Tag Archives: senato

Caccia, uno di 18 anni uno di 80 e uno menomato

Codibugnolo

Macché stare tutto il tempo davanti alla playstation! Stamattina ho visto una trasmissione sugli adolescenti che stanno giorno e notte davanti alla TV, che rifiutano le relazioni interpersonali, che si chiudono in una stanza. Un fenomeno dilagante in Giappone ma in aumento anche in Italia.

Il senatore Franco Orsi (orsi_f@posta.senato.it) ci ha pensato lui a risolvere la situazione: ha presentato un disegno di legge (d’iniziativa del senatore Benedetti Valentini) per l’abrogazione della legge 11 febbraio 1992, n. 157 e ha proposto una nuova disciplina dell’attività venatoria (qui il testo completo in pdf) in cui, fra i vari orrori (liberalizzazione dei richiami vivi, caccia nelle zone incendiate, caccia a specie ora protette come i passeri, caccia un’ora dopo il tramonto, caccia alle specie protette, caccia nei periodi e lungo le rotte di migrazione degli uccelli, uso dei pallini di piombo anche nelle zone acquatiche, ecc.), c’è la licenza di caccia ai ragazzi di 18 anni (e non 16 come scrivono tutti!), se accompagnati da un cacciatore in possesso di licenza rilasciata da almeno tre anni.

Ora, la licenza di porto di fucile per uso di caccia ha la durata di sei anni. Se un 75enne è stato ritenuto idoneo dal medico che l’ha visitato per la caccia, è ancora idoneo a 80 anni? E che garanzia dà accompagnando un ragazzo di 18 anni?

Un’altra cosa che colpisce è la depenalizzazione dei reati connessi alla caccia, che passano da reati penali a reati punibili con una multa, e le facilitazioni per la caccia “ai cacciatori anziani e menomati”: ora la caccia è un servizio civile!

Ma voi lo dareste un fucile in mano a un cacciatore menomato, e magari anche anziano? Questa è la lista dei morti e dei feriti dal 1° settembre 2008 al 31 gennaio 2009 messa insieme dall’Associazione vittime della caccia: e sì che ora la caccia è molto più limitata per anziani e menomati e vietata ai ragazzini.

continua


Prepraratevi al peggio e non accettate provocazioni

Piazza Navona scontriStanotte a Matrix ho dovuto dare ragione alla maleducata rappresentante del PdL (qualcuno mi dica il nome per favore, ché lo aggiungo), che non la finiva mai di schernire gli altri politici e interromperli mentre parlavano (specie l’unica altra donna presente) trattandoli da mentecatti: la riforma Gelmini non è una vera e propria riforma, è solo un decreto di applicazione della finanziaria. Non ha toccato il cuore del problema, cioè la riforma del sistema scolastico e universitario. Che si farà in seguito.

Al di là delle sue argomentazioni, mi chiedo che credibilità può avere una signora che parla di educazione, rispetto e valori e si comporta con i suoi colleghi politici in questo modo antidemocratico, aggressivo e impositivo.
A parte il fatto che tentava continuamente di spostare il dialogo sul falso problema del grembiule e del voto in condotta (che approvo) e non sui tagli ponderosi e progressivi a scuola e università (e, come ho detto, alle biblioteche pubbliche). Voglio dire, cà nisciuno è ffesso.

A vedere le riprese degli scontri di Piazza Navona di ieri ho dovuto dare ragione anche al rappresentante della destra, Teodoro Buttiglione, che ha detto che probabilmente qualcuno ieri voleva il morto. Così si giustificherebbe una mano pesantissima, quella auspicata da Cossiga per intenderci, su studenti e docenti.

Quindi, dopo la legge 133/08 sul taglio dei finanziamenti pubblici per la scuola e l’università e il decreto legge 137/2008* (testo completo in nota, diventato legge), prepariamoci al peggio che verrà. Alla riforma vera a propria!

Mi è stato chiesto da diverse persone, anche in privato, la traduzione del paragrafo dell’articolo Risparmio tagliagola che ha pubblicato Nature, il prestigioso settimanale internazionale di scienza e medicina, commentando la legge 133/08. Parole molto dure e molto precise.

Il governo Berlusconi può pensare che i provvedimenti draconiani sul budget siano necessari, ma i suoi attacchi alla ricerca italiana di base sono miopi e stolti. Il governo ha trattato la ricerca solo come un’altra spesa da tagliare, quando infatti è più un investimento per costruire un’economia della conoscenza del 21esimo secolo. In realtà, l’Italia ha già accettato questo concetto firmando l’agenda di Lisbona 2000 dell’Unione Europea,** in cui gli stati membri si sono impegnati ad aumentare il budget per la ricerca e lo sviluppo (R&D) al 3% del loro prodotto interno lordo. L’Italia, un paese del G8, ha una delle spese più basse del gruppo per il R&D – ad appena 1,1%, meno della metà di quella di paesi paragonabili come Francia e Germania.

* Decreto Legge n. 137/2008 [Gelmini]
“Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2008

continua


Il taglio dei fondi pubblici all'università visto da Nature: risparmio tagliagola

Ecco cosa ha scritto la prestigiosa rivista scientifica Nature sulla legge sul taglio dei fondi pubblici

continua


Notizie e assedi inutili

pioggiaE’ il 29 ottobre e ogni anno, di questi tempi, leggo queste notizie. Io dico, informare sì, ma c’è bisogno di scriverci un articolo di cronaca di 3000-4000 caratteri?

Le stesse notizie, da annoverarsi nella gustosa rubrichetta di Luca. Fortuna che ci si pronuncia anche Berlusconi, anche se avrebbe ben altri pensieri da pensare.

Queste notizie all’inizio dell’autunno e in inverno, le diete e l’inizio del caldo all’inizio dell’estate. L’inutilità di questi articoli è una delle poche certezze di questo travagliato momento politico, in cui gli studenti assediano il Senato. Stessa inutilità sostanziale.

Salva l'America, per l'Italia c'è ancora tempo

Approvato dal Senato americano il piano salvataggio per la crisi finanziaria. Ora tornerà alla Camera, dove era stato bocciato, e poi da Bush per la firma finale.

Il governo Berlusconi per salvare l’Italia ha approvato il piano della Gelmini che taglia i fondi alla scuola pubblica e all’università.

E’ come dire che il Napoli rialza la testa e la squadra del Ponte San Giovanni non entra neanche in promozione.

Quel bonzo di Calderoli

CalderoliSono assolutamente d’accordo con la reintroduzione dell’ICI. Ieri il vice-presidente del Senato Calderoli ha dichiarato:

Piuttosto che reintrodurre l’Ici mi brucio davanti al Quirinale!

Che dire? Per il suo bene pagherei volentieri quei 200 o 300 euro all’anno.

Tanto a morire, come insegna il Buddhismo, è solo il corpo, e non è che il ministro di corpo sia un bijoux eh!

Ma così gli liberiamo l’anima e ci liberiamo di lui. Come si dice, due piccioni con una fava.

Indietro