Tag Archives: Afghanistan

L’Afghanistan delle bombe e quello della ricostruzione

Il Fatto QuotidianoEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano:

A dieci anni dalla distruzione dei Buddha di Bamiyan, uno dei principali simboli del paese, non si placa il conflitto tra le forze Isaf e i Talebani. Sono sessantotto le vittime della coalizione dall’inizio del 2011.

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Il pericolo del jihad in Libia

Come dicevo prima, il pericolo che dietro a questi moti sommosse e mezze rivoluzioni di alcuni paesi arabi si celino i movimenti fondamentalisti islamici è molto reale.

E’ vero, nessuno ha mai visto rivendicazioni, simboli, bandiere o scritte dei vari gruppi, ma è assai probabile che stiano a guardare dietro le quinte per occupare spazi reali, personali, amministrativi e politici al momento della riorganizzazione dei paesi – perché è ovvio che questa riorganizzazione ci sarà, dopo il caos inevitabile e forse, in Libia, la rivoluzione. E’ lì che fanno adepti, nel caos, nell’insicurezza, nel vuoto di potere. Sono gruppi coesi e organizzati e agiscono anche a livello locale, non solo regionale, e personale, fra la gente, non solo in Pakistan e Afghanistan. Offrono lavoro, scuole, fratellanza, aiuti, appoggio sociale.

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Bubù sette! Gli USA giocano a nascondino e GetUp fa una petizione per Assange

Julian AssangeIn USA stanno impazzendo. Il tenente colonnello in pensione Ralph Peters, nel video sotto, dice che Wikileaks per gli Stati Uniti è la più grande catastrofe dagli anni 40, un vero e proprio danno per la sicurezza nazionale perché, rivelando dove sono situati membri del governo, soldati e giornalisti, è responsabile della loro uccisione, tortura e violenza carnale. Assange sarebbe quindi un cyberterrosita colpevole di sabotaggio, spionaggio e svelamento di segreti militari. E deve essere ucciso.

Ma gli USA credono davvero che “gli altri”, i nemici, chiunque essi siano, non sappiano dove sono membri del governo, soldati o giornalisti americani nel loro stesso paese? In che zona dell’Afghanistan, per esempio, in che base

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Nasce in Asia il nuovo stato dello Skateistan libero, pacifico e allegro

skateistanUn’idea fantastica e concreta per i bambini e le bambine afghani. Skateistan, la nota NGO per l’educazione dei ragazzi attraverso lo skateboard (e non solo), di sede a Kabul, presto lancerà in 70 paesi del mondo la sua linea di prodotti, così da rendersi indipendente dagli aiuti delle fondazioni straniere e delle altre NGO internazionali.

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Obama Sahib rimprovera la Cina: che dici di Apple e Nike, Mr President?

Barack ObamaGrande risalto sui quotidiani dell’India sul fatto che al summit del G20 Barack Obama ha rimproverato Hu Jintao, il presidente della Cina, di spendere “un’ermome montagna di soldi” per svalutare la moneta cinese.

Significa che le merci importate in Cina dagli USA diventano più costose, mentre i prodotti cinesi sui mercati esteri sono più convenienti. E questo a Obama non piace neanche un po’, e ha aggiunto che “è ingiusto, e i paesi con grandi surplus di produzione dovrebbero abbandonare la dipendenza insana dalle esportazioni“.

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Una disperazione bruciante: l'autoimmolazione delle donne in Afghanistan

donna afghanaSpecie le donne più giovani si danno fuoco pensando che dopo tutti saranno gentili con loro. Non si rendono conto che se diventano disabili o deformi il marito la riterrà inutili e prenderà un’altra moglie. Dopo di che lei sarà niente. (Shafiqa Eanin, una delle donne medico del centro per le ustioni di Herat, l’unico del paese).

Bell’articolo di Alissa J. Rubin su The New York Times e relativo, e scioccante, video. Da vedersi con molta cautela (io sono riuscita a reggere solo l’inizio). Perché in Afghanistan la situazione delle donne è generalmente disperata e i diritti umani un’utopia.

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Felici e vestiti col fashion di Kabul

sfilata di moda a KabulAltro che guerra in corso, Coalizione, talebani e compagnia bella. Una notizia carina dall’Afghanistan: è arrivata la moda a Kabul.

Nella foto ne vedete un assaggio da una sfilata dell’anno scorso, ma ora è arrivata la moda come la intendiamo noi, che è lievemente più svestita.

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Afghanistan: buone notizie da Kandahar, ma la vittoria ha le ali tarpate

AfghanistanQuesti giorni leggo poco i quotidiani, lavoro molto e la sera sono stanca morta, anche perché la sorellina grande mi dà molto da fare. La notte, lupa com’è, sta sveglia e va su e giù per casa. Ogni tanto però scivola e, dopo vari tentativi di rialzarsi, si arrabbia e mi reclama a gran voce.

Seguo sempre, però, la situazione sul Pakistan e l’Afghanistan. Ho appena letto sullo Washington Post che nell’area di Kandahar, in Afghanistan, 12.000 soldati americani hanno conquistato importanti posizioni tenute dai talebani (non certo con serene discussioni).

Gli obbiettivi della Coalizione sono alti: tenere le posizioni in città e nella provincia di Helmand e rendere sicura l’autostrada che collega le due aree. L’ultimo obbiettivo è forse il più importante, senza il quale neanche tutti gli eserciti del mondo non possono avere una vittoria duratura: dare finalmente inizio ai progetti contro la corruzione e per lo sviluppo, per tirare dalla propria parte una popolazione diffidente e stremata da quelli che, di fatto, sono 9 anni di guerra, affrontata quando erano ancora aperte le ferite della guerra civile contro i sovietici.

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L'Afghanistan al tempo di Adamo e Eva

bambian afghanaIeri ho incontrato dopo anni una mia amica di Roma. Fa la maestra in una scuola elementare dell’hinterland milanese, è dirigente (una volta si chiamava direttore) e molto impegnata in tutte le attività legate al mondo della scuola: mostre, inviti, gite educative e così via.

Mi ha detto che giorni fa hanno ricevuto una circolare ministeriale in cui si diceva che in questo anno scolastico, a differenza degli altri anni, non avrebbero potuto accantonare i soldi che risparmiavano sulle attività del doposcuola per destinarli alle attività dell’anno prossimo, ma li avrebbero dovuti “restituire al Ministero della Difesa“.

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Lunedì il nuovo WikiLeaks sull'Iraq

civili in IraqWikileaks non funziona ancora (anche se potete entrare in chat) ma siamo tutti in fibrillazione da quando si è sparsa la notizia che lunedì 18 ottobre saranno pubblicati sul sito oltre 400.000 documenti segreti della guerra d’invasione statunitense dell’Iraq del 2003.

Conterrà anche relazioni sugli “incidenti” come gli attacchi contro le truppe di coalizione, contro le forze di sicurezza irachene e contro i civili o le infrastrutture del paese.

Spero che ci sia anche più documentazione sul fatto che Bush aveva pianificato di invadere l’Iraq nel gennaio del 2001, ben prima dell’attacco alle Torri Gemelle. Altro che conseguenza. Leggete infatti i vari documenti (in pdf), in cui si legge che gli attacchi dell’11 settembre 2001 non sono stati la ragione dell’invasione USA dell’Iraq, ma una distrazione dal vero scopo che era proprio quello della guerra in Iraq (e non per nobili motivi).

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