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	<title>Orientalia4All</title>
	<link>http://orientalia4all.net</link>
	<description>A WordPress+Lightpress-powered blog</description>
	<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 10:17:05 GMT</pubDate>
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      <title>Sulla chiusura di The Pirate Bay e di La baia: libertà, ma non di delinquere</title>
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      <pubDate>Tue, 12 Aug 2008 09:28:51 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:AkvUADan35k-dM:http://www.breakitdownblog.com/wp-content/uploads/2008/01/the_pirate_bay_logo.jpg" alt="The Pirate Bay" /><a href="http://mashable.com/2008/08/09/italy-blocks-piratebay/">Oggi</a> sia The Pirate Bay sia <a href="http://labaia.org/">La baia</a> sono chiusi e al loro posto si vedono <a href="http://thepiratebay.org/">questi annunci</a> della Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria Bergamo.</p>
<p>Pubblico di seguito <a href="http://orientalia4all.net/post/pirate-bay-e-chiuso-ma-la-baia-e-aperta#502527">un commento</a> al mio <a href="http://orientalia4all.net/post/pirate-bay-e-chiuso-ma-la-baia-e-aperta">post di ieri</a> sulla chiusura italiana dell'accesso al popolare BitTorrent e il durissimo articolo che l'annuncia. E' di <a href="http://abcdiritto.it/">Hermans Jazzoni</a>, che si occupa anche di pirateria informatica sia come avvocato, sia come programmatore e <a href="http://abcdiritto.it/risultati/?cx=partner-pub-2142762596373183%3Agnjvpjhk3h5&amp;cof=FORID%3A10&amp;q=sicurezza&amp;sa=Cerca#1210">esperto di cracking</a>, anche se amatoriale.</p>
<p>Io non so cosa sia giusto o ingiusto, cosa sia legale a illegale, a naso mi sembra che non si possa imputare un mezzo, il p2p, di essere illegale, ma certi contenuti sì, e l'uso di un mezzo così veloce, effimero e di massa per condividerli forse anche. Penso, soprattutto, alle organizzazioni criminali transnazionali che mettono in opera tutti i mezzi possibili, e non rintracciabili, per trasmettere e scambiarsi file pedopornografici.</p>
<p>Tutti sanno che il concetto di legalità e di liceità sono stati stravolti dall'uso di Internet e dalla facilità estrema di compiere atti di criminalità informatica, per esempio la copia intera <a href="http://it.blogbabel.com/">dei dati di un database privato,</a> ma messo online perché tutti ne usufruiscano <em>gratis et amore dei</em>, per usarli in altro modo, a nome proprio e senza neanche menzione della fonte.</p>
<p>Voglio ribadire anche una cosa, che ho sempre affermato (anche attirandomi le ire dei tromboni estremisti del "<em>libero tutto sempre e a ogni costo</em>": quando non sono lesi i loro interessi, ovviamente!): anche la libertà di copiare, se è solo libertà di copiare cose innocenti o utili, e di trasmettersi liberamente i dati online con il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer">peer to peer</a>, può danneggiare il piccolo che vive delle sue opere. Penso a un mio conoscente piccolo regista d'essai e malamente piratato.</p>
<p>Danneggia le grandi case discografiche e le multinazionali di Hollywood, e che si faccia posso anche capirlo, perché decidono la politica dei prezzi in modo assolutamente gonfiato (posso capirlo, ma se è illegale è illegale: non esiste una legge Robin Hood!). Ma a me e l'organizzazione che rappresento ha danneggiato che <a href="http://www.asiatica.org/jsaws/book.php">uno dei miei libri</a> sia stato scannerizzato da un professorucolo inglese e inviato ai suoi studenti. Non sarà p2p, sono solo poche centinaia di studenti ed è stato fatto per fini di studio (a dirla tutta, è fatta per farci un dispetto, ma tutti sanno che l'Accademia ha altissimi ideali!:)), ma l'<em>Asiatica Association</em> di questo ci vive. Ha fatto bellissime cose per 13 anni, le ricomincerà a fare a settembre, è stata all'avanguardia per tante cose a livello internazionale (e in USA a livello tecnologico non è facile essere i primi), ha regalato e condiviso tanto, è menzionata nelle migliori enciclopedie, ma ha bisogno, come tutti, di soldi per sopravvivere. E quindi quello che ha fatto il signore di cui sopra è stato non solo illegale, ma anche ingiusto. Che è peggio.</p>
<p>Questo il commento. <a href="http://orientalia4all.net/post/indirizzi-ip-diritto-alla-privacy-e-marketing">Ancora una volta</a> grazie, Hermans!</p>
<blockquote>
<p>Non so se sia più comico il messaggio della "baia" o la confusione che si è generata intorno. Per chi non conosce la pseudo anarchica scena del cracking (per altro andrebbe fatto un grosso distinguo separando chi si serve della scena con la stessa avidità di quelle organizzazioni criminali che smerciano dall’oriente le collezioni di software, film ed mp3 ecc. ) non può cogliere la povertà al fondo delle parole razziste e diffamatorie che si leggono in quel post.</p>
<p>Quelle frasi, prendendo spunto dalla vicenda “mediaset/youtube” sulla falsa riga dello spirito dei vari proclami che solitamente le “ciurme” lasciano all’interno delle singole release (i file “*.nfo” per capirci). Sin dal loro apparire si è potuto leggere di tutto in quei file. La realtà vera e che non ci sono principi. E dalle parti della “baia” non c’è nessuna libertà. Solo fumo negli occhi.</p>
<p>Quali principi? La storia dovrebbe dire qualche cosa. Già i “nonni” di questi sistemi hanno danneggiato le ragioni per cui era nato anni fa lo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Shareware">shareware</a> ad esempio. Vi ricordate? Il miraggio di avere programmi migliori e programmatori soddisfatti perché premiati sul campo?</p>
<p>Vogliamo parlare di cose serie? Pensiamo a tutelare e favorire l’accesso alla conoscenza per coloro che non possono permettersela. Per coloro a cui, ancora oggi, è negata per ragioni politiche o religiose. Siamo cresciuti o no? Se penso ad internet penso anche all’informatica in senso stretto. A fianco, però, c’è un’altra parte più umana che mostra e racconta fatti che altrimenti resterebbero nascosti. Penso al dissenso sulle scelte politiche che altrimenti non troverebbe spazio. Se penso ad internet vedo anche il lavoro di tanti che hanno contribuito a renderlo condominiale. A programmatori che realizzano estensioni sperando che attraverso il sudore della loro fronte qualcuno faccia una donazione per dei bambini lontani.</p>
<p>Queste sono libertà da tutelare. Il diritto a nascondere le proprie tracce digitali ma non la facilità di commettere un reato. Il diritto alla libertà di esprimere le proprie opinioni ma non la libertà di mettere il filmato porno della propria ex. Il diritto a condividere il sapere ma non la libertà di violare i legittimi diritti di chi non vuole fare altrettanto. Il diritto di copiare ciò che merita di essere salvaguardato. Battersi per una legge che garantisca il diritto al lavoro, permettendo l’accesso gratuito al software il cui apprendimento è considerato indispensabile per essere assunti.</p>
<p>No. I distinguo vanno fatti. Troppo comodo invocare la libertà quando si è dalla parte del torto. Anche gli artisti devono campare, come i programmatori … come tutti. Le farneticazioni della baia sono speculari a quelle delle software house che infilano giocattoli pericolosi per la privacy compressi e cifrati perché sfuggano ad un controllo superficiale. Scuse. Non libertà solo scuse.</p>
</blockquote>
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      <category domain="http://technorati.com/tag/arte">arte</category><category domain="http://technorati.com/tag/Asiatica+Association">Asiatica Association</category><category domain="http://technorati.com/tag/Berlusconi">Berlusconi</category><category domain="http://technorati.com/tag/bitorrent">bitorrent</category><category domain="http://technorati.com/tag/community">community</category><category domain="http://technorati.com/tag/comunit%C3%A0">comunità</category><category domain="http://technorati.com/tag/cultura">cultura</category><category domain="http://technorati.com/tag/democrazia">democrazia</category><category domain="http://technorati.com/tag/diritti">diritti</category><category domain="http://technorati.com/tag/diritto">diritto</category><category domain="http://technorati.com/tag/etica">etica</category><category domain="http://technorati.com/tag/fascismo">fascismo</category><category domain="http://technorati.com/tag/film">film</category><category domain="http://technorati.com/tag/finanza">finanza</category><category domain="http://technorati.com/tag/free">free</category><category domain="http://technorati.com/tag/giochi">giochi</category><category domain="http://technorati.com/tag/gioco">gioco</category><category domain="http://technorati.com/tag/governo">governo</category><category domain="http://technorati.com/tag/internet">internet</category><category domain="http://technorati.com/tag/ip">ip</category><category domain="http://technorati.com/tag/Italia">Italia</category><category domain="http://technorati.com/tag/Italy">Italy</category><category domain="http://technorati.com/tag/La+baia">La baia</category><category domain="http://technorati.com/tag/legge">legge</category><category domain="http://technorati.com/tag/libert%C3%A0">libertà</category><category domain="http://technorati.com/tag/libro">libro</category><category domain="http://technorati.com/tag/media">media</category><category domain="http://technorati.com/tag/musica">musica</category><category domain="http://technorati.com/tag/news">news</category><category domain="http://technorati.com/tag/online">online</category><category domain="http://technorati.com/tag/p2p">p2p</category><category domain="http://technorati.com/tag/partecipazione">partecipazione</category><category domain="http://technorati.com/tag/politica">politica</category><category domain="http://technorati.com/tag/prezzi">prezzi</category><category domain="http://technorati.com/tag/privacy">privacy</category><category domain="http://technorati.com/tag/risorse">risorse</category><category domain="http://technorati.com/tag/sicurezza">sicurezza</category><category domain="http://technorati.com/tag/software">software</category><category domain="http://technorati.com/tag/studenti">studenti</category><category domain="http://technorati.com/tag/The+Pirate+Bay">The Pirate Bay</category><category domain="http://technorati.com/tag/valori">valori</category>
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      <title>Lo WordCamp di Milano nello splendore d'India</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/lo-wordcamp-di-milano-nello-splendore-dindia</link>
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      <pubDate>Sat, 17 May 2008 14:58:26 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://storage1.evectors.it/static/images/transform/site002498/users/000066_004.jpg?resize(50!x50!)" alt="Enrica Garzilli" />Diciamo la verità, anche Milano può essere bella quando si sta tutto il giorno in un Barcamp come quello di sabato scorso. Con il sole, il parco, la gente e l'ospite d'onore, il 16esimo uomo più potente del Web, Matt Mullenweg, e tanti amici e conoscenti.</p>
<p>Il <a href="http://www.wordcamp.it/">WordCamp </a>è stato un vero successo, innanzi tutto per la felice scelta del luogo. Siamo stati all'Old Fashion Café, un locale storico, nel bel mezzo di Parco Sempione vicino alla Triennale. Come succedeva nei tempi vedici quando c'erano le scuole all'aperto, sotto gli alberi. Si stava lì in pace o ci si poteva sgranchire le gambe, in mezzo alla natura e in silenzio, il tempo è stato splendido, gli alberi tutti verdissimi, i cespugli in fiore: in pratica il nostro teatro non era il palco all'aperto, fuori del locale, e le sale dentro, ma tutto parco Sempione. Una meraviglia, davvero, sarà poi che oggi piove e sembra che sia tornato l'autunno.</p>
<p>Tutto molto informale, come dovrebbe essere, senza l'obbligo di stare chiusi in un posto chiuso, magari bellissimo e prestigioso, ma che irrigidisce i rapporti e i pensieri. Tutto libero, senza la marea di gadegt e spillette che tanto piacciono a tutti ma che io una volta arrivata a casa butto via al volo. Non c'era il pranzo gratis? Tutti siamo in grado di comprare dei panini nei bar sparsi nel verde, non è quello che fa la differenza. La differenza era che il posto bello, grande e aperto permetteva di andare e venire a piacimento, di sentirsi liberi, come dovrebbe essere un BarCamp -- che, se è organizzato e rigido, diventa una conferenza.</p>
<p>Lo stile di questo WordCamp mi ha ricordato le <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gurukul">gurukul</a>, le scuole tradizionali indiane dove tutti sedevano all'aperto, sotto gli alberi,  <a href="http://orientalia4all.net/post/lo-wordcamp-di-milano-nello-splendore-dindia">continua</a>]]></description>
      <category domain="http://technorati.com/tag/articoli">articoli</category><category domain="http://technorati.com/tag/Asia">Asia</category><category domain="http://technorati.com/tag/Asiatica+Association">Asiatica Association</category><category domain="http://technorati.com/tag/autoreferenzialit%C3%A0">autoreferenzialità</category><category domain="http://technorati.com/tag/barcamp">barcamp</category><category domain="http://technorati.com/tag/blog">blog</category><category domain="http://technorati.com/tag/blogger">blogger</category><category domain="http://technorati.com/tag/blogging">blogging</category><category domain="http://technorati.com/tag/citizen+journalism">citizen journalism</category><category domain="http://technorati.com/tag/community">community</category><category domain="http://technorati.com/tag/comunit%C3%A0">comunità</category><category domain="http://technorati.com/tag/cultura">cultura</category><category domain="http://technorati.com/tag/eventi">eventi</category><category domain="http://technorati.com/tag/evento">evento</category><category domain="http://technorati.com/tag/giornali">giornali</category><category domain="http://technorati.com/tag/giornalismo">giornalismo</category><category domain="http://technorati.com/tag/giornalisti">giornalisti</category><category domain="http://technorati.com/tag/gurukul">gurukul</category><category domain="http://technorati.com/tag/India">India</category><category domain="http://technorati.com/tag/libert%C3%A0">libertà</category><category domain="http://technorati.com/tag/Marcello+Foa">Marcello Foa</category><category domain="http://technorati.com/tag/Matt+Mullenweg">Matt Mullenweg</category><category domain="http://technorati.com/tag/Milan">Milan</category><category domain="http://technorati.com/tag/Milano">Milano</category><category domain="http://technorati.com/tag/partecipazione">partecipazione</category><category domain="http://technorati.com/tag/politica">politica</category><category domain="http://technorati.com/tag/qualit%C3%A0">qualità</category><category domain="http://technorati.com/tag/Rgveda">Rgveda</category><category domain="http://technorati.com/tag/Russia">Russia</category><category domain="http://technorati.com/tag/studenti">studenti</category><category domain="http://technorati.com/tag/Tagore">Tagore</category><category domain="http://technorati.com/tag/tempo">tempo</category><category domain="http://technorati.com/tag/Universit%C3%A0">Università</category><category domain="http://technorati.com/tag/valori">valori</category><category domain="http://technorati.com/tag/web">web</category><category domain="http://technorati.com/tag/wordcamp">wordcamp</category>
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      <title>La libera condivisione della conoscenza </title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/la-libera-condivisione-della-conoscenza</link>
      <guid>http://orientalia4all.net/post/la-libera-condivisione-della-conoscenza</guid>
      <pubDate>Sat, 23 Feb 2008 15:30:43 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:4DYtTctrxRHCEM:http://www1.istockphoto.com/file_thumbview_approve/3088717/2/istockphoto_3088717_two_little_girls_studying_together.jpg" alt="girls studying together" />Pochi giorni fa la Faculty of Arts and Sciences di Harvard ha votato, <a href="http://www.news.harvard.edu/gazette/2008/02.14/99-fasvote.html">prendendo una decisione rivoluzionaria</a>: ha dato all'università il permesso di rendere gli articoli scientifici dei professori della facoltà disponibili al pubblico, pur ritendo gli autori il copyright, eccetto che per quelli scritti per profitto.</p>
<p>Harvard quindi collezionerà, archivierà e distribuirà gratuitamente nel mondo gli articoli, prima di tutto, ovviamente, quelli scritti con i fondi dati dall'università o dal governo.</p>
<p>Questa è una svolta epocale. Il proposito è quello, come è successo con i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_di_programmi_open_source">programmi open source</a>, di contrastare le grandi riviste accademiche, che non danno più il permesso, e lo posso testimoniare, di distribuire neanche una copia dei propri articoli per fini di studio, e il cui prezzo di abbonamento è salito a livelli astronomici.</p>
<p>Io faccio una fatica bestiale e consulto centinaia di libri articoli ecc., spesso a mie spese, attingo ad anni di studi e di letture della <em>scholarship</em> che mi ha preceduto, vado a conferenze e scambio idee con altri studiosi per non inaridirmi ed entrare nel <em>loop</em>, con la stessa ideuzza che gira e rigira nella testa, e soprattutto penso (non è che tutti pensino al mondo, o il mondo andrebbe un po' meglio e non lo avremmo rovinato in modo quasi irreparabile), analizzo, elaboro, connetto, sintetizzo, trovo il punto debole di un sistema, rettifico il tiro, verifico, riverifico, scrivo, controllo e ricontrollo, aggiungo apparati e note, infine dopo un paio di anni pubblico il mio articolo <em>gratis et amore dei</em>, la casa editrice ci guadagna perché vende gli abbonamenti e poi non posso neanche dare una copia dei miei lavori a un mio collega senza fare  io stessa l'abbonamento?</p>
<p>Le case editrici scientifiche professionali come l'olandese <a href="http://cdl.cilea.it/index.php?id=kluwer">Kluwer</a>, che ha 650 riviste scientifiche e pubblica la più prestigiosa rivista di studi orientali, l'<em>Indo-Iranian Journal</em>, ha un abbonamento che costa 250 Euro all'anno per quattro numeri. La qualità dei lavori è ottima (mi pregio di essere stata l'unica studiosa italiana ad avervi pubblicato, e diverse volte); ma il prezzo è davvero un po' alto. Quando pubblico mi dà 10 e dico dieci copie del lavoro: finite quelle, che di solito si usano nei concorsi, in teoria non potrei neanche fotocopiare il mio articolo e distribuirlo per usi non commerciali (perché poi vedo molto commerciabile un lavoro su  <em>The practice of sahagamana and some connected problems</em>, o su <em>Uneditited Sanskrit letters of the Rajguru of Nepal</em> o su alcuni versi dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rigveda">Rgveda</a>, per fare qualche esempio).</p>
<p>Certo, le riviste si possono consultare in qualsiasi biblioteca, e in USA anche i paesini ne hanno almeno una, di solito molto ben gestita, in grado di fornire libri e articoli da tutto il mondo con il prestito internazionale. Ma questo non è vero nel resto del mondo, Italia inclusa, dove chiedere dei libri  è già una mezza impresa e farli venire da fuori è qualcosa di molto arduo, macchinoso e burocratico.</p>
<p>Il prestito internazionale funziona bene solo all'interno delle biblioteche di facoltà, quando i bibliotecari sono svegli e collaborativi -- cioè, quando hanno vinto il posto per merito, caso assai raro, o quando dopo averlo vinto hanno deciso di imparare la nobile arte della gestione dei libri e della biblioteca, caso assai più frequente, o si sono appassionati al tipo di lavoro, caso che ha del miracoloso eppure esiste, giuro.</p>
<p>L'esigenza di Harvard è nata quindi dal bisogno di avere più controllo sul proprio lavoro. Il compito primario di una università è <em>la creazione, la diffusione e la preservazione della conoscenza</em>.</p>
<p>L'accesso libero e gratuito ai frutti della ricerca è un passo essenziale per raggiungere questo obbiettivo, e per avere il <em>feedback</em> di studiosi che altrimenti non avrebbero accesso alle risorse. Per esempio, tutti quelli dei paesi in via di sviluppo, o quelli dei paesi occidentali senza larghi mezzi, visto anche che le università e i vari governi hanno generalmente tagliato i fondi per la ricerca, specie in campi di studio com le scienze orientali (compreso quelli più appetibili come la matematica sanscrita, la fisica egiziana, l'astronomia babilonese, e così via.)</p>
<p>Ovviamente il copyright degli articoli rimane agli autori, ma non la licenza di uso. Questo significa che se un giorno l'autore vuole fare delle modifiche o delle migliorie, o vuole ampliare il suo lavoro precedente, è libero di farlo. Al contrario dei progetti <em>open source</em>, nessuno può modificare o ampliare quel particolare risultato: può però, come si fa normalmente, partire dallo stato del lavoro per portare avanti la ricerca e trovare altri risultati, e pubblicare poi un altro lavoro.</p>
<p>L'iniziativa di Harvard, la prima del genere nel mondo, oltre a scardinare il potere delle grandi case editrici risolve in modo concreto il problema dell'accesso alla ricerca dei paesi poveri. E' un modo molto pratico di promuovere la libera circolazione della conoscenza.</p>
<p>E' quello che abbiamo sempre fatto con le riviste dell'<a href="http://www.asiatica.org/">Asiatica Association</a>, quando ci hanno scritto dai paesi come il Bangladesh o il Kosovo, al tempo: li abbiamo sottoscritti gratuitamente. E' poco, ma è un aiuto concreto e un modo di realizzare il detto di Gandhi: <strong>tutto quello che non si usa in realtà si ruba</strong>. Tenersi le conoscenze solo per sé rende arido il cuore e la mente. Perché, come diceva sempre anche la mia amica: <em>La conoscenza è quella cosa che condivisa aumenta.</em></p>
<p>Da oggi ci sarà molta più libera circolazione di conoscenze, studiosi più felici e più stimolati intellettualmente a dare e ricevere input, paesi che avranno accesso ai frutti dell'occidente ricco: questo porterà a una nuova creazione e circolazione di idee, di scambi, di progetti.</p>
<p><em>L'era della libera condivisione del sapere è già cominciata. </em></p>
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      <category domain="http://technorati.com/tag/amore">amore</category><category domain="http://technorati.com/tag/articoli">articoli</category><category domain="http://technorati.com/tag/Asia">Asia</category><category domain="http://technorati.com/tag/Asiatica+Association">Asiatica Association</category><category domain="http://technorati.com/tag/Bangladesh">Bangladesh</category><category domain="http://technorati.com/tag/biblioteca">biblioteca</category><category domain="http://technorati.com/tag/copyright">copyright</category><category domain="http://technorati.com/tag/filosofia">filosofia</category><category domain="http://technorati.com/tag/Gandhi">Gandhi</category><category domain="http://technorati.com/tag/Harvard">Harvard</category><category domain="http://technorati.com/tag/Italia">Italia</category><category domain="http://technorati.com/tag/lavoro">lavoro</category><category domain="http://technorati.com/tag/libri">libri</category><category domain="http://technorati.com/tag/news">news</category><category domain="http://technorati.com/tag/Occidente">Occidente</category><category domain="http://technorati.com/tag/open+source">open source</category><category domain="http://technorati.com/tag/Oriente">Oriente</category><category domain="http://technorati.com/tag/qualit%C3%A0">qualità</category><category domain="http://technorati.com/tag/Rgveda">Rgveda</category><category domain="http://technorati.com/tag/ricerca">ricerca</category><category domain="http://technorati.com/tag/risorse">risorse</category><category domain="http://technorati.com/tag/scienza">scienza</category><category domain="http://technorati.com/tag/sviluppo">sviluppo</category><category domain="http://technorati.com/tag/Universit%C3%A0">Università</category><category domain="http://technorati.com/tag/usa">usa</category><category domain="http://technorati.com/tag/Veda">Veda</category>
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      <title>Blog e cultura: Wikipedia è cultura?</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/blog-e-cultura-wikipedia-e-cultura</link>
      <guid>http://orientalia4all.net/post/blog-e-cultura-wikipedia-e-cultura</guid>
      <pubDate>Sat, 29 Dec 2007 16:19:24 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p>Questa è una riposta <a href="http://blog.debiase.com/">alla chiosa di Luca De Biase</a> al post "Blog e cultura", che già ho scritto in parte nel suo blog. Infatti, partendo da un commento che gli è stato fatto, De Biase ha affermato che una rivoluzione culturale necessaria e attuabile dovrebbe partire da uno sforzo collettivo verso un interesse comune e che <a href="http://wikipedia.org/">Wikipedia</a> rappresenterebbe questo "sforzo collettivo verso un interesse comune".</p>
<p>Io sempre avuto delle riserve verso Wikipedia (anche se <a href="http://www.asiatica.org/">ci</a> hanno <a href="http://orientalia4all.net/post/asiatica-association-e-wikipedia/">citato</a>): non nel metodo, che è buono e giusto, ma nel risultato, cioè nei contenuti.</p>
<p>Ho già scritto il <a href="http://orientalia4all.net/post/attendibilita-di-wikipedia/">22 dicembre 2005</a> quando negli ambienti scientifici di lingua inglese c'era stato un <a href="http://orientalia4all.net/post/attendibilita-di-wikipedia/">vivace dibattito</a> sulla attendibilità di Wikipedia da quando il Dr. T. L. Simmons (New Zealand) aveva scritto di aver corretto un articolo di storia inglese su Wikipedia usando fonti come i grandi studiosi Mark Bloch, Norman Cantor e Joseph Strayer per controbattere alcune argomentazioni su di una voce sull'invasione di <a href="http://www.instoria.it/home/Hastings_II.htm">Guglielmo il Bastardo</a>, ma gli amendamenti gli erano stati cancellati da un anonimo assai ignorante che "rappresentava il punto di vista di qualche oscuro apologeta pro-Sassone". Ma quell'anonimo di storia inglese non ne sapeva niente. E concludevo, dopo aver raccontato le mie esperienze, che non solo Wikipedia dice cose spesso superficiali, perché spesso le voci sono scritte dai non addetti ai lavori, ma sbagliate. <a href="http://orientalia4all.net/post/blog-e-cultura-wikipedia-e-cultura">continua</a>]]></description>
      <category domain="http://technorati.com/tag/archeologia">archeologia</category><category domain="http://technorati.com/tag/arte">arte</category><category domain="http://technorati.com/tag/articoli">articoli</category><category domain="http://technorati.com/tag/Asia">Asia</category><category domain="http://technorati.com/tag/Asiatica+Association">Asiatica Association</category><category domain="http://technorati.com/tag/blog">blog</category><category domain="http://technorati.com/tag/cultura">cultura</category><category domain="http://technorati.com/tag/Darfur">Darfur</category><category domain="http://technorati.com/tag/editor">editor</category><category domain="http://technorati.com/tag/filosofia">filosofia</category><category domain="http://technorati.com/tag/informazione">informazione</category><category domain="http://technorati.com/tag/lavoro">lavoro</category><category domain="http://technorati.com/tag/libri">libri</category><category domain="http://technorati.com/tag/Luca+De+Biase">Luca De Biase</category><category domain="http://technorati.com/tag/media">media</category><category domain="http://technorati.com/tag/qualit%C3%A0">qualità</category><category domain="http://technorati.com/tag/Rivoluzione+culturale">Rivoluzione culturale</category><category domain="http://technorati.com/tag/usa">usa</category><category domain="http://technorati.com/tag/Wikipedia">Wikipedia</category><category domain="http://technorati.com/tag/yoga">yoga</category>
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    <item>
      <title>Le relazioni del LitCamp su Radiocatrame 19</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/le-relazioni-del-litcamp-su-radiocatrame-19</link>
      <guid>http://orientalia4all.net/post/le-relazioni-del-litcamp-su-radiocatrame-19</guid>
      <pubDate>Thu, 17 May 2007 10:27:13 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p>Questo <a href="http://www.catrame19.it/2007/05/12/diretta-litcamp/#comment-105">è la mia relazione</a> al <a href="http://barcamp.org/LitCamp">LitCamp</a>, che il bravo <a href="http://www.bravuomo.it/">Arsenio Bravuomo</a> ha avuto la bontà di registrare per <a href="http://www.catrame19.it/2007/05/12/diretta-litcamp/#comment-105">Radiocatrame 19</a>. L'ha fatto con molta, molta perizia e un aggeggio pazzesco pieno di fili e spinotti. <a href="http://www.catrame19.it/2007/05/12/diretta-litcamp/">Ci sono altre dieci relazioni</a>.</p>
<p>Peccato che non possiate vedere le mie 10 slide, fra queste ci sono le pagine Web dei primi giornali online del mondo. Sono quelle delle <a href="http://www.asiatica.org/">riviste di cui parlo: metà <strong>1995</strong></a>.</p>
]]></description>
      <category domain="http://technorati.com/tag/Asiatica+Association">Asiatica Association</category><category domain="http://technorati.com/tag/barcamp">barcamp</category><category domain="http://technorati.com/tag/blog">blog</category><category domain="http://technorati.com/tag/blogger">blogger</category><category domain="http://technorati.com/tag/cultura">cultura</category><category domain="http://technorati.com/tag/Enrica+Garzilli">Enrica Garzilli</category><category domain="http://technorati.com/tag/eventi">eventi</category><category domain="http://technorati.com/tag/litcamp">litcamp</category><category domain="http://technorati.com/tag/Radiocatrame">Radiocatrame</category><category domain="http://technorati.com/tag/scienza">scienza</category><category domain="http://technorati.com/tag/Torino">Torino</category>
    </item>
	
    <item>
      <title>Asiatica Association e Wikipedia</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/asiatica-association-e-wikipedia</link>
      <guid>http://orientalia4all.net/post/asiatica-association-e-wikipedia</guid>
      <pubDate>Fri, 19 May 2006 14:14:13 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p>Oggi due grandi soddisfazioni: la risoluzione parlamentare del Nepal e scoprire che Wikipedia ha messo l'<a href="http://asiatica.org/">Asiatica Association onlus</a> nei 24 External links della voce <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Orientalism">Orientalism</a>, unico sito italiano! </p>]]></description>
      <category domain="http://technorati.com/tag/Asiatica+Association">Asiatica Association</category><category domain="http://technorati.com/tag/Nepal">Nepal</category><category domain="http://technorati.com/tag/Risoluzione+parlamentare">Risoluzione parlamentare</category><category domain="http://technorati.com/tag/Wikipedia">Wikipedia</category>
    </item>
	
    <item>
      <title>La lista dei top100 blog italiani? Percezione, qualità e Zen</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/a-chi-serve-la-lista-dei-top100-blog-italiani</link>
      <guid>http://orientalia4all.net/post/a-chi-serve-la-lista-dei-top100-blog-italiani</guid>
      <pubDate>Wed, 16 Nov 2005 19:39:03 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p>Visto che un po' (e dei migliori!) blog/blogger hanno commentato il mio modesto <a href="http://orientalia4all.net/post/la-lista-dei-top100-blog-italiani-e-dei-migliori-i-piu-popolari-non-credo">post </a>sulle famose liste dei top100 blog di Ludo -- o qui, in pubblico, o nel loro blog, o a me privatamente -- voglio rispondere "in pubblico" a Ludo che fa alcune osservazioni sull'utilità o veridicità delle due liste, dicendo che <strong>non volevano essere</strong> la lista dei migliori o dei più popolari.</p>
<p>Perché, come ho detto a Luca di <a href="http://wikilab.net/archivi/2005/11/16/top100-e-sullessere-blog/">Wikilab</a>, la mia lieve critica non era rivolta ai top blog in sé, ma alle liste di Lud e al concetto stesso di lista -- che si dovrebbe compilare <br />
A) secondo molti parametri incrociati, <br />
B) tenendo anche conto delle aureferenzialità <br />
C) e del fatto che i blog commerciali sono, appunto, commerciali e non vanno mischiati coi personali: sarebbe come paragonare una soubrette di professione ad una ragazza che studia o che lavora e fa una comparsata in TV per diventare, magari, <em>velina</em>. <br />
O come paragonare due professionisti dello stesso ramo, ma su canali diversi: un conto è Simona Ventura, esperta presentatrice da tanti anni e con mezzi e canali pubblici e grandiosi, che parla di calcio e tutti in Italia la seguono (<strong>professionalità + prodotto vendibile in sé per sé</strong>); un altro è la mia collega che insegna Letteratura sanscrita, che presenta su una Rai3, canale regionale, un noioso programma di linguistica comparata: vi assicuro che la professionalità fra le due, e pure l'aspetto, e l'argomento, sono diversissimi! E diversamente vanno trattati o "catalogati", messi in una lista.</p>
<p>1) Di fatto, le liste includono al top i blog commerciali. Che sono autoreferenziali. Allora che vogliono essere le liste, un'operazione di marketing per i blog commerciali?<br />
Come minimo ci dovrebbero essere due liste, una per blog commerciali e una per quelli personali/sociali.</p>
<p>2) Quando uno programma qualcosa, <strong>farebbe bene a vedere dove va a parare</strong>, specie se pubblica basandosi sul programma che ha fatto. <br />
Una <strong>pubblicazione</strong>, anche un blog, è come dice la parola <strong>pubblica</strong> e <strong>pubblicamente </strong>viene letta e il <strong>pubblico </strong> sul dato argomento si riferisce a quella. <br />
In questo caso, se un lettore vuole conoscere chi sono i primi 100 blog italiani, si riferirà a quello che è stato pubblicato da Ludo, o da altri.</p>
<p>3) <strong>Che percezione ne ricaverà il famoso lettore</strong>? Che i primi 100 blog secondo le liste siano i migliori e/o i più popolari. <em>Vox populi vox dei.</em> Che siano insomma i vincenti, i più letti, i più usati, ecc.<br />
Infatti tutti i blog commerciali fanno post autoacclamanti sui magnifici risultati ottenuti, l'incremento delle pagine lette, chi li cita e chi li invita, ecc. Perché? Perché ci si mostra vincenti e, quindi, si vende. Come ha fatto Berlusconi per vendere la sua immagine e farsi votare: si è mostrato vincente, il migliore. E molta gente, la massa, ha creduto che davvero lo fosse.</p>
<p>Negli USA per i posti di professore universitario si comincia a spargere in giro la voce con largo anticipo (anche anni) che Tizio o Caio o Sempronio, il candidato che una commissione esaminatrice vuol far vincere, sia il migliore, che le sue pubblicazioni siano in cima a tutti i pensieri degli altri studiosi, che lo studioso in questione sia quasi vicino al Nobel. <br />
Si fa sapere, insomma, che è il primo della lista dei top10: <strong>si crea la percezione della vittoria perché connessa e dipendente dalla qualità</strong>.</p>
<p>E si va al paradosso che non è la qualità che porta alla vittoria, ma la percezione della vittoria che porta (con un processo induttivo) alla qualità!</p>
<p><strong>Si sa che nel marketing</strong>, cioè in ogni cosa commerciale, pubblica e "quantificabile" come una lista di cose messe in ordine crescente o decrescente secondo certi parametri, <strong>la percezione è tutto</strong>. O molto, dato che il <a href="http://www.asiatica.org/jsaws/?asiaticadef=62f2b4d43ea1d47a88c61429bcbd0c36">Journal of South Asia Women Studies</a> e l'<a href="http://www.asiatica.org/ijts/?asiaticadef=62f2b4d43ea1d47a88c61429bcbd0c36">International Journal of Tantric Studies</a> hanno anche ranking si qualità altissimi, sono citati dall'Enciclopedia Britannica come i mejo, e lo sono davvero!:) Ma sono e-journal accademici, lì è più facile "quantificare la qualità" (e, infatti, hanno vinto decine di premi, così tanti dal 1995 che non li abbiamo più pubblicati).</p>
<p>E la percezione fra i <em> lettori occidentali </em>di blog italiani è che i primi dei top100, quelli in cima alla lista, siano i primi in termini di qualità. Non parlo degli altri blogger che capiscono come va il mondo, ma dei lettori che arrivano dai motori di ricerca.<br />
(Un indiano capirebbe l'opposto, perché le liste sono tradizionalmente compilate mettendo in cima i meno letti, dal più basso al più alto..:) anche se ormai il lettore indiano giovane è così al dentro di Internet da essersi completamente occidentalizzato, ahimé!)</p>
<p>Specie online, la percezione, <a href="http://www.theistudio.com/perception_marketing.html">dice qualcuno</a>, è la <strong>sola </strong>realtà:</p>
<p><em>Online - perception IS reality! That statement cannot, should not, be minimized one iota. Whether you agree or disagree with other points in this article, this one has no fudge factor.</em></p>
<p>Consiglio anzi di leggere l'articolo completo: questo sì che è un articolo vero, di qualità.</p>
<p>E qui si dovrebbe aprire un discorso sulla qualità. <br />
Non so se molti ricordano il bel libro di <a href="http://www.booksontape.com/bookdetail.cfm/4324">Robert Pirsig</a> <em>Zen and the Art of Motorcycle Maintenance,</em> che è stato tradotto anche in <a href="http://www.moq.org/italia/about/zmmbody.html">italiano</a>: è la qualità che fa la differenza anche nelle relazioni (con se stessi, con gli altri). Come nel mercato.</p>
<p>E un blog cos'è? Un dialogo aperto, una comunicazione veloce che ammette una risposta veloce in tempo quasi reale: quindi, un dialogo. Un'interrelazione che dipende dalla qualità di chi si relaziona e dal tipo di relazione, dai tempi e modi, dalla setting, ecc..</p>
<p>Quindi, se uno compila una lista dei primi100 blog si intenderà, <strong>cioè la percezione comune è, che siano i migliori 100 blog della blogosfera italiana. E/o i più popolari 100 blog</strong>. <br />
Che non sia vero, che Ludo specifichi che non era questo lo scopo, che Maxime del commento ci dica del giochino che si potrebbe fare per taroccare la lista e blablabla, non conta più.<br />
Rimane la percezione comune. La percezione della gente che legge.</p>
<p>Ma ritornerò sul concetto di qualità e percezione nel mondo blogghico... (sperando che a nessuno caschi la testa dal sonno)</p>
<p>Concludo facendo mie le sacrosante parole di <a href="http://www.mucignat.com/blog/archives/197-Essere-o-non-essere-divagazioni-sulla-top100.html">Alberto</a>, se mi permette la citazione:</p>
<p><em>Quindi mi dispiace, ma le operazioni commerciali (dichiarate) tipo [...], vorrei che non ci fossero nella top100 dei blog italiani. Partiamo dalle persone, prima di tutto, vediamo cosa esce.</em></p>
<p>1) Qui, poi, bisognerebbe parlare di parametri "oggettivi" di qualità e di popolarità e fare delle votazioni relative che si incrociano fra loro. Un po' difficile...</p>
<p>2) E bisognerebbe aggiungerci il fattore temporale: da quanto tempo pubblichi? Perché tutte le case editrici, per esempio, sanno che se un autore è al primo libro piace e vende un tot, se è al secondo vende un tot+1 o 2, se è al terzo un tot+ 1-2 +n. Se il tuo nome circola nell'ambiente dei blog da molto tempo, sarai più letto <em>per forza</em>. Avrai più probabilità di stare in cima alla famosa lista di qualità/popolarità perché più conosciuto, e così via.</p>
<p>3) E se raggruppi tutti i blog in un unico posto o sotto un'unica egida, dove la gente clicka e da lì accede a quello che gli va, ancora meglio! Così rendi un servizio: io per es. leggo regolarmente alcuni blog che mi piacciono accedendo ad una sola pagina, che li raggruppa quasi tutti (una specie di aggregato di link amici:)) così leggo quel blog e quelli di altri (perché non un aggregatore? A parte che non sono molto brava a consultarlo ma, soprattutto, mi piace vedere anche la spazialità di tutto il blog, la disposizione delle cose, e poi le cavolate, lo sfondo, i post precedenti, le foto, e non solo leggere gli ultimi post)</p>
<p>Insomma, quello delle liste e della <strong>percezione fuorviante di qualità e di popolarità</strong> mi sembra un vero problema. Questa mia sì che è una critica pungente alle liste di Ludo!:)</p>
]]></description>
      <category domain="http://technorati.com/tag/Asiatica+Association">Asiatica Association</category><category domain="http://technorati.com/tag/Berlusconi">Berlusconi</category><category domain="http://technorati.com/tag/blog">blog</category><category domain="http://technorati.com/tag/partecipazione">partecipazione</category><category domain="http://technorati.com/tag/qualit%C3%A0">qualità</category>
    </item>
	
    <item>
      <title>Si cambia vestito: il nuovo layout</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/si-cambia-vestito-il-nuovo-layout</link>
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      <pubDate>Thu, 27 Oct 2005 11:04:48 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p>Vi piace questo nuovo <em>layout</em>? <br />
Di base è quello disegnato dall'architetto <a href="http://">Ludovico</a>, che ha un <a href="http://qix.it/~ludo/">sacco </a>di <a href="http://qix.it/">blog </a>e programma un sacco di cose -- per es. <a href="http://lightpress.org/">Lightpress </a>che usiamo al posto di Wordpress è suo, con la collaborazione di Jerome -- insomma è molto creativo (ma i soldi con le sue idee li fa fare sempre agli altri perché a lui i soldi <em>gli schifano</em>...!:)).</p>
<p>Poi ci ho aggiunto a destra i link ai miei libri e i miei articoli. Ora ci attaccherò qualche pagina, così se soffrite d'insonnia potete risparmiare sui sonniferi, aprire il comp e pescare un po' a casaccio (specie fra gli articoli): sonno è assicurato.</p>
<p>Metterò anche il link all'<a href="http://www.asiatica.org/">Asiatica Association Onlus</a>, che si occupa di promuovere e diffondere le culture asiatiche, informare sui diritti umani in Asia, e <a href="http://www.asiatica.org/asiatica/aims.php">molto altro</a>, e che pubblica i primi e-journals accademici della rete (1994-1995), l'<a href="http://www.asiatica.org/ijts/?asiaticadef=3e38bdde973b8867eb09149c9f7022a6">International Journal of Tantric Studies</a> e il <a href="http://www.asiatica.org/jsaws/?asiaticadef=3e38bdde973b8867eb09149c9f7022a6">Journal of South Asia Women Studies</a>, <a href="http://www.asiatica.org/jsaws/book.php?asiaticadef=3e38bdde973b8867eb09149c9f7022a6">libri </a>e quant'altro.</p>
<p>Ho spostato invece alcune cosucce di poca utilità, molto usate negli altri blog. Perché Ludovico è pignolo e preciso e ha un suo gusto ben definito, inossidabile, molto <em>stylish</em>, ma io ho un gran senso spaziale (i vuoti e i pieni, per intenderci) e in due ci integriamo a meraviglia. E poi a me piace il colore e la varietà e la vita bicolor, che amavo prima, ora mi annoia.</p>
<p>Flickr sta più in basso; e ho lasciato tutto lungo il post <strong><a href="http://www.asiatica.org/~enrica/post/wake-up-useful-sources-regarding-the-earthquake-in-south-asia">Wake Up! Useful Sources Regarding the Earthquake in South Asia</a></strong>, dove dò l'elenco della lista di risorse e mezzi di aiuto per il Kashmir e il Pakistan disastrati dal terremoto. <br />
Perché? Perché è utile e se questa voce può sensibilizzare qualcuno su qualcosa, perché no?</p>
<p>Insomma, ho messo in risalto quello che mi sembrava rilevante, pur nell'ottica di un design più moderno e, credo, più elegante. <br />
Che è quello che mi aspetto dall'architetto: combinare funzionalità e funzioni col design e con l'insieme (cioè, in questo caso, il contesto: chi scrive e, soprattutto, chi legge, l'ambiente, la cultura, la storia).</p>
<p><strong>Mi dite quello che ne pensate di questo vestito nuovo?</strong></p>
<p>p.s. fra poco compilerò un piccolo <strong>dizionario </strong>di parole inusitate, desuete o dialettali che ho messo nei miei post e che non tutti conoscono.</p>]]></description>
      <category domain="http://technorati.com/tag/architettura">architettura</category><category domain="http://technorati.com/tag/articoli">articoli</category><category domain="http://technorati.com/tag/Asiatica+Association">Asiatica Association</category><category domain="http://technorati.com/tag/creativit%C3%A0">creatività</category><category domain="http://technorati.com/tag/design">design</category><category domain="http://technorati.com/tag/dizionario">dizionario</category><category domain="http://technorati.com/tag/layout">layout</category><category domain="http://technorati.com/tag/libri">libri</category><category domain="http://technorati.com/tag/lightpress">lightpress</category>
    </item>
	
    
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