Brutti tempi quelli, ma bei tempi
L’11 dicembre 1979 due nuclei di Prima Linea fecero irruzione nella Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Torino, al tempo Scuola di Formazione Aziendale, occupando militarmente la scuola. Tennero un un discorso nell’auditorium in cui vennero riuniti circa 190 studenti, Nello stesso tempo in un’aula vicina 5 dirigenti Fiat ed Olivetti e 5 studenti furono gambizzati. (Via Vittorio Pasteris)
Erano tempi di violenze ma anche di speranze, di sogni, di progettualità, di riunioni, di chiacchiere e discussioni, di allegria e di energia. Di ingiustizie, certo, ma anche di lotte per costruire un mondo migliore.
Dico la verità, a me sembra che tutto sia meglio di queste liti politiche da condominio, di queste amicizie pelose, delle speranze dei giovani studenti che si esauriscono alla villa al mare e al weekend in montagna. Degli orizzonti sociali che vanno dal garage al tetto. E secondo voi?

Venerdì sono tornata da Torino a Milano con il treno delle 8:50. Non era pienissimo, i pendolari erano già partiti. Le Ferrovie dello Stato non sono più statali, quindi i treni sono gestiti come un’azienda moderna, con criteri di efficienza brunettiani.
Prima di partire per Torino ho fatto un giro su FaceBook, almeno per rispondere a un paio di mail. E ho visto che è la sesta (6°!) volta che ricevo l’invito di unirmi al Gruppo per fotografare l’avifauna pugliese (mi sembra pugliese) e il quinto (5°!) Gruppo di liberazione del kebab.
Ieri sera per l’aperitivo sono andata a una piccola vineria in centro, al
Torino sempre più blindata per la 
