Hina, Islam e la diversità culturale: lo Stato italiano parte civile?
E’ fresca fresca la notizia che lo Stato italiano probabilmente si costituirà parte civile contro i familiari di Hina Salem, presumibilmente uccisa collettivamente da alcuni membri (maschi!) perché, in pratica, occidentalizzata.
E qui si apre la stura a tutta una serie di problemi. E’ giusto che lo Stato difenda la propria legge? La comunità pachistana, la famiglia, la madre di Hina, non si costituiscono contro padre, zio, cognato. Allora perché dovrebbe farlo lo Stato contro di loro, in difesa della povera ragazza? Qui c’è un clash culturale molto evidente: dice infatti il legale del padre che lui ha seguito solo con scrupolo il Corano.
Però l’ha seguito con scrupolo prendendolo alla lettera: il che vuol dire, estremizzandolo! Rendendo i precetti ideali come leggi ingiuntive.
Io vedo in questo fondamentalismo il problema vero, l’incompatibilità con tutto, con l’Oriente come con l’Occidente: nel caso di Hina, nel fondamentalismo sociale, basato su di un ideale (religioso, in questo caso) — come è sempre il fondamentalismo. E il terrorismo. Che vanno quindi capiti alle origini, per essere combattuti efficacemente.
Non si tratta solo di diversità culturali.

