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Il fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso

donna nera che piangePer il ministro dell’Interno Roberto Maroni gli incidenti avvenuti ieri a Rosarno, il Calabria, dove centinaia di immigrati hanno distrutto auto in sosta e si sono scontrati con la polizia – apparentemente per protestare contro un’aggressione contro due extracomunitari – sono dovuti all’immigrazione clandestina. (Reuters Italia)

Ancora una volta si nota l’oscurantismo culturale, per dirla con un eufemismo, del nostro ministro. Che ha addirittura dichiarato che alla base ci sarebbe l’eccessiva tolleranza verso l’immigrazione clandestina.

Ma quanto siamo buoni noi! Tolleranti. Concediamo a questi uomini di lavorare per anni per 14 ore al giorno e li lasciamo vivere in capannoni dismessi senza le più elementari norme igieniche. Li trattiamo come carne da lavoro. E questo perché? Per la nostra ben nota tolleranza.

Delle due l’una: o in Italia non abbiamo bisogno di questi lavoratori illegali a bassissimo costo, e allora li rimandiamo a casa, oppure se lavorano qui devono farlo a condizioni pari degli italiani (non oso dire condizioni legali perché qui ormai di legale in Italia c’è rimasto ben poco).

Altro che tolleranza signor ministro, comodo!
E oltre al comodo, indifferenza, collusioni, contiguità, complicità con le organizzazioni transnazionali locali (leggi: mafia, camorra, ndrangheta, Sacra Corona Unita). Una classe politica che sa e tace. Un’amministrazione che sa e non fa niente.

continua


La vergogna: Cuffaro contro Falcone e i giornalisti

Un video terribile dove Totò Cuffaro, ancora giovane deputato democristiano, nella maratona televisiva per commemorare Libero Grassi, accusa con violenza i giornalisti di fare giornalismo mafioso e Falcone di lanciare accuse infamanti contro “la classe migliore della Sicilia”, cioè contro la mafia.

Il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone, con la moglie e gli agenti di scorta, è stato ucciso dalla mafia nella strage di Capaci.

Salvatore Cuffaro invece, che dal 1991 era vice presidente della Commissione regionale antimafia, ha rivestito numerose cariche istituzionali e nel 2001 è diventato governatore della Sicilia.