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Lawrence Lessig a Milano, much ado about nothing

Lawrence LessigIeri sono arrivata tardino, giusto un 15 minuti prima dell’evento, dovevo preparare un editoriale un po’ complesso di geopolitica in inglese e non mi andava di scrivere castronerie (anche se vanno molto di moda, bisogna averne il coraggio).

Ho incontrato un amico, un genietto del MIT un po’ strano ma davvero in gamba (troppo cervello), che mi ha detto che era tutto pieno dalle 5:45. Due amici giornalisti, uno con l’aureola e una senza (anche se è stata assunta al giornale con tutto il corpo e per lei la regola del 25% in meno a contributo non si applica), mi hanno portato al banchetto stampa, dove mi hanno dato una cartellina miserella con le maggiori informazioni. Ho fatto capolino dentro la sala ma tutta quella gente accalcata per me era troppa, anche se lo spazio per giornalisti era diverso. Non ho avuto pazienza e ho fatto marcia indietro.

Avrete capito che l’iscrizione online era farlocca. Non contava assolutamente niente. E avrete intuito che si spacciavano giornalisti, per avere il posto privilegiato, persone che giornalisti non erano. C’era un maxischermo all’aperto, ma con quel frescolino più invernale che primaverile non era il caso di sedersi.

Ma la cosa che più mi ha deluso è stata la presentazione. Infatti, con un po’ di amici siamo andati all”ufficio del genietto del MIT, che era vicinissimo, e abbiamo ascoltato la traduzione in streaming. Purtroppo. Le pause erano strane e il traduttore parlava alla velocità della luce. Non sarebbe stato meglio lasciare la voce originale in inglese?

Soprattutto, la presentazione in sé non diceva assolutamente niente di innovativo, di creativo, o semplicemente di informativo. Era solo una tirata retorica sulla corruzione e sul perché certe leggi passano al Congresso americano: per gli interessi delle lobby e non per il reale benessere di tutti. Bella scoperta.

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Al Gore e Current vanno a caccia di blogger e di reporter

Al GoreCome sospettavo per il mio invito personale ma un po’ tardivo, anche Panorama ha scoperto che Al Gore è a caccia di giornalisti per il lancio di Current TV.

L’Ambra Jovinelli, ex teatro piccante (e anche porno) che neanche Pasolini disdegnava (anche se su Wikipedia lo hanno assai nobilitato), è grandino…

Ancora la pubblicità di Sky

EnricaNon solo ogni giorno e più volte al giorno, in un orario che preferibilmente va dalle 7 alle 7:45 di sera, quando di solito la gente torna a casa e ha le difese più allentate perché è stanca e stufa, ricevo delle telefonate che pubblicizzano questo o quel servizio di Sky, ma ieri pomeriggio ho ricevuto un invito dal “team di Sky” che mi annuncia che in occasione del lancio ecc.

Al Gore incontrerà a Roma blogger e internauti.
Il tema dell’incontro, organizzato da Sky, sarà l’esempio di Current e “La nuova comunicazione ha bisogno di te!”.

Io ne deduco che cercano di catturarmi perché ancora il teatro non è pieno, voi che pensate?

Al Gore superstar, blogstar e blogosfera

Enrica GarzilliMi ha abbastanza stupito tutta la polemica sugli inviti (che in realtà non lo sono, a meno che non mi sfugga qualcosa) di Marco Montemagno per l’evento che si terrà a Roma per lanciare CurrentItalia. Ma che cos’è? Trascrivo dal sito:

Siamo un canale satellitare e via cavo internazionale studiato per dare a Voi, il pubblico, la possibilità di creare e controllare i programmi mandati in onda in televisione. Siamo partiti nel 2005 negli Stati Uniti… e approderemo in Italia ad aprile su SKY.

Ovvio quindi che Marco faccia pubblicità all’evento, visto che è un giornalista di Sky. Come ospite d’onore Al Gore, premio Nobel per la pace 2007 per il suo impegno in difesa dell’ambiente. Ma attenzione: non si può chiedergli di questo o dei problemi legati, per esempio, allo sviluppo (in)sostenibile delle telecomunicazioni, ma le domande verteranno solo su Current:

L’argomento è il lancio di Current e tutti i temi che Current si porta dietro (nuova tv, produzione dal basso, videomaking, nuove frontiere della comunicazione…).

Il clamore in realtà è venuto, secondo il mio parere, perché delle persone si sentono ingiustamente escluse dai famosi 30 blogger che Marco ha invitato, incaricandoli di invitare altri blogger (“ognuno dei prescelti ha 20 codici invito a testa per i propri lettori”) e di dare visibilità all’evento. E i famosi 30 sono stati qualificati nel blog di Marco come VIP: quindi, tutti gli altri sono plebaglia.

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Gli USA da soli sul clima: e l'Italia da che parte sta?

greenIn Kenya, nel 24-27 gennaio 2008, si terrà la Global Greens Conference, preceduta, sempre in gennaio, dagli incontri di Global Young Greens, giovani attivisti che lottano per lo sviluppo sostenibile, ecologia, giustizia sociale, democrazia di base e pace, e African Greens, il partito dei verdi in Sudafrica. Questi sono i partiti verdi in tutta l’Africa.

La conferenza di Nairobi sul clima conclusa circa un mese fa ha seguito l’accordo di massima della convenzione ONU del 3-4 dicembre 2007 tenutasi a Bali. Anche in Australia la nuova guida laburista del paese ha appena detto sì alla ratifica del Protocollo di Kyoto, unico accordo salva-clima al mondo che fissa target di riduzione di emissioni di Co2 per i paesi industrializzati. Una scelta storica che lascia gli Usa senza alleati nella battaglia contro il trattato del ’97 anche se hanno espresso la volonta’ di cercare di raggiungere un nuovo accordo.
Ma le campagne del Nobel per la Pace 2007 Al Gore non contano niente? Intanto, il sito con il suo video sul clima “An inconvenient Truthè stato crackato da spammer.

Qui leggete sull’Italia (tutto l’articolo da www.lavoce.info):

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Ecologia, felicità e blog sul futuro

<img src="Parco Lambro a Milano in novembreAlla festa di giovedì scorso il giornalista Giuseppe Caravita (questo è il suo blog personale), alla fine dell’intervento di Sterling, ha detto che non ha voluto aprire un blog su Nòva perché il futuro del pianeta non è così roseo, anzi, è catastrofico: come si può vedere dal buco dell’ozono, dai ghiacci artici che si stanno sciogliendo, dai tifoni sempre più frequenti, solo per dirne qualcuna, si va rapidamente verso l’autodistruzione dell’ecosistema. Se ho capito bene il suo punto, parlare di futuro in modo positivo, quindi, non gli sembrava etico.

Ha citato Al Gore, che nel 2007 ha vinto il Premio Nobel per la Pace per la sua incessante campagna di sensibilizzazione ecologista e di sviluppo sostenibile. Questo è il video del discorso di accettazione del Nobel di Al Gore sui disastri climatici e la conseguente emergenza planetaria; e qui potete leggere la risposta di Sterling a Caravita.

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