ci sono i morti.

Oggi è una giornata di dolore, quel dolore composto e terribile che ho visto poco fa in televisione, quello di un uomo che ha detto:

Mi è morta la mamma, la sua casa è stata distrutta, il mio laboratorio è stato distrutto. Ma noi siamo abruzzesi e non piangiamo.

Qualche volta tacere è l’unica cosa. Tacere e sperare che da questa tragedia immensa ed evitabile nasca una nuova consapevolezza civica, che vengano fatte delle leggi serie per costruire nuove abitazioni a prova di terremoto e che queste leggi, finalmente, vengano fatte rispettare. Senza se, se ma e, soprattutto, senza inciuci.

Intanto continuiamo a inviare un 2 Eu con il telefono o 1 il cellulare al n. 48580. E’ niente, è una goccia nell’oceano, ma senza questa l’oceano avrebbe una goccia in meno. E tante gocce fanno un oceano.

Abruzzo, la solidarietà corre sulla Rete

Mi sono svegliata con la bella notizia che questa notte è stata tirata fuori viva dalle macerie Marta, una studentessa di 24 anni della provincia di Teramo. Anche Paolo e signora, oltre a Hermans, sono sani e salvi.

Intanto la Rete non sta ferma, ma ci sono diversi altri modi tradizionali per aiutare la popolazione abruzzese senza essere d’intralcio.

  • Per i privati, il più semplice è inviare 1 Eu con il telefono o il cellulare al n. 48580;
  • o possono inviare un fax al Servizio civile nazionale al n 06 68202296 specificando la propria disponibilità a mettere al servizio posti d’albergo, sangue, coperte.
  • Il Dipartimento della Protezione civile ha chiesto la sola collaborazione dei volontari in servizio civile presso queste organizzazioni di volontariato:

  • Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS);
  • Confederazione Nazionale delle Misericordie, che raccoglie anche fondi per le popolazioni d’Abruzzo (Monte dei Paschi di Siena Ag. 6
    Codice IBAN: IT 03 Y 0103002806000005000036)
  • ARCI Servizio Civile, nelle sue componenti PROCIV ARCI e Legambiente;
  • Croce Rossa Italiana (questa la pagina della CRI di Pescara);
  • L’Unione Nazionale per il Servizio Civile scrive che Enti e i privati interessati dovranno far pervenire al UNSC via email (ammissioneimpiego_at_serviziocivile.it ) o via fax al n 06 49224210 un’apposita richiesta concernente l’invio dei volontari nell’area del disastro, specificandone le generalità e il progetto nel quale sono impegnati, nonché acquisendo il loro consenso per iscritto.

    Ci ricordiamo benissimo dell'America

    American flagNon mi piace la demagogia e non mi piacciono le prese di posizione puramente ideologiche. Non mi piace la tassa sugli immigrati ma ricordo benissimo che se volevi risiedere in USA, ma senza avere un lavoro regolare (contratto e tutto), oltre undici anni fa, dovevi dimostrare di possedere, depositata in una banca americana, una somma consistente (mi pare fosse 250.000 USD, ma potrei sbagliarmi) che ti garantisse da vivere, e una fissa dimora (che poteva anche essere un albergo, se potevi permettertelo, ma dove realmente ti potessero trovare) o un’appartamento di tua proprietà. Che in USA paga tasse salate.

    Oppure dovevi studiare, sempre dimostrando di essere iscritto (pagando le tasse quindi) e di avere soldi sufficienti per l’anno di studi, con una somma consistente depositata in anticipo. L’idea è che devi non solo avere soldi, ma pagare le tasse per usufruire dei benefit sociali degli americani.

    continua


    La mia BlogFest

    Selvaggia Lucarelli e fidanzatoTre giorni di perfetta organizzazione, peccato la tromba d’aria. Magico il tocco di Neri, è riuscito a fare tutto nonostante la pioggia.

    Bello l’incontro con Bernabè. I blogger, che sono così informali, sono andati a mettersi il vestito buono e il gel in testa per fare la domanda davanti alle telecamere. Però ci mancava il ciao ciao con la manina.

    Bellissima Selvaggia Lucarelli (in foto), perfetta e immobile come una bambola, che presentava impappinandosi un po’. Il suo post sulla BlogFest è uno dei più gustosi che ho letto. Mitica Selvaggia!

    Grandi manate sulle spalle e sorrisi ma pettegolezzi a gogò, la notte, quando è calato il sipario ed eravamo in pochi al Tiffany, perché un omuncolo camiciaio si è inventato una festa sulla festa di qualcun altro.

    Utilissimo Marco Massarotto, mi ha svelato qualche segreto della pubblicità. Con lui ho capito che è il contrario dell’università: se sei bravo si fanno i soldi.

    continua


    Osanna ai glutei di Obama!

    ObamaDi Obama c’è anche chi ama le braccia robuste e, soprattutto, i suoi glutei.
    Lo dice una giornalista del quotidiano tedesco Bild che è andata in palestra con lui nel suo stesso albergo, a Berlino, e che così si è guadagnata il posto fisso.

    Ecco come risolvere il problema del precariato. Forse potremmo allenarci fra i vialetti della villa in Sardegna insieme al Cavaliere… (lasciatemi pensare un attimo a che sport).

    A Roma fra stanze di lusso, ristoranti gourmet e vacanze

    ShoppingHo già detto che questo vertice FAO sull’impoverimento delle scorte alimentari e il loro aumento di prezzo vede riuniti alcuni dei più grandi razzisti e poco di buono della storia come Mugabe, il dittatore, cioè scusate il presidente, dello Zimbabwe.

    Ma la cosa grave è che ieri sera, parlando con il responsabile stampa di un’agenzia ONU, ci siamo resi conto di una vera assurdità.

    Si sono riuniti 5000 delegati per 183 paesi. Molti giornali hanno scritto scandalizzati su quello che mangiano o dove dormono: troppo lusso per un vertice sulla fame.

    Io la penso diversamente. Non mi turba quanto mangiano o le camere d’albergo o le suite, perché con le convenzioni FAO costano meno della metà — e oltre tutto penso che uno come Sarkozy non possa dormire nell’alberghetto due stelle vicino alla stazione.

    Non mi sembra un assurdo che cenino con “rombo con zucchine e patate, filetto al pepe verde, per finire con bagnolina al cioccolato e un trionfo di frutta esotica, il tutto accompagnato da ottimi vini“, come scrive Dagospia, perché anche un agente di commercio o un professore universitario mangia così quando gira, tanto viene rimborsato, e non vedo perché un capo di stato o un addetto agli Esteri, che vive fra aerei e alberghi, debba mangiare alla trattoria Da Tina 20 Eu tutto compreso.

    La cosa che dà fastidio è che ogni paese ha portato una media di oltre 27 delegati. Ora, facendo due calcoli io e il responsabile abbiamo concordato che quelli necessari, fra il capo gli assistenti i segretari gli addetti e le guardie personali, mettiamoci anche 1-2 non meglio specificati con funzioni di intelligence, saranno 10. E fanno 1830. Aggiungiamo qualche moglie, diciamo 100, e fanno 1930.

    E gli altri 3070 delegati che avanzano che sono venuti a fare a Roma? Abbiamo dato una risposta all’unisono: a fare vacanza e shopping!