Come si sa, Buddha è come Gandhi: va bene per tutto. C’è sempre la massima o il sermone giusto per ogni occasione.
Si discute sull’avarizia menzionata nei versi del Tipitaka, il canone buddhista in pali. Bel dibattito fra studiosi, dai risvolti inaspettati.
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In Russia la Bhagavadgita, il testo sacro degli induisti, quello che Gandhi portava sempre con sé, rischia di essere messa fra i libri proibiti come letteratura "estremista", insieme al Mein Kampf di Hitler, per intenderci. Nella città di Tomsk, in Siberia, una corte ha stabilito che il sacro testo insulterebbe i non credenti.
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Sono 63 anni esatti che la Dichiarazione universale dei diritti umani è stata pubblicata dalle Nazioni Unite. Vi voglio solo segnalare il gioco (sì, un gioco) sugli Eroi dei Diritti umani del sito americano di Amnesty International.
Segnalate il nome del vostro eroe antico o contemporaneo fra personaggi come Gandhi, Martin Luther King, il Dalai Lama e madre Teresa di Calcutta, per dire, ma anche Nabeel Rajab, Hillary Clinton o Peter Gabriel (il cantante) o Noam Chomsky (il linguista)!
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Ho già parlato di Mayawati Kumari, il bizzarro primo ministro dello stato dell’Uttar Pradesh, di quando ha proibito la proiezione del film Aarakshan e di quando si è fatta costruire un memoriale costituito da 60 giganteschi elefanti in arenaria. Nella foto la vedete con la famosa ghirlanda fatta di banconote da 1000 Rupie.
Ora si scopre, grazie al mai troppo osannato Wikileaks, che la celibe signora ex maestra ora a capo del Bahujan Samaj Party, il terzo partito dell’India, ne ha combinata un’altra delle sue.
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India, Luknow. Vedete questa sfilza di 60 elefanti giganteschi in arenaria? In mezzo, anche se non si vede, circondata dagli animali, c’è Mayawati Kumari, il primo ministro dello stato più popoloso dell’India, l’Uttar Pradesh. Gli elefanti sono un memoriale che il ministro ha fatto costruire sulle rive del fiume Gomti, un tributario del Gange. La signora Mayawati, che è una Dalit, cioè una fuoricasta o intoccabile – ex intoccabile, diciamo meglio, dato che l’intoccabilità è stata ufficialmente bandita dal paese -, i pariah insomma, quelli che Gandhi chiamò Harijan, l’ha fatto costruire per onorare la memoria dei grandi intoccabili del passato come Ambedkar. Dice lei. Prezzo dell’opera: oltre 225 milioni di sterline.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla legge per lo sterminio dei cani randagi in Romania e l’immondo business che rappresenta (circa 300 milioni di euro).
Perché se è vero, come ha detto Gandhi, che la grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali, la Romania è un paese moralmente minuscolo.
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Anche l’India celebra la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II nella ricorrenza dei 25 anni dalla visita al paese, avvenuta il febbraio 1986. Ieri ha emesso un francobollo che mostrerà la facciata della Basilica di Nostra Signora dei Dolori a Thrissur, la capitale culturale del Kerala. Ci sarà anche la pedana usata dal Papa durante la visita alla città.
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Il libro di Joseph Lelyveld “Great Soul: Mahatma Gandhi and His Struggle with India“, dopo la recensione sul Daily Mail secondo cui Lelyveld avrebbe fatto intendere che Gandhi avesse un amante e non sopportava i sudafricani neri, è stato messo al bando in Gujarat.
Il governo del’India sta anche elaborando una legge che renderebbe un’offesa punibile con la prigione ogni tipo di insulto o mancanza di rispetto verso Gandhi,
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Su Gandhi è stato detto tutto e di più, ma questa è davvero grossa. Pare che Gandhi avesse un amante, il body builder ebreo tedesco Hermann Kallenbach, che era suo amico sin da quando il Mahatma stava in Sudafrica.
Questa, almeno, è la lettura che un giornalista del Daily Mail ha fatto scrivendo la recensione del libro di un altro giornalista, il premio Pulitzer Joseph Lelyveld “Great Soul: Mahatma Gandhi and His Struggle with India“. Da leggere tutto l’articolo, intitolato “Gandhi ‘lasciò sua moglie per vivere con un amante maschio’, afferma un nuovo libro“.
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Parlo di Rahul Gandhi, il figlio di Rajiv (primo ministro, assassinato nel 1991), che a sua volta era il figlio di Indira Gandhi (primo ministro, assassinata nel 1984) che a sua volta era la figlia di Jawaharlal Nehru (primo ministro, morto di infarto nel 1964).
Questo pupone, Rahul, anno di nascita 1970, membro del Parlamento indiano nel Lok Sabha – che è la Camera Bassa o la Camera dei Deputati -, bello alto e sempre sorridente, un po’ bubbo grasso e un po’ sogno di tutte le ragazze da marito, deve affrontare le pesanti accuse dell’Alta Corte di Allahabad.
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