Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano:
A dieci anni dalla distruzione dei Buddha di Bamiyan, uno dei principali simboli del paese, non si placa il conflitto tra le forze Isaf e i Talebani. Sono sessantotto le vittime della coalizione dall’inizio del 2011.
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Sette anni dopo che i Talebani hanno distrutto i Buddha di Bamiyan, in Afghanistan, una missione archeologica franco-afghana ha scoperto parti di un Buddha dormiente di 19 metri, sepolto nella terra.
Non è chiaro che fine faranno, ma intanto, per proteggerli, sono stati ricoperti di nuovo dalla terra: non si sa se sono più pericolosi i talebani o i ladri d’arte antica e reperti archeologici.
E’ successo in pieno giorno, sotto gli occhi di tutti e nell’indifferenza della stampa internazionale: il 15 ottobre scorso dei militanti islamici pro-talebani hanno distrutto con il trapano elettrico il più grande e antico Buddha esistente scolpito nella roccia, dopo quelli già distutti di Bamiyan nel 2001. Gli hanno sfregiato il volto. E’ accaduto nel Pakistan nord-occidentale, nella valle dello Swat.
Ma non è successo in sordina, no: da giorni gli archeologi, i politici e le persone di cultura
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