Un altro terremoto colpisce il Tibet, la protesta scoppia in Cina e il Nepal si schiera contro l'India: Olimpiadi difficili
Un terremoto ha colpito il Tibet, cioé la Tibetan Autonomous Region della Cina.
Intanto si allarga la protesta di massa di oltre 10.000 cinesi nel sud-ovest della Cina contro il governo, accusato di aver insabbiato lo stupro e omicidio di una ragazza di 15 anni da parte di un parente di un politico locale.
Il segnale è chiaro: basta con la corruzione e lo strapotere dei politici. Basta con le violenze e i soprusi.
The Times of India riporta anche che il governo cinese si è dichiarato contro la riapertura dei confini fra India e Nepal, accusando i tibetani di valicarli per diffondere la protesta pro-Tibet percorrendo la via Tibet/Cina-Nepal-India. In Nepal risiedono oltre 20.000 tibetani.
Purtroppo anche il governo nepalese appoggia la Cina e si oppone all’apertura dei confini, come fa dal 1990, dato che la loro politica è sempre stata quella di opporsi al “Grande fratello”, come chiamano l’India, e di abrogare il Trattato di amicizia India-Nepal del 1950.
La posizione del Nepal è essenzialmente ideologica perché è probabile che gli aiuti economici che dà la Cina per la ricostruzione del paese sarebbero inferiori alla ripresa dei commerci, se i confini fossero aperti, come in pratica sono stati per millenni (condizioni geografiche permettendo: c’è ancora la bella giungla del Terai da attraversare, benché depauperata).
Ma il Nepal oltre tutto teme la Cina, e con buone ragioni, mentre non ha da temere dall’India che, benché imperfetta, è comunque una democrazia.
Insomma, estate calda e problemi che si assommano in quella parte del mondo. Che con le Olimpiadi di Beijing imminenti è sempre più vicina.
Intanto guardate questo video del massacro di Tiananmen del 1989 che è stato tolto dalla directory segreta. E’ solo una parte ed è in cinese ma le immagini, purtroppo, non hanno bisogno di spiegazioni. Il governo della Cina con gli oppositori è brutale.

Quando abitavo in America ho comprato una vecchia radio grigia, che vendevano in una farmcia di 
