L’ultimo volume di Asia Maior è stato appena pubblicato con il titolo di Ripresa economica, conflitti sociali e tensioni geopolitiche in Asia, a cura di M. Torri e N. Mocci, Bologna: Odoya. Il volume esamina le principali vicende politiche, sociali ed economiche del 2010 di 18 paesi asiatici. Io tratto la Repubblica Federale Democratica del Nepal nell’articolo “Nepal, la difficile costruzione della nazione: un paese senza costituzione e un parlamento senza primo ministro”.
A breve sul sito di Asia Maior potrete leggere gratuitamente tutti i saggi.
Quello di Enrica Garzilli sul Nepal, come tutti gli anni, su quello dell’Asiatica Association.
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L’India “spera che gli attacchi aerei non portino un danno ancora maggiore ai civili innocenti, agli stranieri e alle missioni diplomatiche e il loro personale ancora in Libia” (Headlines India).
Mi pare che l’India sia una dei pochi stati che si è preoccupato della gente, del popolo che sta lì: cioè di quelli che soffriranno di più. Dei civili. Delle donne, dei bambini, dei vecchi, degli impediti e dei minori a vario livello. Degli animali. Perché le casualties sono loro, e ce ne sono sempre tante,
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Su quello che sta succedendo in Giappone voglio segnalare un blog, riprendendo la tradizione di Orientalia di segnalare altri siti o post italiani e stranieri. Si intitola “L’era atomica da Hiroshima a oggi” ed è pieno di notizie e risorse agiornatissime e, sopratutto, di prima mano. Per esempio su Fukushima riporta il comunicato stampa originale del Nuclear Energy Information Service, poi l’account Twitter sulla situazione, i video live dal Giappone (in giapponese, ma le immagini sono chiarissime ed esplicative più di una tesi di laurea) e così via.
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Sapete di Wkileaks, vero? The Hindu ha cominciato a pubblicare i documenti relativi a India, Pakistan, Tibet, Cina ecc. e anche sugli attacchi di Mumbai ecc.
Commovente il documento del 2008 Dalai Lama che scongiura gli USA a convincere la Cina ad ascoltarlo e iniziare un vero dialogo. Inutilmente, ovviamente.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano Il Dalai Lama lascia: morto il re, viva il re!
Aldilà di tutte le considerazioni, meglio che Sua Santità se ne vada e sia eletto ora un suo successore piuttosto che
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Il Dalai Lama ha appena annunciato che rinuncerà al suo ruolo politico come capo dei tibetani per lasciarlo al capo che verrà eletto. Rimarrà ovviamente il capo spirituale dei buddhisti vajrayana.
Lo proporrà formalmente alla sessione del 14esimo Parlamento tibetano in esilio che comincerà il 14 marzo. La decisione era già nell’aria da tempo e molti tibetani, sia dal Tibet sia dall’estero, gli avevano chiesto di rimanere al suo posto. Il suo carisma anche in Occidente è indiscusso. Sua Santità Tenzin Gyatso ha appena dichiarato:
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Ieri è uscito, con un po’ di giorni di ritardo per ragioni tecniche, l’articolo di Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano intitolato “La Cina “blocca” la Rivoluzione dei gelsomini asiatica censurando il web“.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Il video è bellissimo, quasi commovente nella sua semplicità. “I cuori di quelli che credono negli stessi ideali sono legati”, dice Chen Guangcheng. Dice anche che il governo cinese è tenuto in ostaggio dai burocrati che violano la Costituzione, ma che il paese è in via di transizione.
Aveva accusato le autorità di Pechino di perseguire la “politica del figlio unico” con sterilizzazioni e aborti forzati. Ora, dopo quattro anni di prigione, è sorvegliato 24 ore su 24 e non può uscire dalla sua abitazione. Il suo è un altro caso di detenzione illegale, dopo quello del premio Nobel Liu Xiaobo. (continua)
Ieri sera, con otto ore di ritardo dopo aver mandato il testo (che dicevo dell’efficienza?), Enrica Garzilli ha pubblicato un nuovo articolo su Il Fatto Quotidiano.
Parla della visita del presidente cinese a Obama e delle questioni sul piatto fra USA e Cina.
E anche dei 16.000 piatti e pezzi di porcellana che verranno usati
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L’ho letto e ho riso. Ma poi ci ho ripensato e ho trovato che Christine H. Tan, occidentale che vive a Shangai, non abbia poi tutti i torti. Dà consigli alle occidentali su come stabilire una relazione amorosa che ti fa diventare una perfetta fidanzata cinese, che è adorata dal suo uomo, coccolata, seguita, servita e riverita.
Asserisce che lasciare a un uomo troppo spazio non va bene – e posso testimoniare che la maggior parte degli uomini occidentali questo spazio lo impiega molto, molto male. Pare invece che gli uomini cinesi, oltre ad amarti e seguirti, facciano anche tutte le faccende di casa tipo come lavare stirare cucinare e via dicendo. In sunto: noi donne occidentali dell’amore non ci abbiamo capito niente.
Christine dà consigli su come far diventare un fidanzato metà amante e metà lacchè personale. Dice che la donna occidentale è troppo attenta a rispettare l’individualità del suo uomo, mentre il segreto sta nello spogliare il fidanzato della sua individualità, cosicché si riconosca solo nella vita di coppia – regole incluse. E veniamo alle richieste di Christine al suo ragazzo:
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