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India, censimento 2011

bimba indianaIndia, ecco i primi dati, provvisori, del censimento 2011 (in pdf), pubblicati dopo 10 anni esatti dall’ultimo censimento ufficiale.

La popolazione totale ha raggiunto la cifra di 1 miliardo e 210,2 milioni, con un incremento di 181 milioni di persone negli ultimi dieci anni (incremento che però è diminuito rispetto la decade precedente).

Nell’insieme l’India ha fatto grandi passi avanti dal punto di vista sociale, della scolarizzazione ecc. Il dato invece che preoccupa è la proporzione maschi – femmine. Sappiamo che uno degli indici di sviluppo di un paese è la maggioranza di donne rispetto agli uomini. In India invece ci sono 623.7 milioni di maschi

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Non solo per donne

uomo incintaL’uomo nella foto si chiama Thomas Beatie, è transessuale e nel 2008 ha avuto una bambina con la sua donna (transessuale). Voi che ne pensate?

Tesi interessante, che condivido, sul perché l’aborto non è una questione solo femminile. E anche avere un bambino – che è la cosa principale e di cui voglio parlare- perché l’altra cosa non mi piace neanche un po’.

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La persistente guerra alle donne

Enrica GarzilliLeggo con sgomento di questa guerra silenziosa, ma non meno pesante, che alcune regioni e comuni italiani stanno preparando contro le donne.

L’unica cosa buona è che non distingue in base al colore, alla nazionalità, al credo: per tutte lo stesso trattamento, con provvedimenti che, se passeranno, equipareranno in sostanza la legge italiana, una delle più avanzate del mondo in materia di diritti femminili, allo stridharma, cioé la legge tradizionale indiana relativa alle donne, che mette sullo stesso piano le donne e i bambini al di sotto dell’età della ragione.

Come dice Vera, passano i secoli ma il nostro corpo continua a essere terra di conquista, bottino di guerra.
E, io direi, deposito di voti.

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Lo vogliamo ancora? (Dove Biagi dichiara che Berlusconi gli disse di entrare in politica per sfuggire alla giustizia)

Il bravo Pier Casini — chiamiamolo Pier e basta che qui a Milano fa tanto figo, evoca Pierre Casiraghi e i ranghi dell’alta nobiltà unita ai soldi — ha i dubbi sulle alleanze e dichiara che Cuffaro sarà ancora candidato (!), e che Veltroni e Berlusconi stanno facendo un’alleanza segreta. Si preparino gli elettori, loro crederanno che sono alternativi invece no, hanno fatto un accordo.
Insomma, fanno tutti un po’ schifo (meno Pier e Cuffaro, immagino).

E su questo non ci piove.

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Maternità

flowersCaso limite quello contemplato dal documento congiunto, firmato dai direttori delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia delle facoltà di Medicina delle università di Roma La Sapienza, Tor Vergata, la Cattolica e il Campus Biomedico, del bimbo nato vivo dopo l’interruzione della gravidanza oltre il 3° mese, per motivi medici quindi.

Penso che sia lapalissiano che quando il cordone ombelicale è stato reciso, se il bambino è vivo è un essere giuridicamente a sé stante, e in quanto tale abbia il diritto legale a che gli vengano prestate tutte le cure mediche necessarie. Ovvio anche che non va chiesto il parere della madre che, se ha interrotto la gravidanza, lo ha di fatto abbandonato e non può esercitare il diritto alla patria potestà. Insomma, a buon senso: se ha interrotto la gravidanza non vorrà poi tenerlo in vita.

Certo, è possibile che un essere umano rianimato al quinto mese di gestazione o più presenti malformazioni; ma certo anche che non è che vogliamo mettere in atto l’ideologia della razza pura che chi non è sano mentalmente o fisicamente venga eliminato, ché oltre tutto non si sa in anticipo (e magari già che ci siamo mettiamoci anche omosessuali e zingari va’).

Insomma, per me la questione è delicatissima e dibattuta e non mi sento di giudicare quello che secondo me è soprattutto un caso di coscienza. Non mi sento di giudicare, punto. Non vorrei essere io a scegliere o a decidere.

Vorrei solo sapere perché questo documento è uscito in occasione della Giornata per la Vita — concordo con Notiziole di Mau — e quanti casi di bambini nati vivi ci sono dopo l’interruzione di gravidanza. In sunto, perché ribadire il diritto alle cure mediche ora, in questo momento politico.

Non concordo invece col ministro Livia Turco quando afferma che rianimare contro la volontà della madre è una crudeltà insensata. Vi sono migliaia di famiglie che aspettano per anni dei bambini da adottare e non penso che tutte le madri biologiche siano per questo le migliori persone per allevare un bambino, in ogni caso.

Un tempo credevo che a un bambino fosse dovuta una “famiglia” regolare, padre e madre, ammesso che ce ne siano ancora di sane: poi ho visto coppie di amici gay (americani) che sono eccellenti genitori; e anche madri o padri single che lo sono.

Insomma, le soluzioni di accoglienza per allevare un bambino sono tante e talvolta migliori della madre che gli ha dato la vita: perché la maternità non è un fatto biologico, è l’attitudine materna verso la vita e verso un bambino, qualsiasi bambino. Anzi, direi verso il mondo, verso la vita su questa terra, verso il verde e i fratelli animali (e pure gli umani).