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Il fascino discreto dell'ipocrisia: il fascismo e La Repubblica

Giorgio BoccaTarga all’orientalista Tucci. Gli ebrei: fu un antisemita
L´interrogazione di un gruppo di deputati Pd ai ministri Bondi e Maroni con le critiche alla decisione del Comune di intitolare uno slargo a Giuseppe Tucci, che nel ´38 fu tra i firmatari del “Manifesto sulla razza”.
(La Repubblica)

E’ stato pubblicato il 25 maggio su La Repubblica questo articolo di Giovanna Vitale. In sostanza, hanno finalmente dedicato un modesto slargo a uno dei più grandi studiosi ed esploratori del mondo, Giuseppe Tucci, e questo ha scatenato le proteste di alcuni deputati PD (questo il comunicato stampa).

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Chi è senza peccato scagli la prima Scajola

Galleria Vittorio Emanuele, MilanoIeri a Ballarò D’Alema ha reagito maluccio alle provocazioni di Alessandro Sallusti, vicedirettore de Il Giornale, per un suo appartamento prestigioso che pagava a l’equo canone.

Appena venuta a Milano, più di 13 anni fa, ho visto degli appartamenti stupendi con le finestre affacciate in Galleria Vittorio Emanuele, su in alto (vedere l’immagine). Per scherzo faccio a Bea: “ecco, vorrei abitare qui, quanto costerà l’affitto?”. Risposta: “Poco perché sono a equo canone e ci abitano politici e amici di Craxi“.

Non mi sembra improbabile che D’Alema abbia preso il suo appartamento a euo canone grazie alla sua posizione, ma non mi sembra neanche illegale. Forse è proprio quello che ha fatto Scajola, che ieri si è dimesso: l’ha pagato molto poco grazie al fatto che è un uomo importante.

Se un politico della sua posizione avesse ricevuto solo questo tipo di favori, e solo grazie alla sua posizione, senza niente in cambio, mi sentirei già soddisfatta. Ma il fatto che si sia dimesso al volo non mi fa ben sperare.

Il peggior incubo di chi scrive: consigli spassionati

gobbo-cornoQuesti giorni leggo appena i giornali, non accendo nemmeno la televisione e ascolto solo il radio giornale delle 6-7 di mattina. Lavoro come una forsennata 12-14 ore al giorno, tutti i giorni. Infatti mi è capitata la cosa peggiore che possa capitare a chi scrive: il file del testo del libro, e anche tutti i 3 backup che faccio ogni sera, era corrotto.

Per corrotto intendo completamente andato, senza rimedio. Mi ha aggiunto 105 pagine e ne ha cancellate circa 50, ha cancellato decine di note e unito a caso migliaia di parole, specie quelle tibetane e sanscrite, e decine di paragrafi anche molto distanti fra loro, il tutto in modo assolutamente casuale.

Benito Mussolini si era unito a Guido Gonella diventando Benella Gossini, per esempio, e Giulio Andreotti negli anni Quaranta risultava in India, sposato a Gandhi e in procinto di scalare l’Himalaya!

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Il mio libro e il giardino Zen

libri volantiAl maestro Linji o Rinzai Gigen, tradizionalmente ritenuto il fondatore della scuola Zen Rinzai, chiesero se credesse all’Illuminazione istantanea. Lui rispose:

Per 40 anni ho studiato i sutra buddhisti e ho curato il giardino quando istantaneamente ho raggiunto l’Illuminazione.

Ecco, questo è quello che rispondo a chi mi chiede del mio ultimo libro, che sto rivedendo dopo le revisioni dell’editor — che grazie a Buddha sono leggere, ma pure ci sono.

E che poi dovrò corredare con bibliografie, nota alla lettura, indice biografico dei nomi e indice analitico generale, mappa di varie regioni in Asia, foto, qualche riproduzione del carteggio di Gentile e di quello di Andreotti. Mi pare tutto.

Lo so, lo so che ora i libri si costruiscono a tavolino in massimo un anno:

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La seconda lettera inedita ad Andreotti per la spedizione in Tibet

Giuseppe TucciIl 6 novembre 1947 Giuseppe Tucci chiese un finanziamento di nove milioni di lire al Consiglio dei ministri per la spedizione del 1948 in Tibet centrale, quella dove raggiunse Lhasa, e oltre. Il 12 novembre 1947 Andreotti scrisse a Valmarana, rassicurandolo di essersi già interessato presso il ministro del Tesoro perché accogliesse la proposta di versargli la somma.

Appena avvertito che il Consiglio dei ministri aveva approvato lo stanziamento, Tucci lo ringraziò con una lettera non datata, che ho pubblicato qui.

Abruzzo, la storia siamo noi

Rai StoriaDa febbraio è attivo sul canale 805 del digitale terrestre, 24/24, Rai Storia, diretto da Gianni Minoli col suo bravissimo team di La storia siamo noi.

Minoli ha dichiarato che è il primo canale europeo per varietà di programmazione interamente dedicato alla storia antica e moderna, simile all’internazionale The History Channel. Si prefigge non solo di archiviare la storia ma di ricostruirla, di studiarla, di presentarla, di approfondirla.

La storia non è solo curiosità sul nostro passato ma è ricostruzione dell’identità collettiva. Sono le nostre radici, e dopo quello che è successo in Abruzzo, che si è ripetuto con poche variazioni dal 1915, è particolarmente importante riscoprirle e preservarle. Non per metterle in una teca, per puro svago intellettuale, ma per non ripetere gli stessi errori.

Certamente Rai Storia, oltre a me, interesserà lei, lui, lui e lui, appassionati di storia, e gli innovatori, tutti quelli che costruiscono e hanno la visione della storia del futuro.

La prima lettera inedita di Giuseppe Tucci ad Andreotti, 6 novembre 1947

Giuseppe TucciSta qui. Questi documenti fanno parte del carteggio che gentilmente il senatore Andreotti, al tempo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947-1948), mi ha messo a disposizione. Sono tutti originali e inediti.

Svelano non solo le imprese dello straordinario studioso e la sua relazione con Andreotti, ma la politica culturale dell’Italia del primissimo dopoguerra, ancora così legata a personaggi, temi e ideali dell’era appena conclusa, l’era fascista.

La prima lettera dell'esploratore Giuseppe Tucci ad Andreotti

Giuseppe TucciQuesta è la prima lettera che Tucci, il più grande esploratore italiano, scrisse ad Andreotti, che al tempo era Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947-1948). Era il 24 settembre 1947.

La lettera è la prima del carteggio che gentilmente il senatore mi ha inviato qualche tempo fa.

Tucci si era già rivolto a Giustino Valmarana, amico di Andreotti e come lui membro dell’Assemblea Costituente, perché trasmettesse al ministro delle Comunicazioni la soprastampa di un certo numero di francobolli dello Stato, in corso, con la dicitura «Spedizione Italiana in Tibet – 1948». I proventi sarebbero andati a finanziare la spedizione.

Voleva partire infatti per la sua ottava e ultima esplorazione del Tibet e aveva urgente bisogno di fondi, ma la sua richiesta a Valmarana era rimasta senza seguito e allora si decise a rivolgersi personalmente al presidente del Consiglio.

Infatti, Tucci ottenne i fondi e nel 1948 visitò la parte centrale del paese, raggiungendo Lhasa e spingendosi oltre. Della spedizione fecero parte Regolo Moise, Piero Mele e Fosco Maraini: ma Tucci non fece cenno a quest’ultimo. Forse fu arruolato più tardi.

History on demand: i media al tempo di Mussolini

MussoliniSia ben chiaro: non faccio nessuna allusione col presente. E questo solo per una ragione: Berlusconi è un Presidente del Consiglio liberamente eletto dai cittadini, anche se si può obiettare che i media sono in larga percentuale nelle sue mani, e quindi non vedo somiglianze di base con Mussolini, che i media li controllava da dittatore e da giornalista che conosceva benissimo il potere della propaganda.

Voglio solo dire che sul blog Giuseppe Tucci ho pubblicato il primo post su Mussolini e i media. Si comincia anche a delineare, e mi sembra che si segua bene attraverso il menu a destra, la politica culturale fascista in Asia e la vita e le imprese dei personaggi, protagonisti del Ventennio, che furono vicini a Tucci o intorno ai quali lui orbitò.

Solo per fare qualche nome, Giovanni Gentile, Aldo Capitini, Subhas Chandra Bose, Fosco Maraini (di cui ho spiegato la questione della rivalità con Tucci), Achille Starace, l’imperatore Hirohito, Gandhi, Nehru, Hitler, Mircea Eliade, Julius Evola e, in seguito, Giulio Andreotti (di cui pubblico lo stralcio di un suo discorso su Tucci) e altri.

Fatemi sapere, per favore, cosa ne pensate e, soprattutto, cosa vorreste leggere.

FriendFeed a fine luglio a Milano vs l'opera buffa di Bossi

CalderoliSarà che sono un po’ stanca, alle ultime battute della revisione del mio libro sulla politica culturale in Asia da Mussolini ad Andreotti, con i sogni deliranti del Duce in India e il carteggio originale che mi ha dato il senatore (e poi c’è ancora il regesto, le foto, la bibliografia ecc.).

Sarà che ho una pila alta di libri da studiare sul comodino, purtroppo tutti intelligentissimi e pesantissimi.

Sarà che di programmi e social network da imparare ne esce ogni giorno uno, e quasi tutti interessanti e complicati.

Sarà che di tempo ne ho pochissimo e quello che mi avanza lo uso per fare cose strambe (secondo qualcuno) tipo andare al cinema all’aperto, fare una passeggiata al parco, chiacchierare con amici (dal vivo) o addirittura andare dal parrucchiere (forza mia cara!).

Insomma, ho aperto FriendFeed perché ero curiosa, ho visto che era difficilotto e che bisognava applicarcisi un po’ e, dopo aver messo da parte Plurk, ho messo allegramente da parte anche FriendFeed. Delle volte mi sento un dinosauro del computer, uso sempre e solo le cose che mi servono e faccio una fatica immensa a impararne di nuove. Lo faccio solo quando so che mi sono di effettiva utilità e invidio un po’ quelli che provano, sperimentano e gironzolano fra programmi, siti e blog.

Mi spiace ma non ho tempo di imparare e al momento non ho neanche troppa voglia. Mi diverte di più, se non fosse che a tratti mi fa infuriare, seguire le farneticazioni di un ministro (forse) illegale come Bossi, pingue, vivo e onorato

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