Mi ero tanto preoccupata perché il mio amico Aung non ha più scritto, ma con un sms mi ha detto che Internet in Birmania è stata chiusa di nuovo, funziona solo Intranet all’interno del paese, dalla dimostrazione di Pakokku del 31 ottobre. Pare che lo sarà fino a che l’inviato delle Nazioni Unite Ibrahim Gambari, arrivato il 3 novembre, non lascerà Myanmar. Questo è l’articolo Turn off the Internet! del Bangkok Post.
E’ ricominciata la protesta pubblica e pacifica dei monaci buddhisti di Myanmar. L’altro ieri oltre 100 monaci hanno cantato e marciato per un’ora dalla Pagoda di Pakokku Shwegu, un centro di educazione buddhista che raccoglie circa 80 monasteri, situato a 390 miglia a nord-ovest del centro commerciale di Yangon. Questa è la prima dimostrazione pubblica da quando la giunta militare ha sferrato la repressione.
Trascrivo dal numero di Hacker journal (anno 6 – n. 137, 25 ottobre/7 novembre 2007) ora in edicola:
Sfruttando la Birmania
Tutti siamo a conoscenza dei tragici fatti che stanno insanguinando la ex Birmania, ora Myanmar, e anche alcuni pirati sembrano leggere i giornali e hanno pensato bene di sfruttare la vicenda a loro vantaggio.
Ho appena saputo da un mio informatore in loco che in Myanmar/Birmania questi ultimi tre giorni i militari sono entrati, razziando, in oltre 50 monasteri buddhisti, molti monaci sono scomparsi e altri ne hanno rimpiazzati con alcuni fedeli alla giunta. Di oltre 50 suore non se ne sa più niente, sono scomparse nel nulla.
Inoltre, come sapete, i monaci vivono di elemosine e donazioni.
Come vedete, la repressione in Myanmar/Birmania continua.
Questo è un video, con le toccanti canzoni della famosa cantante birmana Mar Mar Aye, dedicato ai monaci che protestano e alla libertà religiosa. Si rivolge a tutti i birmani del mondo perché continuino a sostenere la lotta dei monaci e del popolo birmano per la pace nel loro paese.
Enjoy this video with songs by Mar Mar Aye for standing for religious freedom and appealing the Burmese all over the world to support and stand together with the boycott monks to continue the quest for peace in Burma.
Nel frattempo, si intensificano le proteste in tutto il mondo, anche a livello ufficiale. Il Primo ministro britannico Gordon Brown
Domani, 4 ottobre 2007, i blogger di tutto il mondo si uniranno per sostenere la lotta di liberazione di Myanmar/Birmania col Free Burma!, una campagna su Internet alla quale hanno già aderito 3097 blogger.
Che dobbiamo fare? Domani non dobbiamo scrivere nessun post ma mettere nei nostri blog un semplice banner con le parole Free Burma!
Taglia e incolla nel tuo blog i vari banner da questa pagina.
E qui c’è la pagina di Google con tutti i siti, i gruppi di discussione, i video, i feed e altro per sostenere civili e monaci nella lotta. Qui c’è il wiki ufficiale.
E’ ovvio che la giunta militare di Myanmar se ne fregherà delle nostre voci ma, sotto la pressione di un movimento di opinione mondiale, le nazioni vicine, specialmente l’India,