Il RomagnaCamp è stato un BarCamp?
Concordo con quello che ha scritto Pensiero Atipico, aka Samuele il fotografo in shorts, e con Palmasco, che fa delle foto professionali da togliere il fiato e ho conosciuto pochi minuti prima di partire: il RomagnaCamp non è stato un vero e proprio BarCamp, nel senso che la parte delle relazioni e delle discussioni è stata sommersa dal cazzeggio. Almeno quando c’ero anch’io, dal pranzo di sabato alla notte. Non credo però che sia dovuto alla formula BarCamp che non è più valida, in Italia, ma ad altri fattori.
Gli interventi c’erano, eccome. Ma c’era anche, in abbondanza, il cielo terso, l’aria calda piacevolissima, la brezza dal mare, la spiaggia larga e ancora intoccata, grazie alle dune che hanno permesso che il bosco di pini marittimi rimanesse vivo, vegeto e profumato (vero Minimarketing?), c’era il fresbee e il sorriso di Fullo, c’era Giovy che scattava foto e raccontava delle vere chicche sui suoi clienti e mi ha fatto ridere non poco, Tiziano che ha camminato lungo la spiaggia con me senza stancarsi, c’era il gruppetto degli intellettuali e venditori rigorosamente unito con Sergio in testa, la sua allegra moglie e il loro pargolo che gattonava, Antonio Sofi

Sono appena tornata dal
Io sabato 8 andrei al 