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Si apre l'archivio storico del Corriere

Corriere della SeraPoco fa scorrevo il giornale e ho visto il titolo che mi ha fatto saltare. Dato che sto finendo l’editing di un libretto di 1200 pagine, foglio più foglio meno, che riguarda la politica culturale del Fascismo e oltre (fino al 1984) verso l’Asia (dall’ottimo Renzo De Felice in poi) con domenti inediti (di Gentile, Andreotti e altri grandi politici) e stavo appunto cercando qualcosa nell’archivio di una Fondazione (questo è quello che faccio ogni giorno), mi sono tuffata sulla ghiottissima notizia.

Ho cercato “Mussolini”. Infatti Il Corriere della Sera ha una lunga storia con il regime: inizialmente è contro, poi ha cominciato a fare donazioni al Duce per enti e istituti, quindi collabora. Il Corriere nel corso di 20 anni ha avuto un atteggiamento contraddittorio.

Tutta felice mi metto in cerca e poi mi sono resa conto che gli archivi vanno dal 1992! Se la notizia quindi è eccellente perché mette a disposizione gratis un grande strumento, la domanda che mi pongo è: dal 1992 è già storia? Cosè la storia? Perché il 1992 è un passato recente, ancora neanche digerito. Neanche scritto. Non è stato studiato fino in fondo il Fascismo, per esempio la politica culturale, l’architettura e così via, figuriamoci 15 anni fa.

A me hanno insegnato che “la storia” è un periodo sul quale abbiamo documenti e storiografia, delle certezze. Gli articoli del passato così recente, quasi ancora non scritto, fanno informazione. C’è una bella differenza fra storia, informazione, comunicazione.

Insomma, questo archivio storico è minuscolo; o forse sono solo rimasta delusa dal lasso di tempo decisamente troppo corto de Il Corriere.

Le leggi razziali: c'è ancora speranza

leggi razzialiIl Manifesto degli scienziati razzisti fu sottoscritto da centottanta scienziati del regime e pubblicato sul Giornale d’Italia il 14 luglio 1938. Secondo i diari di Bottai e di Ciano fu redatto quasi completamente da Mussolini.

La Dichiarazione sulla razza fu approvata dal Gran Consiglio del Fascismo il 6 ottobre 1938 e qualche giorno dopo venne pubblicata sul Foglio d’ordine del Partito nazionale fascista (PNF). Con l’ultimo paragrafo il Gran Consiglio prese atto «con soddisfazione che il Ministro dell’Educazione Nazionale ha istituito cattedre di studi sulla razza nelle principali Università del Regno».

Fu anche stilato un elenco (qui) delle personalità che si schierarono pubblicamente in favore della legge razziale. Fra questi, politici, studiosi, religiosi e giornalisti: il fondatore del Movimento Sociale Italiano Giorgio Almirante; il giornalista e radiocronista Mario Appelius; il generale Pietro Badoglio; il professore Vittorio Beonio Brocchieri, a cui l’università di Pavia ora dedica un premio; il giornalista Giorgio Bocca;

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Bookblogging: Premiata macelleria delle Indie

Premiata macelleria delle IndieHo scritto diverse recensioni nella categoria “Recensione libri” ma, checché se ne dica, la blogosfera ha le sue regole: e non molti ci avevano fatto caso. Così ho deciso di anticipare da oggi il titolo del libro di cui parlo col nome più appropriato di “Bookblogging“.

Comincio questa nuova veste con un bel libro di Alessandro Gilioli, Premiata macelleria delle Indie, Rizzoli Editore, 2007, pp. 252. Prezzo: € 10,50.

Bello è una parola strana: cos’è bello, quello che ci piace o anche quello che ci dispiace? Può una cosa, un’informazione, un dato che ci dispiace piacerci?

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Songs for freedom in Burma / Myanmar - Canzoni per la libertà

Come vedete, la repressione in Myanmar/Birmania continua.

Questo è un video, con le toccanti canzoni della famosa cantante birmana Mar Mar Aye, dedicato ai monaci che protestano e alla libertà religiosa. Si rivolge a tutti i birmani del mondo perché continuino a sostenere la lotta dei monaci e del popolo birmano per la pace nel loro paese.

Enjoy this video with songs by Mar Mar Aye for standing for religious freedom and appealing the Burmese all over the world to support and stand together with the boycott monks to continue the quest for peace in Burma.

Nel frattempo, si intensificano le proteste in tutto il mondo, anche a livello ufficiale. Il Primo ministro britannico Gordon Brown

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Il video della repressione in Myanmar

Questo video della CNN su quello che sta succedendo in Myanmar-Birmania, messo su Youtube un giorno fa, si commenta da solo.

Mentre i soldati della giunta vanno a caccia dei dissidenti, come scrive il blog ABITSU – All Burma I.T. Students’ Union, la rivolta e la repressione si può seguire dagli inizi nel blog, con documenti dal paese, Burma-Myanmar Genocide 2007, specie nella pagina di video e foto.

L’esercito di Internet combatte anche in Myanmar.

L'esercito di Internet unito con Free Burma


Free Burma!

Domani, 4 ottobre 2007, i blogger di tutto il mondo si uniranno per sostenere la lotta di liberazione di Myanmar/Birmania col Free Burma!, una campagna su Internet alla quale hanno già aderito 3097 blogger.

Che dobbiamo fare? Domani non dobbiamo scrivere nessun post ma mettere nei nostri blog un semplice banner con le parole Free Burma!
Taglia e incolla nel tuo blog i vari banner da questa pagina.

Anche su Facebook c’è un gruppo di supporto del movimento, c’è un canale su Twitter e non manca un gruppo su Flickr.

E qui c’è la pagina di Google con tutti i siti, i gruppi di discussione, i video, i feed e altro per sostenere civili e monaci nella lotta. Qui c’è il wiki ufficiale.

E’ ovvio che la giunta militare di Myanmar se ne fregherà delle nostre voci ma, sotto la pressione di un movimento di opinione mondiale, le nazioni vicine, specialmente l’India,

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Consigli dall'Inghilterra a Myanmar/Birmania

Ecco l’articolo di oggi della BBC con 5 consigli per rovesciare la giunta militare a Myanmar:

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East & West/Oriente e Occidente: quale differenza?

Al fine di attuare una politica indiana a largo spettro, come era il sogno di Mussolini, il 23-29 settembre 1935 (XIII) si tenne a Roma, sotto l’alto patronato di Vittorio Emanuele III, il XIX Congresso internazionale degli Orientalisti. Presidente del Congresso, il nostro più fedele e bona fide servitore del Regime, l’eccellente Indologo e Buddhologo Carlo Formichi, di cui ho già parlato in Duce = Buddha. Nel 1878 si era tenuto il primo congresso e nel 1899 il secondo. Scrisse Formichi nel suo discorso inaugurale:

La frase del poeta che ha avuto tanta fortuna: «East is East and West is West, newer the twain shall meet», ergente una barriera fra Oriente e Occidente, sconfortante, desolata, equivale alla scoperta d’un gas asfissiante. A che pro le conquiste scientifiche ci avranno permesso di raggiungere l’India, la Cina, il Giappone in uno spazio di tempo miracolosamente breve, se poi la distanza risorgerà, e nella sua forma peggiore, la spirituale, tra noi e gli abitanti di quelle remote contrade? Finché crderemo diverso da noi l’Orientale perché invece che il cappello duro o a cenzio porta il turbante o il fez, e invece della bouillabaisse mangia il curry, allora sì, East is East and West is West nella consumazione dei secoli. Ma se avvicinando l’Oriente scopriremo che onora il padre e la madre, ha orrore del furto, non insidia la donna d’altri, aborrisce la menzogna, serve con fedeltà il suo capo, è pronto a far getto della vita per la salvezza della sua patria e adora con abbandono sincero il suo Dio, allora cadranno come per incanto le barriere fra Oriente ed Occidente e, magari, ci sentiremo più fratelli di molti Orientali remotissimi da noi che non di molti Occidentali vicinissimi a noi. A che serve indagare le differenze formali quando le qualità fondamentali umane risultano le medesime? E più si studia l’Oriente e più si scoprono queste qualità fondamentali umane. Bisogna continuare a studiare, studiare l’Oriente.

Non era del tutto sbagliato il Nostro, vero? Si dovrebbe ricordare, di questi tempi…
Le differenze fra Oriente e Occidente ci sono, per fortuna, ma queste non dovrebbero impedire il dialogo e l’amore o, almeno, la collaborazione e la coesistenza pacifica.
Le differenze non dividono ma arricchiscono!

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