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Tante cose belle: di BlogBabel e di me che sono tornata da Lhasa

Buddha E va bene, questo già lo sapevo. Il 18 riapre BlogBabel con tutte le funzionalità nuove che ci saranno e sorpasserà di tre spanne tutti quanti.

Ne dico solo una: per ogni blog ci sarà il nome e il numero dei link in entrata e in uscita. Così si noteranno tante cose, movimenti, simpatie, leccate di piedi, gente che linka solo gli amichetti, ecc. Certo che il link è libero: Dio l’ha dato e guai chi ce lo tocca. Ma, che dire? Io mi diverto.

Sarà che sono appena tornata da Lhasa (anzi, dall’ultimo viaggio in Tibet) e ho solo due spedizioni in Nepal, la corrispondenza privata di Andreotti e poi ho finito! Sono proprio felice.

Da Roma al Malabar, incontri di civiltà e le stanze del libro con Andreotti

AndreottiC’è in giro un clima generale fascisteggiante o nazisteggiante che non è la destra conservatrice, è l’atteggiamento intollerante e razzista verso tutti quelli che non la pensano come noi — e che viene anche da gente di sinistra — che non sopporto. Però il clima c’è e mi sembra in tema segnalare un post sull’interesse di Mussolini per l’India — interesse, come immaginate, reale, ma non del tutto disinteressato.

E’ il primo post sull’argomento ed è tratto da un mio libro che include la politica dell’Italia verso l’India e l’Asia meridionale attuata da Mussolini. Un libro alle battute finali, Inshallah!

In effetti il contratto prevedeva la consegna del libro a luglio dell’anno scorso e il lavoro doveva essere lungo circa 250 pagine. La proprietaria, santa donna, quando le ho detto che era di circa 1100 è stata zitta per minuti: ho solo sentito un deglutire strano. Ma ora, fra tagli e editing, condensare eliminare trasformare, è molto più breve, circa 800 più apparati (indici, bibliografia, mappe, regesto, lista delle lettere inedite citate).

Da più parti mi si chiede: e il libro a che punto sta? Sta bene, ma dopo averlo stampato per quello che credevo il controllo finale mi sono resa conto che l’editor non aveva assolutamente fatto quello che aveva detto di aver fatto, cioè armonizzare la struttura, e quindi ci ho messo mano io. La sfortuna è che sono lenta, non è il mio lavoro, e mi ha ritardato la consegna di mesi. La fortuna è che lui abbia lasciato il tutto prima che lo consegnassi e che, a quel punto, io non mi sia fidata più e abbia preso il lavoro fra le mani dall’inizio.

Certo, di voglia nell’editor non avevo vista molta, ma il fatto che abbia lasciato dopo che la mia casa editrice gli aveva offerto più soldi per finire il libro mi ha insospettito. Pochi, specie se non navigano nell’oro, rifiutano dei soldi aggiuntivi per fare il loro lavoro!

Tutte queste pagine, dove si costruiscono pezzi di storia quasi del tutto inedita, fatta su documenti originali del periodo fascista mai visti e spesso mai catalogati, come le lettere che mi ha gentilmente dato il senatore Andreotti, o altri carteggi e documenti sconosciuti, o che nessuno ha avuto la voglia di fotocopiare e studiare negli archivi, sono lunghe, bisogna controllare e confrontare mille volte parti fra loro che, magari, sono al terzo e al nono capitolo, cose così.

Ma tant’è, ora è tutto passato e le cose procedono al ritmo giusto. Cioè lento, è una cosa che non ho mai fatto. Ma sicuro. E sono a buon punto.

Ogni tanto mi dico: certo, se non mi fossi fidata prima… Se avessi controllato… Se, se. Ma almeno l’ho fatto, fino a 4 anni fa avrei dato per scontato quello che l’editor diceva! Ho imparato qualcosa sia nel lavoro, sia nei rapporti. E continuo a imparare…

Si apre l'archivio storico del Corriere

Corriere della SeraPoco fa scorrevo il giornale e ho visto il titolo che mi ha fatto saltare. Dato che sto finendo l’editing di un libretto di 1200 pagine, foglio più foglio meno, che riguarda la politica culturale del Fascismo e oltre (fino al 1984) verso l’Asia (dall’ottimo Renzo De Felice in poi) con domenti inediti (di Gentile, Andreotti e altri grandi politici) e stavo appunto cercando qualcosa nell’archivio di una Fondazione (questo è quello che faccio ogni giorno), mi sono tuffata sulla ghiottissima notizia.

Ho cercato “Mussolini”. Infatti Il Corriere della Sera ha una lunga storia con il regime: inizialmente è contro, poi ha cominciato a fare donazioni al Duce per enti e istituti, quindi collabora. Il Corriere nel corso di 20 anni ha avuto un atteggiamento contraddittorio.

Tutta felice mi metto in cerca e poi mi sono resa conto che gli archivi vanno dal 1992! Se la notizia quindi è eccellente perché mette a disposizione gratis un grande strumento, la domanda che mi pongo è: dal 1992 è già storia? Cosè la storia? Perché il 1992 è un passato recente, ancora neanche digerito. Neanche scritto. Non è stato studiato fino in fondo il Fascismo, per esempio la politica culturale, l’architettura e così via, figuriamoci 15 anni fa.

A me hanno insegnato che “la storia” è un periodo sul quale abbiamo documenti e storiografia, delle certezze. Gli articoli del passato così recente, quasi ancora non scritto, fanno informazione. C’è una bella differenza fra storia, informazione, comunicazione.

Insomma, questo archivio storico è minuscolo; o forse sono solo rimasta delusa dal lasso di tempo decisamente troppo corto de Il Corriere.

Anatomia del blogger: i politici, BlogBabel e la sfida ai giornali

Khoi Vinh Questo della foto è Khoi Vinh, Design Director del NYTimes.com. Ma procediamo con ordine.
I signori e le signore di cui parlo, Prodi, Berlusconi, Mastella, Storace, Moratti, Sgarbi, solo per dare un esempio di politici noti e influenti, ce li meritiamo proprio. Non è solo che sono stati eletti per le loro qualità nella gestione della democrazia — ed esprimono, quindi, il favore del popolo, sic dicunt — ma piacciono.

Sì, nonostante le lamentele, nonostante, talvolta, le nefandezze o gli insulti che ci rivolgono, piacciono, e pure tanto. Infatti ora che sono lì, ai vertici, in un modo o nell’altro vengono citati, seguiti, magari criticati, ma sempre votati e sempre in TV. Ce li propinano in tutte le salse, parlano su tutto, anche di cose di cui non ci capiscono un accidenti. Mi sembrano una sciura milanese di mia conoscenza, ricca e in vista, che con il suo diploma tecnico e nessuna competenza mi spiegava tutta seria cosa fosse il sanscrito vedico.

Il punto è che noi italiani abbiamo ancora il culto del Duce, il mito della persona che se sta ai vertici se lo merita, in qualche modo, o almeno è stata così brava da arrivarci. La ammiriamo e, forse, segretamente la invidiamo:per questo dico che i politici che ho nominato ce li meritiamo.

Non è solo che speriamo che ci ritornino il favore di citarli o di votarli: no, no, ci piacciono. Faccio un esempio: il senatore Andreotti. Tutti dicono con occhi adoranti: “Non sono d’accordo con lui, sia beninteso, non lo difendo, ma è così intelligente!” Il che poi è vero. Ma è un uomo politico, pubblico, non un amico o un compagno di scuola, col quale si esce insieme e ci diverte con la sua arguzia. Da lui ci si aspetta delle scelte democratiche e una correttezza etica condivisibili. Ci si aspetta che ci rappresenti.

Le stesse cose le sentivo dire per Almirante, anche quando propugnava il fascismo: “Non ho quelle idee, sia chiaro, ma che oratore brillante è!” Va bene, ma il succo della sua arte oratoria? I contenuti? Che ci sta dicendo?

E ora prendiamo la classifica di BlogBabel.

continua


Da Macerata a Lhasa e oltre

Giuseppe TucciSe volete leggere un mio articolo su Giuseppe Tucci, il grande esploratore buddhista che compì 8 lunghe missioni scientifiche nelle zone più inesplorate del Tibet e 6 in Nepal e il più grande orientalista del secolo scorso, questa è la versione integrale italiana. E’ apparsa il dicembre 2006 su Identità Sibillina, un’eccellente rivista cartacea (anche molto bella da vedersi) che parla della cultura dei monti Sibillini e le città limitrofe, nelle Marche.

Questa è la versione inglese. Infatti Identità Sibillina è distribuita anche presso i gruppi di marchigiani che vivono in Canada, che sono tanti.

Qui nella foto c’è Tucci che beve il the in un qualche monastero del Tibet. Ma nell’articolo ci sono anche Tagore, Gentile, Hem Raj, Maraini, Mussolini, Andreotti..

Andreotti Presidente del Senato o Presidente della Repubblica?

Presidente del Senato o Presidente della Repubblica?
Si parla molto di chi sarà il prossimo Presidente del Senato. Uno dei nomi più probabili è il Senatore Giulio Andreotti. Esperienza ne ha, infatti ha una lunghissima carriera politica: nel 1947 era già Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri. E altre innumerevoli cariche pubbliche, che non sto ad elencare. Andreotti ha scritto anche molti libri con notevole gusto e cultura. E sa bene il latino.

Io posso dire la mia esperienza con lui. Nell’estate del 2003 gli ho scritto dagli USA per dei documenti e lui mi ha riposto subito, di persona, dopo circa 15 giorni. Poi mi sono vista recapitare il faldone coi documenti originali! Con me è sempre gentilissimo, pronto, efficiente, professional, risponde alla mie domande (non esattamente carine) senza quel tono falso, unticcio e fintamente amichevole che hanno talvolta i politici. Da complici o, se è una donna politica, da “donna a donna” — ma dico, io non stringo finte alleanze con tutte le donne, ci mancherebbe altro!

Ve lo assicuro, agli inizi del 2002 ho fatto un po’ di esperienza con la Direzione Centrale Affari Sociali della Provincia qui a Milano e non solo non ho ottenuto niente — ed era tutto lecito, tutto in linea con la loro politica e la loro policy, era visibile, era prestigioso anche all’estero e precorreva le mode socio-culturali di Milano — ma sono stata trattata come se una clientes bussasse neanche alla porta della patrona, ma alla porta dell’Imperatrice.

continua


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