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Lo WordCamp di Milano nello splendore d'India

Enrica GarzilliDiciamo la verità, anche Milano può essere bella quando si sta tutto il giorno in un Barcamp come quello di sabato scorso. Con il sole, il parco, la gente e l’ospite d’onore, il 16esimo uomo più potente del Web, Matt Mullenweg, e tanti amici e conoscenti.

Il WordCamp è stato un vero successo, innanzi tutto per la felice scelta del luogo. Siamo stati all’Old Fashion Café, un locale storico, nel bel mezzo di Parco Sempione vicino alla Triennale. Come succedeva nei tempi vedici quando c’erano le scuole all’aperto, sotto gli alberi. Si stava lì in pace o ci si poteva sgranchire le gambe, in mezzo alla natura e in silenzio, il tempo è stato splendido, gli alberi tutti verdissimi, i cespugli in fiore: in pratica il nostro teatro non era il palco all’aperto, fuori del locale, e le sale dentro, ma tutto parco Sempione. Una meraviglia, davvero, sarà poi che oggi piove e sembra che sia tornato l’autunno.

Tutto molto informale, come dovrebbe essere, senza l’obbligo di stare chiusi in un posto chiuso, magari bellissimo e prestigioso, ma che irrigidisce i rapporti e i pensieri. Tutto libero, senza la marea di gadegt e spillette che tanto piacciono a tutti ma che io una volta arrivata a casa butto via al volo. Non c’era il pranzo gratis? Tutti siamo in grado di comprare dei panini nei bar sparsi nel verde, non è quello che fa la differenza. La differenza era che il posto bello, grande e aperto permetteva di andare e venire a piacimento, di sentirsi liberi, come dovrebbe essere un BarCamp — che, se è organizzato e rigido, diventa una conferenza.

Lo stile di questo WordCamp mi ha ricordato le gurukul, le scuole tradizionali indiane dove tutti sedevano all’aperto, sotto gli alberi,

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Da Macerata a Lhasa e oltre

Giuseppe TucciSe volete leggere un mio articolo su Giuseppe Tucci, il grande esploratore buddhista che compì 8 lunghe missioni scientifiche nelle zone più inesplorate del Tibet e 6 in Nepal e il più grande orientalista del secolo scorso, questa è la versione integrale italiana. E’ apparsa il dicembre 2006 su Identità Sibillina, un’eccellente rivista cartacea (anche molto bella da vedersi) che parla della cultura dei monti Sibillini e le città limitrofe, nelle Marche.

Questa è la versione inglese. Infatti Identità Sibillina è distribuita anche presso i gruppi di marchigiani che vivono in Canada, che sono tanti.

Qui nella foto c’è Tucci che beve il the in un qualche monastero del Tibet. Ma nell’articolo ci sono anche Tagore, Gentile, Hem Raj, Maraini, Mussolini, Andreotti..

Politica, merito e corruzione

TagoreI maneggi sono sempre esistiti, nel senso che sempre c’è stato chi ha ricoperto certi posti statali senza regolare concorso, ma con l’aiuto di qualche santo. Anche nel secolo scorso.

Bisogna dire però che, quando è stato mandato dal Ministero degli Affari Esteri a insegnare all’Università fondata dal Nobel Rabindranath Tagore, in India, almeno lui se lo meritava.

Nessuno è in grado di fare una brillante carriera senza avere delle qualità, fosse anche solo quella di sapersi vendere al meglio.

La dolcezza dello sguardo di un pandit

panditNell’anno accademico 1925-26 Giuseppe Tucci insegnò Lingua e letteratura italiana a Shantiniketan, nella scuola del premio Nobel Rabindranath Tagore. Lì a Shantiniketan divenne amico del direttore della scuola, il pandit Vidhushekara Bhattacarya. Così lo descrive Formichi quando lo venne a prendere alla stazione di Bolpur, vicino alla “Dimora della pace”:

..uno dei maestri più dotti e autorevoli. Macilento, incartapecorito, ad onta abbia di poco varcato i quarantacinque anni, potrebbe servire da eccellente modello a un pittore che volesse rappresentare il tipo di perfetto asceta. La dolcezza del suo sguardo è lo specchio fedelissimo della sua anima. (continua)

(foto)

Auguri per un'amica

dalieSì, sono per te, Placida.
Mia cara, io non ho parole adatte per farti gli auguri come si deve — tu sai che non sono né scrittore né poeta — così ti offro una lirica che amo molto di uno dei miei autori preferiti, il Nobel Rabindranath Tagore. E’ tratta dalla raccolta Gitanjali e, visto che quella che scrive sei tu, te la offro con la prefazione di un altro poeta, W. B. Yeats, e dei fiori appena sbocciati sulla pianta.

In fondo, un blog può servire anche a questo, a offrire una poesia e dei fiori a un’amica che festeggia il compleanno.
Tanti auguri mia cara!:)

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Giuseppe Tucci a Vishvabharati, università della libertà e della gioia

British Empire (c) libraries.psu.eduVishvabharati, luogo “libero e felice”, il regno di freedom e ananda, la gioia. Fu in questa università internazionale, fondata da Rabindranath Tagore agli inizi del ’900, situata a Shantiniketan, nel Bengala Occidentale, che Tucci venne iniziato all’India. Infatti, fu Visiting professor di Lingua e Cultura italiana e probabilmente collaborò con la cattedra di cinese, dato che lo conosceva molto bene.
Leggete qui la sua meravigliosa avventura.

Vi stette per tutto l’anno accademico 1925-26. Fu chiamato dal suo maestro Carlo Formichi ed entrambi vi andarono come portavoce di Mussolini e in segno di amicizia fra il Premio Nobel Rabindranath Tagore, il massimo esponente del Rinascimento Bengalese, e il Duce. Il Fascismo aveva bisogno di consensi all’estero e, inoltre, aveva con l’India un nemico comune: l’Impero Britannico.

Tucci a Vishvabharati, incontro d’Oriente e d’Occidente, di studiosi, di insegnanti, di artisti, di scienziati, di lingue, di metodi, di studi, imparò a parlare in sanscrito, cosa che gli tornò utile perché era la lingua franca dei pandit, perfezionò il tibetano, imparò il metodo della discussione filosofica, migliorò il bangla o bengali, la lingua del posto, e imparò l’hindi. Più di tutto, fece amicizia con Tagore e altri importanti intellettuali, cosa di cui si servì anche in seguito.

Vishvabharati nel 1951 è stata dichiarata una delle università principali dell’India e da allora riceve in modo prioritario i finanziamenti del Governo.

Sapete poi che quando siamo andati a Londra agli inizi di gennaio ho scoperto che davanti a Buckingham Palace ci sono un bel numero di colonne disposte a semicerchio e su ognuna è inciso il nome di una nazione dell’ex-Impero Britannico? La mappa sopra l’ho presa qui e ne mostra l’estensione: davvero sui paesi dell’Impero non tramontava mai il sole!

L’Asia, il Nazismo e il Fascismo II: Rabindranath Tagore in Italia - 1

Rabindranath TagoreCome sapete, io scrivo i post seriali. Ve ne indico qualcuno: quelli scopiazzati su Gyanendra e il Nepal (dal 7 novembre 2004, nascita di Orientalia4all), quelli controversi sulla Top100 (dal 14 novembre 2005 in poi), quelli popolarissimi su Lapo (dall’ 11 ottobre 2005), quelli su Milano e i suoi uomini (dal 22 agosto 2006), e così via, li potete cercare nell’archivio.

Continuo la vecchia e buona tradizione con i personaggi asiatici famosi che ebbero rapporti col fascismo e il nazismo. Il primo di cui ho parlato è Gandhi. Un altro quasi altrettanto famoso fu il Nobel bengalese per la letteratura 1913 Rabindranath Tagore (1861-1941), che venne due volte nell’Italia fascista. La storia delle sue due visite, di cui la seconda molto controversa, la devo fare per forza in qualche puntata perché è un po’ lunga. Se Gandhi era un uomo tutto di un pezzo, Tagore fu così multiforme e contraddittorio che non basterebbero dei libri interi per descriverlo. Mi proverò quindi a riassumerlo.

[...] grazie per quello che tu ci hai già dato, una preghiera per quello che tu devi ancora darci – scrisse Giuseppe Tucci a Tagore in occasione del suo compleanno, chiamandolo Gurudev, Maestro-dio — come lo chiamava anche Gandhi. Ma di Tucci e i suoi rapporti con Tagore dirò nel suo blog.

Infatti Tagore, che proveniva da una famiglia di brahmini al servizio degli inglesi così ricchi da essere chiamati principi, colti, spirituali e via dicendo,

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Ronaldo e la Coppa del Mondo 2006

Ronaldo è uscito dall’ospedale, dice che ormai sta bene anche se è ipocondriaco.

Certo, se uno come lui, che è così giovane è imbambolato, in sovrappeso e mezzo pelato — e spesso misteriosamente malato — lo hanno messo come attaccante del Brasile nella World Cup 2006, allora per tutti noi c’è speranza!

A voi, uomini di mezza età con fisici asciutti e cervello pronto, chi sa che vi riserva il destino??:)

Nepal su Modem, alla Radio Svizzera

Parlo domattina a Modem, trasmissione della RTSI (Radio Televisione della Svizzera Italiana) di approfondimento sul Nepal domattina 25 aprile 2006 alle 8:30-9 , insieme ad altri due ospiti.
Mi ha chiamato stamattina uno scintillante giornalista, Marcello Fusetti, credo che sia il conduttore.
La trasmissione si intitola Re di picche: Nepal. Ancora scontri tra la polizia ed i manifestanti
Parleremo di Gyanendra, delle condizioni storiche che hanno portato a questo, della situazione politica e poi, beh, ascoltateci.

Potete ascoltare la trasmissione in streaming o scaricarla come podcast (qui il feed), oppure se siete in Svizzera o nel nord Italia sintonizzarvi sulle frequenze della Rete Uno RTSI. Il programma verrà replicato anche domani sera sulla Rete Due alle 19.30.

Ora telefono ai miei amici nepalesi del governo per sentire il loro punto di vista sulla situazione.

NB: la Radiotelevisione svizzera in lingua italiana trasmetteva regolarmente programmi di qualità di antifascisti durante tutto il ventennio e ha ospitato intellettuali antifascisti in esilio come Gaetano Salvemini, Gaetano Salvadori, il Nobel Romain Rolland, il Nobel Rabindranath Tagore (che però è stato ospitato anche dall’URSS e da Mussolini perché politicamente aveva le idee un po’ confuse), ecc. Solo per darvi un’idea della qualità delle trasmissioni.

Duce = Buddha

C’era un tempo in cui Mussolini fu paragonato da intellettuali italiani del tempo nientemeno che all’Illuminato, al Buddha!

L’indologo Kalidas Nag (1892-1966) era stato studente prima del Nobel per la Letteratura Rabindranath Tagore a Vishvabharati (India) e poi dell’orientalista Sylvain Lévi a Parigi.
Quando nell’ estate del 1921 Nag venne a Roma, fu subito accolto dal nostro orientalista di Regime, Carlo Formichi (1871 – 1943) che, ben sapendo che il governo non finanziava i congressi e i viaggi di studio all’estero, non perdeva l’occasione di incontrare gli studiosi stranieri in visita in Italia.
Formichi gli presentò i suoi amici, il grande orientalista e suo allievo GiuseppeTucci (1994-1984), il sinologo e matematico Giovanni Vacca e il chimico Helbig. Dal novembre 1921 Formichi e il suo allievo, Tucci cominciarono a corrispondere regolarmente con Nag.

Nel ’23 Nag tornò in Italia direttamente dall’India e fu ospite di Formichi.
Nag passò lunghe ore a recitare le poesie di Tagore e a cantare le sue canzoni per Formichi e per le sue molte sorelle, a parlare del Poeta.
Così Formichi pian piano si persuase che Tagore era “il più grande uomo del mondo”? e sperò “devotamente”? di poterlo incontrare almeno una volta in vita, prima di morire. Formichi affermò che Tagore era nientemeno che la reincarnazione di Buddha!

Ma l’accostamento al Buddha non era poi così assurdo ai quei tempi: anche l’orientalista Giuseppe De Lorenzo (1871-1957), nel suo libro Oriente ed Occidente del 1931, paragonò Mussolini al Buddha sulla base di un discorso da lui tenuto nel 1902 e ricordato nella famosa biografia Dux, pubblicata nel 1926 da una delle amanti di Mussolini, Margherita Sarfatti (1880-1891).

Mussolini soldato valoroso, giornalista e redattore originale, devoto padre di famiglia (si escludono le corna che metteva perché, al tempo, erano un fatto scontato, anzi, un onore), contadino che mieteva coi braccianti e borghese che andava in vacanza in Versilia, potente taumaturgo e… Buddha!

Mi sembra decisamente troppo anche per un pallone gonfiato come lui…