Una piccola nota sulla relazione fra cultura e soldi che, anche quando non vengono dati direttamente alle università, o elargiti sottobanco, giocano un ruolo fondamentale nell’indirizzo dato alla ricerca (e sono stata buona).
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Con l’insediamento di Lobsang Sangay c’è una netta svolta nella politica del Tibet in esilio. La “via di mezzo” del Dalai Lama mi pare completamente superata, quella che propugnava l’autonomia del paese in seno alla Cina. E prevedo nuove lotte.
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In USA è tempo di denunce dei redditi. Sapete che stipendio annuo ha dichiarato Steve Jobs?
Sì proprio lui, il cofondatore e CWO della Apple. Un (e dico 1) dollaro! Sissignori, un dollaro soltanto all’anno, ed è lo stesso stipendio che ha ricevuto nel 2008 e nel 2009. In aggiunta, ha percepito solo 248.000 dollari come parte del rimborso per le spese di lavoro correlate all’uso del suo aereo privato.
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Un nuovo crimine, il cyberbullying o bullismo digitale.
Il precedente, che ha fatto scalpore in USA, è il suicidio, il 22 settembre scorso, di un ragazzo di 18 anni, Tyler Clementi, che era stato filmato mentre andava con un uomo. Il video era poi stato mandato in streaming su Internet da due compagni di college.
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Guru e pandit al settimo cielo. L’India si sta svegliando, con l’aumentato benessere sta definitivamente riscoprendo le sue radici culturali – perché a pancia vuota non si ragiona – e la sua identità più profonda. E vuole farle conoscere al mondo.
Se avete in mente un viaggio in India, dal 7 all’11 gennaio 2011 si terrà a Bangalore, splendida e moderna città del Karnataka, nella regione centro meridionale del paese, la prima fiera internazionale dei libri di sanscrito, una specie di Salone del libro dedicato al sanscrito come lingua e come medium: letteratura, matematica, astronomia, storia, ecc. e, ovviamente, lo studio della lingua e della linguistica.
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La prima fermata della Metro dalla stazione Porta Nuova di Torino è al famoso bar Platti. Encomiabile, visto che è uno dei migliori bar d’Italia, paragonabile al Rosati di Roma (almeno fino a 15 anni fa), ma un po’ inutile, visto che a occhio e croce saranno 500 metri a piedi.
Vittorio Pasteris ci dice che il servizio Metro in città è ancora più inutile di quello che si pensi, visto che non al momento non funziona:
La Metro di Torino si sta portando avanti nei lavori per raggiungere il Lingotto a partire dall’inizio del 2010. Per fare questo dal giorno 11 giugno al giorno 11 luglio 2010 sono state programmate delle limitazioni del servizio per gli oramai molti utilizzatori della Metro. Sul sito GTT esiste un riassunto delle diverse modalità dei servizi ridotti.
La situazione della prima settimana, anche per il continuo maltempo, è stata a dir poco apocalittica.
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Steve Jobs, fondatore e presidente della Apple Computer, ha spezzato oggi una lancia in favore della Foxconn, l’impresa nella cui fabbrica di Foshan, nel sud della Cina, dieci lavoratori si sono suicidati nei mesi scorsi mettendo in luce le dure condizioni di lavoro nella regione chiamata “la fabbrica del mondo”. (PartecineseParteNopeo)
La Foxconn è l’azienda che assembla iPhone, iPod e iPad per Apple dove nei mesi scorsi ben 16 persone hanno cercato di suicidarsi e 12 ci sono riuscite.
Oggi il bravo Steve rettifica e dichiara che stanno cercando di capire cosa succede nell’azienda, che la Apple è attenta ai problemi dei lavoratori e che la situazione li preoccupa.
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Una storia di ordinaria discriminazione. Questa volta è statale e riguarda la posta certificata. Così Ademi ha scritto a Brunetta e ha avuto in cambio una promessa.
Ismail Ademi, Issi per gli amici, è albanese. [...] “Ho 26 anni. Da tredici vivo ad Arezzo”, spiega. “Faccio il consulente interculturale per ong, enti pubblici e aziende. Amo l’Italia e voglio impegnarmi per farla migliorare. Ho fatto domanda per avere la cittadinanza italiana”.
Il 26 aprile 2010 il ministro Renato Brunetta ha lanciato la posta elettronica certificata. “Per richiedere l’attivazione del servizio basterà collegarsi al portale postacertificata.gov.it e seguire la procedura per inoltrare la richiesta”, si legge sui giornali. Issi, cittadino modello, si collega. Accesso negato. Chiama il numero verde. Risponde una voce registrata: digita 1 se sei cittadino, 2 se pubblica amministrazione. “Ho digitato 1, ma la voce mi ha detto che il servizio è riservato ai cittadini italiani maggiorenni”, dice.
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Ieri mentre prendo un tè al bar dell’hotel Brufani aspettando il gran finale del Festival Internazionale del Giornalismo e lo sbarco della signora Noemi Letizia a Milano sento un vociare concitato.
Tizio, un giornalista che scrive per una nota testata americana, distinto più di un professore di Harvard e accompagnato da consorte in sobrio tailleur blu, circondato da altre tre persone, discute animatamente con il barista perché aveva offerto da bere e il ragazzo gli aveva chiesto di firmare il foglio con l’elenco delle consumazioni.
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Ieri sera cena con l’Harvard Club of Italy, organizzata dall’Harvard Business School. Una sessantina di uomini d’affari, qualcuno venuto anche da Roma e da Firenze, solo nove o dieci donne. Ospiti d’onore Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, rispettivamente presidente e amministratore delegato dell’Alitalia. Due uomini dal carattere d’acciaio, spietati – nel modo di parlare, oltre che nelle cose che hanno detto – ma vivaddio sinceri in modo quasi brutale.
Colaninno, dopo aver manifestato a più riprese il disprezzo “per i professori che sanno tutto” e in pratica non capiscono niente, ha parlato degli obbiettivi pienamente raggiunti del piano industriale stabilito e che si può riassumere così: la riorganizzazione dell’Alitalia tramite il licenziamento di 7000 persone, i tagli e lo svecchiamento graduale della flotta di aerei, l’accorpamento di alcune linee nazionali, gli accordi per tratte internazionali che sono “quasi un merging di aziende”, la riduzione drastica della presenza sindacale e, soprattutto, e questo era il punto iniziale ribadito da Colaninno, il depauperamento del potere dei piloti, che secondo lui era stato la causa principale del fallimento dell’azienda.
Tutto questo con un unico obbiettivo: ridurre i costi e aumentare le entrate per cominciare a ricavare un profitto. Il che in linea teorica mi sembra sensato perché un’azienda che non ha un profitti chiude, ovvio.
Una cosa sulla quale punta l’azienda è il mercato dell’utenza di Cina e India, in entrata verso l’Italia. Giustamente ha detto Colaninno che la nostra crescita è proporzionale alla loro crescita ed, essendo mercati enormi, ci dovremo aspettare un grosso turismo da Cina e India verso il nostro paese. Cosa che ho notato già questa estate, quando in piazza del Duomo c’erano famiglie indiane al completo venute evidentemente in vacanza.
Alla fine del lungo discorso mi sono avvicinata per chiarire un dubbio con
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