Per il centenario della fondazione dello stato del Bihar, in India, il Mahavir Mandir Trust di Patna sta eseguendo i riti per la fondazione della replica del più grande tempio induista del mondo, l’Angkor Wat in Cambogia.
Il tempio sarà dedicato al dio induista Rama, un’incarnazione di Vishnu.
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Enrica Garzilli su Il fatto Quotidiano su Steve Jobs e la sua vita e il suo lavoro legati all’Induismo e allo Zen. E forse chi sa, al Medio Oriente – tramite il padre biologico siriano. Frequenta gli Hare Krishna, va in cerca dell’illuminazione induista in India e diventa buddhista zen, pratica la “terapia dell’urlo”, diventa vegano e preferisce mangiare le mele. Da lì inizia la storia…
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“L’Occidente non dia lezioni di diritti umani.. Sappiamo come voi esportate la gente dall’Iraq e dall’Afghanistanguerr a Guantanamo e che tipi di trattamento gli riservate” – queste le parole del primo ministro del Jammu & Kashmir Omar Abdullah, rispondendo alle accuse di presunte violazioni dei diritti umani nel suo paese mosse dal Parlamento britannico agli inizi di settembre.
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Cina, un grandioso progetto che sta infiammando (di preoccupazione) l’animo degli indiani e dei bangladeshi e si preannuncia forirero di problemi. Se realizzato peggiorerà le già difficili relazioni fra India e Cina. Quest’ultima infatti, per ovviare alla siccità del Tibet, sta progettando la costruzione di 1,2 miliardi di dollari di centrali di energia idroelettrica sullo storico fiume conosciuto come Brahmaputra in India e Yarlung Tsangpo in Cina.
Ovviamente la Cina asserisce che il progetto non avrà alcun impatto sulla portata delle acque del fiume che, specie nella parte cinese, è paragonabile solo a quella del Rio delle Amazzoni. Il Brahmaputra nasce sul monte Kailash, sacro a buddhisti, induisti e bon, nel Tibet occidentale, meta nel 1935 di uno dei più famosi viaggi di Giuseppe Tucci.
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Sul nucleare sapete come la penso. Da sempre, con Berlusconi o con Pinco Pallino al governo. Per me le questioni poste dal referendum del 12-13 giugno non sono politiche, ma etiche. E anche sugli altri temi potete immaginare come la penso.
Prima di tutto, per chi non sa ancora esattamente come funziona, visto che le domande sono oggettivamente difficili, un riassunto molto riassunto:
1) Privatizzazione dell’acqua (domanda 1): votando SI’ si dice no alla privatizzazione dell’acqua;
2) Privatizzazione dell’acqua (domanda 2): votando SI’ si dice no ai profitti sull’acqua;
3) Energia nucleare: votando SI’ si dice no al ritorno del nucleare in Italia;
4) Legittimo impedimento: votando SI’ si abolisce il legittimo impedimento del presidente del Consiglio e dei ministri (sul Sole 24 Ore, scusate se nomino la concorrrenza, la spiegazione sintetica, chiara e precisa delle nuove norme sul legittimo impedimento).
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Piccola riflessione sul clash culturale fra Islam e Occidente, e viceversa ovviamente. Perché mi sembra tutto così fuori dal tempo, assurdo, sorpassato. Sbagliato. Anche noioso, devo dire, è tutto un déjà vu. Ma in nome di questo la gente si fa le peggio cose.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano con un pezzo su Sai Baba, il guru indiano scomparso domenica scorsa.
Francamente io questo guru non lo conosco. Qualche anno fa invece ho conosciuto in aereo una donna, una casalinga italiana di una certa età, una signora molto
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Per protestare contro l’introduzione della celebrazione della festa di San Valentino 50 attivisti della Hindu Youth Federation di Madurai, una città bellissima (andateci) del Tamilnadu, nell’India meridionale, hanno celebrato il matrimonio di alcuni asini. Processione, rito del fuoco e tutto.
La manifestazione, anche se celebrare il matrimonio fra somari è un rito piuttosto usato nell’India meridionale, è stata capeggiata
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Ieri Terry Jones ha rinunciato a dar fuoco al Corano. Un piccolo gruppo di fondamentalisti cristiani invece ha strappato sei pagine del libro sacro davanti alla Casa Bianca per protestare contro la “farsa dell’Islam“.
In questa guerra fra culture, dove la religione ha assunto una valenza principalmente o solo politica, voglio proporre le poche e incisive parole del grande riformatore ed esponente del Rinascimento bengalese Swami Vivekananda (1863-1902), il guru che ha riproposto l’induismo in USA e Europa e ha fondato la Ramakrishna Mission.
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Leggevo qua e là della rupia, la moneta ufficiale indiana, che come tutti sanno ora ha il suo simbolo, disegnato dal radioso D. Udaya Kumar.
Un simbolo dal segno grafico così bello che l’ha apprezzato su Twitter anche la star di Bollywood Amitabh Bachchan, tanto che lo ha definito “figo” (veramente ha detto cool, ma non so come tradurlo meglio) e l’ha adottato come logo per la nuova stagione del suo famoso show televisivo Kaun Banega Crorepati (KBC).
Il nuovo simbolo della rupia è in realtà un’idea semplice: è la lettera Ra della devanagari, l’alfabeto sanscrito, tagliata da una barra trasversale. Ovviamente in occidente tutti si sono affrettati a commentare che la barra è stata aggiunta perchè la lettera sembrasse simile alla R dell’alfabeto romano, quello che usiamo per l’inglese, il francese, il tedesco, lo spagnolo, l’italiano e così via.
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