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Su Il Post

Solo un breve annuncio per ricordarvi che domani apre il Il Post, da leggere assolutamente. Luca Sofri è bravo ed esperto, il suo team pieno di energia, e di questi tempi aprire un giornale – anche se solo online, quindi con costi decisamente inferiori al cartaceo – è davvero un atto coraggioso, anche per la gran mole di informazioni che circolano.

In bocca al lupo Luca & C.!

Il Kondor, il blogger autoreferenziale

Gianluca NeriDa un po’ di tempo Macchianera, Facebook e Twitter sono tutta una marchetta.

Dopo anni di prove casarecce, con un allestimento semiprofessionale di amici dove signore assatanate rubavano la parola, e per finire la frase ci voleva il coltello — mitigate solo dal buon Paolo Madeddoni e da Francesco Cataldo (le trasmissioni eh, non le signore) — Neri ce l’ha fatta.

E’ approdato fisso a Rai2. Tutti i giorni e fino al 4 settembre, dal lunedì al venerdì, dalle 4 alle 5, va in onda “Kondor, il Condor con la cappa“, col Neri di cui sopra e con Cinzia Spanò. In redazione Ilaria Mazzotta e Maria Antonietta Giudicissi. La trasmissione è il continuo del Condor normale, quello del marito innamorato e di quel simpaticone del Rosso. Che poi sono sempre tutti amici (pardon, Ilaria è la fidanzata di Neri).

E così a noi, fedelissimi amanti di RAi2, ci tocca sorbire Neri & C. un’altra volta. Solo che stavolta è decisamente meglio e ieri è riuscito anche a strapparmi qualche sorriso. Sarà che, conoscendo un po’ Neri, il nome Kondor gli sta benissimo.

Una canzone triste triste triste (una canzone d'amore)

Come un tormentone è circolato in rete per giorni il post di Wittgenstein “Per questo canto una canzone triste triste triste“. Stupendo.

Anche io ho una canzone in particolare. In realtà è una canzone d’amore. Ve la ripropongo perché penso che anche voi abbiate avuto almeno una volta nella vostra vita il cuore spezzato, vero?

Avete mai avuto una passione devastante, quelle che bruciano la vostra vita per anni e anni, anche quando sono finite? Uno di quegli amori fatali che vi danno tantissimo ma che vi tolgono altrettanto? Che vi hanno regalato momenti e anni irripetibili, quasi folli, ma che vi hanno quasi distrutto e ancora vi fanno soffrire? E non sapete se dirvi “Meglio se non l’incontravo” oppure “Fortuna che ci siamo incontrati”…

Ecco, quella è la canzone: I got you under my skin, Mi sei entrato nella pelle. Ha uno swing fantastico e un po’ cool, la canta Frank Sinatra. La canta anche la bravissima cantante jazz Donna Hightower e il giovane Michael Bublé, che dice:

Canto d’amore e di sesso e di cuori spezzati e non importa di dove sei, è culturalmente importante.

Perle di saggezza politica

asinoAscoltando verso le 13 RAI Radio 2. La giornalista chiede a Casini:

Lei che ne pensa di quello che è successo ieri a Giuliano Ferrara a Bologna (pomodori e botte n.d.r.)?

Casini risponde: Io non penso niente perché amo Ferrara. E d’altronde, lui vuole essere amato e io lo amo!

Sempre su RAI Radio 2 (ma ieri mattina), Gasparri avrebbe detto:

Niente sesso in campagna elettorale.
Al che la moglie: Sono 15 anni che è in campagna elettorale!
Controrisposta di Gasparri: Si chieda perché.

Errori e paradossi dei fratelli di carta o dei giornali e dei blog

Ho appena letto il post “Le castronerie dei giornali e il paradosso della rucola” sugli errori dei giornali(sti) cartacei. Gilioli dice che andrebbe riesumata in fondo al quotidiano la sezione “I nostri errori”, rifacendosi a Wittgenstein che riporta Filippo Facci su Macchianera.

Il motivo di Gilioli? Molto pratico e poco ideale: secondo lui “da quando i giornali vanno anche su Internet, la memoria delle loro castronerie resta eterna.” Bel principio di realtà. Molto giusto. Senza contare che ci sono persone come me, perennemente con la testa per aria — io che non vedo e non sento niente intorno — ma quando leggo qualcosa, anche per un attimo, me la ricordo per sempre, spesso verbatim. Anche su di un blog (vero Gilioli? E non sto zitta)

continua