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Roberto Colaninno e Rocco Sabelli parlano dell'Alitalia

AlitaliaIeri sera cena con l’Harvard Club of Italy, organizzata dall’Harvard Business School. Una sessantina di uomini d’affari, qualcuno venuto anche da Roma e da Firenze, solo nove o dieci donne. Ospiti d’onore Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, rispettivamente presidente e amministratore delegato dell’Alitalia. Due uomini dal carattere d’acciaio, spietati – nel modo di parlare, oltre che nelle cose che hanno detto – ma vivaddio sinceri in modo quasi brutale.

Colaninno, dopo aver manifestato a più riprese il disprezzo “per i professori che sanno tutto” e in pratica non capiscono niente, ha parlato degli obbiettivi pienamente raggiunti del piano industriale stabilito e che si può riassumere così: la riorganizzazione dell’Alitalia tramite il licenziamento di 7000 persone, i tagli e lo svecchiamento graduale della flotta di aerei, l’accorpamento di alcune linee nazionali, gli accordi per tratte internazionali che sono “quasi un merging di aziende”, la riduzione drastica della presenza sindacale e, soprattutto, e questo era il punto iniziale ribadito da Colaninno, il depauperamento del potere dei piloti, che secondo lui era stato la causa principale del fallimento dell’azienda.

Tutto questo con un unico obbiettivo: ridurre i costi e aumentare le entrate per cominciare a ricavare un profitto. Il che in linea teorica mi sembra sensato perché un’azienda che non ha un profitti chiude, ovvio.

Una cosa sulla quale punta l’azienda è il mercato dell’utenza di Cina e India, in entrata verso l’Italia. Giustamente ha detto Colaninno che la nostra crescita è proporzionale alla loro crescita ed, essendo mercati enormi, ci dovremo aspettare un grosso turismo da Cina e India verso il nostro paese. Cosa che ho notato già questa estate, quando in piazza del Duomo c’erano famiglie indiane al completo venute evidentemente in vacanza.

Alla fine del lungo discorso mi sono avvicinata per chiarire un dubbio con

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Altro che Malpensa, India India!

Indian airport Penso che più raggiratori e pasticcioni di noi italiani possano essere solo gli indiani. Ho appena saputo queste storielle carine (a leggerle) da Prem e Subash, due colleghi che vivono a Mumbay e a Providence (USA).

A febbraio è stato inaugurato in pompa magna l’aereoporto internazionale Rajiv Gandhi International Airport a Shanshabad, una ridente località fuori Hyderabad, in Andhra Pradesh (uno stato dell’India sud-orientale). Tutto bene, tutto a posto, pochi giorni fa inneggiavano al primo mese di piena operatività, agli standard internazionali e così via.

Peccato che i colleghi siano stati derubati da dei borsaioli travestiti da agenti dell’Immigrazione e della Dogana. Altri, più furbi, si erano insospettiti quando i soliti “agenti” gli avevano chiesto il Visto di ingresso! Altri mentre aspettavano i bagagli sono stati avvicinati da dei tizi in uniforme bianca (come i facchini) che gli hanno chiesto 50$ per riaverli.

A parte queste cosucce, i colleghi si chiedevano il perché di altri piccoli disservizi:

  • Come mai ci sono solo due bagni nell’intera hall, che non sono neanche segnalati e di cui nessuno sa l’esatta ubicazione?
  • Perché i bagni stessi puzzano (verbatim) come “i bagni di una stazione ferroviaria del Bihar” (che è lo stato più arretrato dell’India)?
  • Come mai un c’è in tutta la hall neanche una macchinetta per il caffè?
  • Perché l’acustica degli annunci dei voli in partenza o in arrivo sembra (verbatim) “come se qualcuno sia in un pozzo profondo e borbotti a voce molto alta”?
  • Come mai non ci sono servizi internazionali quali cybercafè o Wi-Fi (cosa a cui gli indiani tengono moltissimo), sedie reclinabili, macchine per il cambio dei soldi?
  • Perché il personale di servizio a ogni domanda risponde: “non lo so”?
  • Perché l’autobus dell’aereoporto impiega 120 minuti dalla città e non 90 per passare inutilmente vicino a delle costruzioni?
  • Non ci lamentiamo troppo dei nostri servizi in aereoporto, c’è chi sta messo molto peggio.

    Spam e lamer professionali a Orientalia4All

    Anche stanotte qualche lamer “professionista” ha attaccato il mio blog. Mi stupisce quanta gente non abbia niente di meglio da fare, anche di domenica.

    Mi spiace che non sia in grado di difendermi da sola, ma se avete delle buone idee siete benvenuti!

    Volo Malpensa Dubay Mumbay Pune: Tutto Relax Flight

    In poche ore prenderò il volo degli Emirates da Malpensa a Dubai, poi Mumbay e Pune. Un volo davvero comodo..

    Farò uno standby a Dubai e all’aereoporto, meraviglioso, sotto una bella cupola blu ci sono le vetrine dei gioiellieri: ora a 22 carati, diamanti a profusione. Sarà un bello scalo. Incontrerò anche il capo progetto, ma questo è del tutto secondario.

    Partenza da qui alle 14:25, partenza da Dubai alle 04:00 del 28, partenza alle 17 da Mumbay, arriverò a Pune alle 17:00 fresca come una rosa, Inshallah!
    Vi saprò dire.

    Ah, che nostalgia i nostri scioperi Alitalia! E il Governo Berlusconi!

    Oh milanesi che partite adesso in vacanza, siete avvertiti!
    Chi già comincia ad aver nostalgia del Governo Berlusconi (che cadrà, avoja che cadrà) e dei begli scioperi annessi di aereoporti, treni, tram, servizi pubblici in genere, si può consolare.

    Comincia in India uno sciopero ad oltranza contro la privatizzazione degli aereoporti di Dilli (Delhi) e Mumbay (Bombay), il magnificente Chhatrapati Shivaji International Airport.

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