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L'Indice di percezione della corruzione: nel 2009 l'Italia peggio della Turchia

mappa percezione indice di corruzioneQualche dato sull’Italia che mi preoccupa un tantinello, ma solo poco così. Pannella ha detto stamattina in TV che in Italia ci sono 11 milioni di processi pendenti e carceri che scoppiano. Ovviamente lui propone che a tutti i criminali per reati minori venga condonata la pena, alé alé. E, ovviamente, bisogna vedere quali sono i reati che lui considera minori. Pannella ha detto anche che al Consiglio d’Europa fra 41 paesi membri (che in realtà sono 47) siamo in cima come inefficienza della giustizia. Questa già mi sembra difficile, visti i paesi che ne fanno parte.

Il posto dell’Italia nell’Indice della percezione della corruzione, che si calcola sulla base di quanto vengono percepiti corrotti i politici e quelli che si occupano di Pubblica amministrazione, sono però decisamente allarmanti. Già dalla mappa sopra si nota che l’Italia è di un bel colore rosa intenso. Ma vediamo come è cambiata l’Italia negli ultimi due anni secondo gli ultimi dati.

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Parla dell'India con Rampini

Federico RampiniIeri notte, come spesso faccio, ho visto la trasmissione Parla con me, condotta da Serena Dandini. Una trasmissione piacevole e divertente, intelligente ma leggera, colorata – non mi piacciono gli studi televisivi da designer miminalista, tutti freddi e spogli, anche se fanno tanto “intellettuale” – e, soprattutto, abbastanza breve: un’intervista a un personaggio e via.

Per questo non ho né condiviso né capito l’attacco alla Dandini di Aldo Grasso sul Corriere della Sera. Oltre tutto, penso che una recensione anche negativa fatta con questi toni si possa tranquillamente evitare, sia per i libri sia per le trasmissioni. E l’accenno alla sua età mi è sembrato un po’ di basso livello, lo devo dire.

Ieri era la volta dell’intervista a Federico Rampini, che stimo e leggo con piacere. Asciutto come sempre, parlava del suo ultimo libro Slow Economy. Rinascere con saggezza. Tutto quello che noi occidentali possiamo imparare dall’Oriente. Si è presentato asceticamente vestito con una camicia blu di Cina allacciata con alamari, ovviamente cinese. Molto in tema, molto appropriato devo dire.

Rampini ci ha dato una bella lezione sulla frugalità quotidiana della gente in Cina, ha raccontato della sua assistente cinese che non buttava via neanche l’acqua del riso (ma non lo cuociono in pochissima acqua, coperto, ché poi s’asciuga come in India?).

Ma ho fatto un salto sul sofà quando, se non sbaglio (era tardi), ha detto che in Cina, come in India, il divario fra i tanto ricchi e i poveri è minore che in Occidente.

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Quando il mondo ha l'influenza, Google Flu Trends starnutisce

starnutoHo appena scoperto Google Flu Trends, le stime settimanali di Google sull’influenza in tutto il mondo. Il sistema è semplice: i geni di Google pensano che se hai l’influenza prima di tutto accendi un computer per vedere sintomi e rimedi.

Ho notato che sono stati monitorati gli Stati Uniti, la Russia, la Polonia, la Spagna, la Francia, l’Ukraina, il Belgio, l’Ungheria, per esempio, ma non l’Italia. Mi consolo però perché non ci sono neanche il Sudamerica, l’Asia meridionale e sudorientale, l’Africa, la Penisola arabica, la Turchia, la Cina. Se non fosse che non c’è neanche la Gran Bretagna mi verrebbe da pensare che in Italia i dati siano irrelevanti, come nei paesi del digital divide.

Sulla guerra e sulla morte dei soldati della Folgore caduti in Afghanistan

paracadutisti uccisi a KabulSe potessi listerei questo blog a lutto. Mi associo al cordoglio di tutta la nazione, anzi, di tutto il mondo per i nostri uomini caduti in Afghanistan.

E, come ogni giorno, penso a qualcuno che, sebbene se ne sia andato tantissimi anni fa, è sempre vicino a me: mio padre Elpidio, paracadutista della Folgore, morto anche lui anzitempo per una guerra inutile.

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L'odissea del treno Milano-Bergamo: che schifo!

trenoFinalmente è finita la mia kermesse bergamasca, con alzataccia alle 5:30 , due ore e mezzo di treno al giorno, stress a fiumi e parole parole parole (ma senza promesse, almeno a me).

I punti veramente dolenti sono stati gli spostamenti, i viaggi sul treno dei pendolari Milano-Bergamo e l’autobus per l’università.

Mi sono lamentata che sul treno della tratta Milano-Bergamo ho trovato sempre i bagni rotti, chiusi o intasati, i vagoni molto sporchi, l’aria condizionata è rotta e i finestrini sigillati (per un’aria condizionata presunta). Due volte su otto hanno fatto ritardo. Ieri c’era un enorme scarrafone che passeggiava tranquillo vicino ai miei piedi (in sandali), mi sono abbassata e sotto al sedile c’era un covo di guerriglieri scarrafoni in pieno assetto! Sono scappata a gambe levate.

Una signora africana incinta è svenuta dall’afa umida (e sì che in Africa dovrebbe fare caldino), al che un gentile signore le ha detto: “perché non va nella carrozza con l’aria condizionata?” Io ero vicina per darle il mio thè e ho detto “ma allora andiamoci tutti!“, pensando però, ma perché lui non ci va? Mi sono incamminata con la signora nella direzione della carrozza condizionata ma il passaggio fra le carrozze era bloccato! Abbiamo aspettato e alla prima fermata volevamo scendere: le porte erano entrambe bloccate (da entrambi i lati)! Siamo andate dall’altro capo di corsa. Ma se scoppiasse un incendio, con porte di intercomunicazione, uscite e finestrini bloccati, che facciamo, moriamo tutti arrostiti?

E’ uno schifo, protesto pubblicamente con le Ferrovie. Visto che nessun impiegato è passato e non ho potuto parlare a viva voce con un bigliettaio, un capotreno o chi sia. Solo l’Alta velocità e gli Eurostar sono decentemente efficienti e puliti, questi sono treni degni dei musulmani del Moplah, ammassati nelle carrozze e mandati alla morte dall’Impero Britannico nel 1921. Noi, cittadini di questo paese, siamo sotto una potenza imperiale o in democrazia?

E’ uno schifo, in otto viaggi ho trovato sempre e solo questa situazione sulla Milano Bergamo (per qualsiasi tragitto) e ieri ero davvero furiosa: se fosse successo qualcosa nella carrozza io la signora, e il suo bambino, saremmo rimaste intrappolate come topi mandati a morte.
E’ uno schifo, davvero! Ferrovie, che diamine fate lì? Perché vi ho dato 4.20 eu a viaggio, per arrivare tardi a condizioni di schifo e pericolo?

E finisco con gli autobus a Bergamo: quelli per l’università, il fantomatico 5B, passa ogni 45 minuti, quindi se non puoi aspettare o vai a piedi o paghi il taxi. Alla biglietteria ufficiale una ragazza scocciatissima dà indicazioni sbagliate (dalla pensilina 0 non parte il 5 e il tabellone con l’orario è staccato, visto che le faceva fatica dirmi lei l’orario di partenza)! Bergamo, che fai anche tu? Servizi zero, eh! Oltre tutto, dato che sei tanto leghista, l’efficienza dove sta? Metti una ragazza bergamasca alla biglietteria solo per staccare il biglietto e dartelo come se le facesse schifo, e ti dà a mezza bocca indicazioni sbagliate sui bus?

Politicamente scorretta

donna chadorIeri all’ora di pranzo passavo per Corso Vittorio Emanuele, qui a Milano. Benché questi giorni non faccia particolarmente caldo, verso le 14 è meglio stare all’ombra.

Mi beavo della notizia che lo stupratore seriale di Roma forse ha un volto e un nome, un uomo che Il Giornale enfaticamente descrive nel titolo: “è un ragioniere militante del PD“: come se facesse differenza!

E mentre pensavo a Federico Rampini che parla dell’impegno concreto della Cina, senza spiegare perché il paese investe in Africa — che non è per spirito umanitario ma per il neo imperialismo cinese e la nuova frontiera della globalizzazione e neo-colonizzazione: in pratica, i cinesi hanno bisogno di esportare beni, manodopera, persone e know how e per avere una maggiore capacità di consumo dei loro stessi beni e permettere le migrazioni di comunità cinesi: e soprattutto, saranno ancora più presenti in Africa — dicevo che mentre pensavo al pur bravissimo Rampini, camminando ho incrociato una famigliola islamica.

Lui, lei, bimba in carrozzina. Lui vestito in jeans, maglietta attillata Ralph Lauren e infradito di pelle, ciondolo d’oro al petto; lei con camicione nero lungo, pantaloni lunghi sotto, scarpe basse e chiuse (assai monacali), guanti neri e chador molto coperto, fino alle sopracciglia.

Gocciolone di sudore scendevano sul naso e sulle guance della donna, sarà per il caldo o sarà che spingeva la pupa, mentre lui si guardava intorno, camminandole leggermente avanti, fiero, impettito ed evidentemente curioso, lieve come un uccello. Lei guardava per terra, come un asinello con i paraocchi che spinge e spinge, affannata.

Ma perché ho avuto tanta, tanta voglia di prendere il marito a ceffoni da qui fino a Roma?

La Torta coloniale del 1936

dolce di bananeGiorni fa è venuto a cena un amico del Mozambico. Niente commistioni con i portoghesi, che per secoli hanno usato Maputo come base per la rotta verso le Indie Orientali. Lui è nero come la pece, atletico come una statua greca, sorridente come solo i neri e gli asiatici sanno esserlo e felice di mangiare sul terrazzo pieno di zanzare e di piante, perché si sentiva a casa!

Ovviamente anche lui, come quasi tutti i neri (e anche i nepalesi, che mangiano dolci tradizionali indiani, gli indiani tradizionalisti, che non mangiano i dolci importati dagli inglesi e gli abitanti di molti altri paesi in via di sviluppo o ex colonie), non mangia dolci. La cucina tradizionale del Mozambico non li comprende.

Questo dolce del 1936 si chiama “Torta coloniale” ed è ovviamente pensato per i gruppi di coloni fascisti che andavano in Etiopia. E’ semplicissimo e ottimo (non si possono perdere ore ai fornelli, con la schiena che duole e le caviglie che scalpitano):

pan di Spagna (confezionato)
panna montata
banane
alchermes (c’è anche senza coloranti)

Bagnare il Pan di Spagna tagliato con l’alchermes, sopra ogni strato mettere la panna (che a me piace acida ma, se non c’è, quella da cucina con pochissimo zucchero va bene uguale) e le banane tagliate fino alla copertura.

Perle di saggezza di Gheddafi

Gheddafi ha ammonito che le aziende italiane che lavoreranno in Libia accusate di corruzione saranno cacciate. Immagino che loro siano integerrimi.

A proposito delle donne, rivolto al ministro Mara Carfagna, nota femminista e donna di cultura, ha affermato che ”C’e’ bisogno di una rivoluzione femminile mondiale costruita su una rivoluzione culturale”.

Non ci sono violazioni dei diritti umani in Africa perché gli africani “vivono nella foresta e nel deserto”. Che fa pariglia con quello che ha detto un paio di anni fa: è meglio non interessarsi troppo del Darfur per non peggiorare la situazione.

Dulcis in fundo, una chicca. “Berlusconi potrebbe diventare leader in Libia“. Sta a vedere che Gheddafi ha trovato il modo.

Carfagna e Gheddafi

Gratitudini

Gali Janardhan Reddy, il ricco ministro del turismo del Karnataka, uno stato dell’India del sud-ovest che ospita fra i più bei parchi naturali del mondo, ha offerto al dio del tempio di Tirupati Venkateswara (una forma del dio Vishnu) una corona del valore di 420.000.000 rupie, equivalenti a circa 6.305.433 euro.

La corona è stata realizzata in nove mesi ed è fatta di 32 Kg di oro puro, 70.000 diamanti e uno semraldo di 890 carati proveniente dall’Africa e andrà a far parte del tesoro del dio, che già possiede 11 tonnellate di ornamenti e utensili d’oro.

La ragione? Il ministro ha detto che deve la sua posizione sociale solo alle benedizioni del dio Venkateswara. Questa sarebbe solo una piccola offerta al dio, per essere al suo servizio.

Ho pensato all’enorme fortuna di qualche nostro ricchissimo ministro e alla sua forma molto carnale e concreta di gratitudine verso le potenze celesti. Alla sua forma di servizio. Ricevuto, però.

Razzismo? No grazie, siamo a Milano

baklavaUn giocatore di un club di dilettanti del nord della Francia e’ stato condannato a 4 quattro mesi per insulti di stampo razzista. [ANSA]

Finalmente una bella notizia! In Francia un giocatore è stato sospeso per 4 mesi per comportamento razzista verso un altro giocatore del Senegal.

La bella notizia è che da noi non succede, perché in Italia non siamo assolutamente razzisti. Specie a Milano, con l’ordinanza che obbliga a tutti i proprietari di kebap a chiudere all’una di notte. Infatti, per par condicio, ora sono nel mirino anche le pizzerie d’asporto. Forse qui temono che dopo l’una il kebap si ricomponga, spiedo e tutto, e diventi una pericolosa arma per infilzare, e che la pizza possa venire spiaccicata sul viso da cittadini in vena di attacchi proditori.

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