Tag Archives: cristianesimo

L'amore è amore e qualche volta miagola (anche in vacanza)

Ieri ho avuto una mezza discussione sull’amore con un conoscente. Persona preparata, ancora con degli ideali nonostante l’età non verde e le molte disillusioni.

Diceva: pensa, con tutti questi immigrati clandestini che vengono da paesi disastrati e mia moglie ha speso 400 Euro per fare le analisi alla micia malata! Ma ci pensi? Quattrocento euro spesi per un gatto e poi magari ci rifiutiamo di aiutare i marocchini disperati (cioè magrebini, ndr).

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La concezione cristiana del mondo di Pavel A. Florenskij

FlorenskijDa domani 8 giugno potrete trovare in libreria il libro tradotto dal russo e curato da Antonio Maccioni La concezione cristiana del mondo, di Pavel A. Florenskij. Il libro raccoglie un ciclo di lezioni sulla concezione cristiana del mondo tenuto nel 1921 dal filosofo, matematico e religioso russo Florenskij (1882-1937) all’Accademia teologica di Mosca.

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L'India celebra Giovanni Paolo II (a modo suo)

Giovanni Paolo II e Madre Teresa di CalcuttaAnche l’India celebra la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II nella ricorrenza dei 25 anni dalla visita al paese, avvenuta il febbraio 1986. Ieri ha emesso un francobollo che mostrerà la facciata della Basilica di Nostra Signora dei Dolori a Thrissur, la capitale culturale del Kerala. Ci sarà anche la pedana usata dal Papa durante la visita alla città.

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Islam in USA, quando la religione è una cosa seria

bambino musulmanoQuando anche la scuola è una cosa seria. Infatti in Texas i conservatori domani voteranno per sottoscrivere un documento da mandare al Texas Board of Education, l’organismo che si occupa della qualità dell’istruzione di base.

Dicono che i libri di storia del sesto grado (per i bambini di 9-10 anni) presentano una versione dei fatti pro Islam e anticristiana, e che devono quindi essere riformati.

La stessa cosa è successa qualche anno fa in California con un gruppo di induisti conservatori, che volevano riformare i passaggi dei libri di testo

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Swami Vivekananda, il Corano e la coincidenza dell'11 settembre

Swami VivekanandaIeri Terry Jones ha rinunciato a dar fuoco al Corano. Un piccolo gruppo di fondamentalisti cristiani invece ha strappato sei pagine del libro sacro davanti alla Casa Bianca per protestare contro la “farsa dell’Islam“.

In questa guerra fra culture, dove la religione ha assunto una valenza principalmente o solo politica, voglio proporre le poche e incisive parole del grande riformatore ed esponente del Rinascimento bengalese Swami Vivekananda (1863-1902), il guru che ha riproposto l’induismo in USA e Europa e ha fondato la Ramakrishna Mission.

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India, un panino una birra e poi - Gesù

GesùChe devo dire? A me l’immagine di questo Gesù con la lattina di birra in una mano e la sigaretta nell’altra piace, mi piace pensare a un figlio di dio così umano, così bello con i capelli lunghi e biondi, che sembra un fricchettone buono.

Invece in India l’hanno presa molto male.

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India, 2° premio Bufala internazionale 2010

bambino indianoPare che gennaio si sia già giocato i primi due posti del podio della Migliore Bufala dell’anno 2010.

Questa sta facendo un gran chiasso nei forum degli induisti fondamentalisti. L’agenzia Press Trust of India infatti riporta la notizia dello “shocking case of caste discrimination” successo a Dindigul, in Tamil Nadu.

Un ragazzo Dalit ha denunciato di essere stato costretto a mangiare feci umane da un gruppo di “cristiani di alta casta” per aver camminato con i suoi sandali nella loro strada.

(A questo punto mi aspetto che i cristiani d’alta casta mangino i bambini)

Induismo: se Atene piange, Sparta non ride

La comunità degli indiani in USA ha chiesto ufficialmente il ritiro di questo video, che insulta le maggiori religioni e particolarmente l’Induismo, parolacce e tutto. La didascalia su Youtube recita:

    L’Islamismo vince la gara della violenza, il Cristianesimo vince la gara della cattiveria, il Buddhismo vince la gara della pomposità alla testa di cavolo, l’Ebraismo vince la gara dell’egocentrismo ma l’Induismo li batte tutti nella gara della pura stupidità.

Festa di sangue, in nome della religione

agnelloFra poco si concludono i 70 giorni dalla fine del Ramadan e si celebra una delle feste più crudeli di tutte le religioni:Id al-Kabir. E’ una festa familiare che si incentra sul sacrificio o di un agnello per singola persona, o di un cammello per un gruppo di 7 persone.

La cosa assurda e crudele è come l’animale, che deve essere giovane e privo di difetti fisici, deve essere ritualmente ucciso. La famiglia si riunisce intorno a lui, lo tiene fermo e il padre famiglia gli taglia la gola, in teoria con un unico fendente. La povera bestia viene lasciata lì, a sanguinare fino alla morte.

Il resto non ci interessa, perché viene fatto questo e cosa fanno all’animale, che a quel punto è morto, perché non è di quello che voglio parlare, ma della pratica in sé.

Infatti l’Osservatorio provinciale delle immigrazioni di Bologna ha distribuito delle locandine per chiarire le norme con cui deve essere eseguita questa esecuzione.

Ma dove siamo arrivati? Che in nome della religione anche in Italia si accettano pratiche per noi illegali e assolutamente non etiche? Se il Papa dice una parola assurda ha tutti contro, ma se l’Islam (da noi, terra cristiana da millenni) impone certe regole che ci ripugnano, e che sono contro la legge, allora gli si dice solo come eseguirle al meglio?

Prima di tutto il nostro regolamento giuridico impone che all’animale venga risparmiata ogni sofferenza e venga stordito prima della macellazione, e ucciso in modo veloce. E poi, è etica questa pratica? E’ giusto farla, in nome della religione?

Viste con occhi di chi ha insegnato religioni asiatiche, io non credo.

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Ottimo giornalismo: The New York Times e la violenza in India

GandhiUn esempio di ottimo giornalismo, l’articolo del NYT Violence in India Is Fueled by Religious and Economic Divide sulla violenza scoppiata in Orissa i giorni scorsi, scritto da due corrispondenti dall’India, Hari Kumar da Tiangia e Heather Timmons da New Delhi.

I giornalisti commentano i fatti verificando e chiedendo alle fonti senza lanciarsi in presentazioni ideologiche, come troppo spesso succede in Italia, dove i fatti sono distorti ad hoc. Chi studia professionalmente l’India queste cose le conosce già ma dubito che la massa degli utenti le conosca.

L’articolo mette in luce che, paradossalmente, la causa della violenza sono i servizi offerti dai missionari cristiani alle classi più disagiate, incluso i Dalit, quelli che un tempo erano chiamati intoccabili o pariah e che Gandhi chiamò Harijan, figli di Dio, e di cui già nell’ottobre 2006 facevo notare la conversione di massa.

Le tensioni fra induisti, musulmani e cristiani sono sempre state presenti, ma con i cristiani sono aumentate proprio per il decollo dell’economia.

Il governo infatti è troppo spesso assente e i missionari offrono un buon servizio scolastico che include l’insegnamento dell’inglese, essenziale per chiunque ambisca a un lavoro nel business o nell’IT.

Le vecchie leggi anticonversione rendono illegale l’uso della forza, le lusinghe o i benefici per indurre la gente a convertirsi al cristianesimo. Gli attivisti induisti affermano che i cristiani spesso hanno infranto la legge ma i cristiani dicono che le conversioni sono volontarie.

Il punto che si deduce è che non è assolutamente la paura dell’illegalità che monta gli animi degli induisti più radicali ma la loro paura che i cristiani, grazie a un’educazione scolastica più adeguata, siano avvantaggiati nel trovare un buon lavoro.

Ancora una volta, bravo NYT! L’argomento è molto sensibile e poteva essere politicamente difficile, specie sotto elezioni, ma l’ha trattato in grande stile.

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