Terremoto in Abruzzo, cronaca di una morte annunciata
Dopo un divertente viaggio da Perugia con Pasteris e signora mi sono svegliata ancora un po’ stonata, ho letto l’amica e ho acceso la radio.
Ho ascoltato con orrore la notizia del terremoto nell’Aquila e in Abruzzo e la notizia sconvolgente di Giampaolo Giuliani, ricercatore presso il laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso, che lo aveva previsto ed è stato denunciato (questo è il video). Per avere informazioni su parenti o per dare una mano, questo è il numero della Protezione civile 803555. C’è bisogno di infermieri e di sangue.
Dice Giuliani nel video che
questi scienziati canonici lo sapevano [..] e non hanno voluto crederci
In Giappone, zona altamente sismica, sanno bene che i terremoti si prevedono con buon anticipo. Possibile che in Italia siamo così indietro? Che si dia così poco credito alla scienza?
Ho pensato subito a Hermans, che per fortuna sta bene. Anche lui ha detto una cosa terribile:
Purtroppo tutto l’Abruzzo è zona sismica ma se lo ricordano solo quando ci scappa il morto.
Tutto quello che è successo questi giorni passati a Perugia, le discussioni anche importanti, le cose che ho imparato, i grandi nomi del giornalismo che si sono affacciati, mi sembra tutto assolutamente secondario a confronto di quello che sta succedendo.
Eppure qualche giornalista dovrà stare lì e parlarne nel modo più imparziale possibile. Ma come essere imparziali quando sotto le macerie sono morti dei bambini e questo terremoto è la cronaca di un disastro annunciato? E come credere ancora ai professionisti della scienza?

