Oggi, come succede da quando è chiusa l’amatissima Sormani, sono andata alla biblioteca in Viale Tibaldi.
E’ una biblioteca rionale e, come in tutte, c’è la sezione dedicata ai bambini, che vengono regolarmente lasciati lì a guardarsi libri con figure e suoni di ogni tipo dalle mamme che fanno la spesa al supermercato di fronte. Quando va bene ridono e commentano a voce alta con gridolini di piacere, altrimenti corrono, sbattono, si rincorrono e, in genere, fanno tutto quello che fa un bambino quando è libero di fare tutto quello che vuole. Incluso piangere e fare a botte.
Ma dopo un po’ alzo la testa e vedo LUI! Mi guarda con fare ammiccante e predatorio. Mi colpisce: calzoncino bermuda da cui spuntano gambe un po’ bianchicce e spelacchiate, a dir la verità, sandalo alla moda tipo Birkenstock, ma una copia che ho visto anche al mercato di Viale Papiniano, camicia bianca a maniche corte a righine, e il volto… CHE volto! Occhi: occhiali e occhiaie, quindi non si vede; colorito: decisamente giallo-pallido; forma: a punta, fronte alta (i capelli recedono) ma con incipiente doppiomento; capelli: una grande chierica o pelata che dir si voglia, il resto color castano non-descript.
Mi sorride. Rimango colpita.
Dopo un po’ esco a bere un the. I bambini mi hanno rintronato.
Oggi si sta bene fuori eh? mi fa con aria ammiccante.
Uhm. Gli rispondo io, quasi ammiccante.
Non ti ho vista molto da queste parti… Ti posso offrire qualcosa qui?
Siamo davanti alle macchinette della Lavazza, quelle da 40 cent a consumazione. L’accento sul “qui” mi ha smontato. Se mai mi fossi montata prima, intendo.
Fingo di essere distratta e non aver sentito. Rientro.
Mi siedo. Dopo un secondo vedo qualcuno che si catapulta a fianco. Mi sono scordata di occupare il posto vicino! E’ LUI.
continua
(L’immagine è presa da I miserabili)
Riporto integralmente il resoconto stenografico dell’Assemblea Interpellanza urgente n. 2-01593 del 21 giugno e discussa in aula il 30 giugno 2005, Seduta n. 648.
E questo è l’audio – video.
In sunto: abbiamo aderito alla guerra in Iraq per motivi economici. Vi è la presunta esistenza di un accordo, firmato dall’ENI, per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nella zona di Nassiriya – n. 2-01593. Altro che la missione umanitaria di Berlusconi! E altro.
Uno stralcio: “Non solo, onorevole sottosegretario. Sappiamo che in un documento che reca la data dell’11 novembre 2004 l’allora ministro Frattini riassunse i motivi alla base della partecipazione italiana alla missione irachena. In tale documento, che hanno ricevuto tutti i deputati, si afferma: l’impegno italiano per la sicurezza internazionale è determinato da un calcolo razionale del nostro interesse; e ancora il nostro impegno nelle missioni di pace rappresenta un saldo investimento economico – «interesse», «investimento», «grande occasione», «tornaconto»! – e quindi possiamo attenderci considerevoli benefici economici dalla stabilizzazione di regioni sensibili per i nostri approvvigionamenti e per le prospettive di apertura di nuovi mercati e di nuove aree di collaborazione. È noto che la difesa degli interessi è sempre invocata, ad esempio, dagli Stati Uniti, ogni qual volta occupano un paese. La nostra Costituzione dice altro, e sarebbe stato opportuno rispettarla.
Nella stessa inchiesta, che ha raccolto materiale molto interessante, si citano incongruità della motivazione umanitaria a fronte delle dichiarazioni di un ex dirigente dell’ENI, il dottor Livigni, che, intervistato dal giornalista, riferisce degli impegni assunti da tale ente in merito al giacimento di petrolio di Nassiriya, fin dal 1996, e delle tipologie di contratto molto vantaggiose.”
Questa non è che una chicca. Buona lettura e buona visione:
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