Ieri sera sono andata a vedere Terraferma di Emanuele Crialese, Premio Speciale della Giuria del Festival di Venezia. Davvero un bel film. Dicono sia buonista e per questo abbia vinto il premio, ma io tutto questo buonismo non l’ho trovato. Anzi, il personaggio principale, Filippo, era piuttosto crudele.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Una vita dedicata ai diritti umani. Nelson Mandela compie 93 anni. Il compleanno di Madiba, premio Nobel per la Pace, primo presidente del Sudafrica democratico e per decenni bombarolo. Amico di Gheddafi e così “distante” dagli Stati Uniti che più distante non si può. Fino al 2008 non poteva neanche entrare liberamente in USA. In un discorso a Tripoli del 1990:
Nessun paese può rivendicare di essere il poliziotto del mondo e nessuno stato può dettare a un altro cosa deve fare.
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Vi state sbagliando, siete impegnati in una battaglia e non sapete a cosa andate incontro quindi ritiratevi e fuggite. La nostra gente è capace in un solo giorno di dare battaglia nel Mediterraneo e capace di muoversi contro l’Europa.
Ieri Gheddafi ha pronunciato questo discorso per radio. Ha continuato che i suoi soldati in Europa possono essere “come api, come locuste” e farà guerra a “case, uffici e famiglie”. Secondo lui il suo esercito può spargersi dappertutto con la potenza distruttrice di un insetto vorace.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. La Siria è retta da un’oligarchia autoritaria e corrotta che usa la forza per trattare con i cittadini. Le rivolte attuali hanno però una natura complessa. Non possono essere viste soltanto come una richiesta popolare di libertà e democrazia. Cosa c’è dietro? Chi li sostiene? Chi li fomenta? Che ruolo hanno i gruppi islamici radicali? E perché la rivolta di così tanti paesi arabi tutti insieme e proprio ora?
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Asiatica Association. Enrica Garzilli intervista Ahmed Rashid, il famoso giornalista e analista pakistano autore di “Taliban: Militant Islam, Oil and Fundamentalism in Central Asia” e “Descent into Chaos” appena due giorni prima il blitz contro Osama bin Laden.
A proposito del Pakistan Rashid ha detto che ci sarebbero nuove iniziative e collaborazione fra il governo statunitense e quello pakistano. Due giorni dopo, il blitz vicino Lahore.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Secondo Susan Rice, rappresentante degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Gheddafi distribuirebbe il Viagra alle sue truppe. Questo implicherebbe che compiono stupro, schiavitù sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata e altre forme di violenza sessuale di analoga gravità sui civili. Tutti crimini di guerra.
Ma è vero? Perché lo ha detto e a chi erano rivolte in realtà le accuse?
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La politica si fa da sempre anche con le nozze. Per esempio quelle di domani del principe William e Kate Middleton. Dopo l’escalation della repressione in Siria, e le molte proteste in Gran Bretagna da parte di manifestanti per la democrazia, l’invito dell’ambasciatore siriano Dr Sami Khiyami è stato ritirato.
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Penso sia il miglior modo di ricordare i fotogiornalisti uccisi a Misurata.
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Enrica Garzilli su Il Fatto quotidiano.
Perché se la guerra è sempre e comunque un affare sporco, dopo queste vicende lo è anche di più.
Guerra, bugie e videotape. Si potrebbe intitolare così la polemica che sta infiammando due delle maggiori fonti di notizie online, oltre che televisive, la Cnn e la Fox News.
“Esclusivo: i libici usano i giornalisti come scudi umani”. Così si intitola uno scoop di lunedì 21 marzo della Fox News, scritto da Jennifer Griffin e Justin Fishel. I giornalisti raccontano che un attacco missilistico, pronto a essere sferrato sul centro del leader libico Gheddafi il giorno prima, non è stato sferrato per la presenza dei giornalisti. Secondo la Fox News, anche le fonti britanniche hanno confermato che sette missili terra-aria a lungo raggio Storm Shadow erano pronti ad essere lanciati da un velivolo militare ma il lancio non è stato effettuato per la presenza di gruppi di giornalisti della Cnn, Reuters e altre agenzie giornalistiche. Le autorità libiche avrebbero portato questi giornalisti nell’area ufficialmente per mostrare loro i danni degli attacchi iniziali, ma in realtà per usarli in modo più che efficace come scudi umani. Per difendere, cioè, il complesso residenziale di Gheddafi.
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L’India “spera che gli attacchi aerei non portino un danno ancora maggiore ai civili innocenti, agli stranieri e alle missioni diplomatiche e il loro personale ancora in Libia” (Headlines India).
Mi pare che l’India sia una dei pochi stati che si è preoccupato della gente, del popolo che sta lì: cioè di quelli che soffriranno di più. Dei civili. Delle donne, dei bambini, dei vecchi, degli impediti e dei minori a vario livello. Degli animali. Perché le casualties sono loro, e ce ne sono sempre tante,
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