La crociata laica dei cattolici 7

boh, mercoledì 24 giugno 2009

Bossi e BerlusconiIn altre nazioni se i politici vengonomeno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perche' tanta diversita' in Italia? L'autorita' senza esemplarita' di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. E' pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non puo' pretendere una 'zona franca' dall'etica.

Mi fa specie che in questo paese la voce più forte e chiara contro il comportamento di Berlusconi sia quella di Famiglia Cristiana, che a più riprese si è dimostrata più a sinistra della sinistra. Questo è il punto: non se il premier sia sano o malato, come dice La Repubblica, perché l'arroganza che sfoggia pubblicamente anche frequentando ragazze di 55 anni più giovani di lui dimostra che, se mai, malate sono le donne e i loro genitori, ma il fatto che non può sfuggire a un comportamento etico. Un rappresentante del popolo non può pretendere una zona franca dell'etica, anche se asserisce di non aver mai pagato una ragazza, mentre la D'Addario lo esorta ad andare dai giudici.

Mi sembra ovvio che si cerchi di destabilizzare il governo Berlusconi con questa questione tutto sommato secondaria (ma non irrilevante) della moralità e dell'etica, come è stato fatto, mutatis mutandum, con Al Capone, messo in carcere per evasione fiscale e non perché faceva parte di una potente banda criminale; il problema vero, però, è che, ammesso che gli italiani si stanchino presto e definitivamente di Berlusconi, grazie a lui e alle sue alleanze si è formata una gestione amministrativa di centrodestra in quasi tutta Italia.

Insomma, anche se l'imperatore fosse deposto, e con lui la sua corte, che ne facciamo degli amministratori della Lega Nord, per esempio, diffusi in tutta Italia? Se magicamente scomparissero, con chi li rimpiazziamo? La gente li ha votati, questo è il problema.

Libri, self-publishing e case editrici 3

boh, lunedì 22 giugno 2009

ZerobubboleCosì ho cercato una soluzione che mi permettesse di riprendere il controllo completo del processo di produzione, dall'impaginazione (fattibile anche con OpenOffice.org) alla grafica alla tiratura alla scelta del formato, e di evitare che altri mettessero mano al mio testo senza chiedermelo. Non che io sia infallibile, ma visto che il nome in copertina è il mio, se ci devono essere errori, che siano almeno colpa mia. Ho cercato anche una soluzione rapida, adatta ai tempi di oggi, del tipo "io ti mando il PDF e tu entro una settimana mi mandi il libro stampato".

Bel post di Paolo Attivissimo, che ha pubblicato con i servizi di self-publishing il libro Zerobubbole Pocket, scritto con il Gruppo Undicisettembre per segnalare gli errori del video Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi, "quello che sostiene una contraddittoria miscela di teorie di complotto intorno agli attentati dell'11 settembre 2001". Il libro è gratuito e scaricabile online.

Questo perché pubblicare da soli conta per tutte le cose che ha detto Paolo, ma dipende cosa si scrive, perché si scrive e cosa vogliamo fare con il nostro libro. Oltre alla gioia profonda di scriverlo e realizzarlo, ovviamente.

Pubblicare con una buona casa editrice, che tenga a te e il tuo lavoro (non una enorme, quindi, che investe su di te solo se sei già famoso o se sei un giornalista rampante, perché vendi uguale), è essenziale per la distribuzione e la promozione ed è l'unica cosa che conta a livello di concorsi italiani e di application internazionali, per tutti i tipi di lavori.Anche le collaborazioni. E' credibilità e prestigio.

Pubblicare da soli lo possono fare tutti, con un minimo investimento di soldi e di fatica. Anche chi non ha niente da dire, solo per il puro sfizio di farlo e di dirsi: ho pubblicato un libro vero, di carta, da tenere in mano.

Se una casa editrice degna di questo nome (non quelle che si fanno pagare, che o non sono serie, oppure sono semplicemnte troppo piccole) accetta il tuo lavoro, però, questo è già una garanzia sul prodotto stesso: vuol dire che vale. Che l'idea è buona e che il libro si venderà o, quanto meno, che è di prestigio per la casa editrice stessa averlo in catalogo. Specie di questi tempi, le case editrici non investono facilmente.

E poi la famosa casa editrice degna di questo nome lo edita, lo mette, appunto, in catalogo, lo promuove, lo distribuisce al meglio che può. Il tuo interesse è il suo interesse.

Insomma, bello farsi le cose da sé, generoso metterle online gratuitamente e non vedo l'ora di leggere con calma il lavoro di Paolo, ma non rinuncio alle case editrici. Con tutto che il contratto spesso è una negoziazione degna dei trattati internazionali, torvare un buon redattore specializzato sul tuo tipo di testo è un terno al lotto e i proprietari delle case editrici sono spesso tipini irascibili e bizzosi.

Detto questo, congratulazioni Paolo!

Il giallo dei centotrentacinque miliardi di dollari dalla mafia  11

boh, sabato 20 giugno 2009

Come mai in Italia non abbiamo letto di questa vicenda? Forse i racconti pruriginosi sul nostro premier hanno coperto il resto?

Due giorni fa due uomini giapponesi sono stati arrestati in treno a Chiasso, al confine fra Italia e Svizzera, mentre cercavano di esportare 134,5 miliardi di obbligazioni in una valigetta a doppio fondo. False, ma che solo un governo è in grado tecnologicamente di creare. Per dare un'idea di quante sono, la Russia possiede 137 miliardi di obbligazioni, la Gran Bretagna 152,8.

Mentre il Financial Times parla di collegamenti fra le obbligazioni, la mafia e le banche, Fox News si chiede come mai la notizia non sia stata coperta dai media. Doveva aggiungere, italiani.

Storie di basso impero a casa Berlusconi  5

boh, sabato 20 giugno 2009

Barbara MonterealeEsilarante intervista alla 23enne Barbara Montereale (foto a lato) che, a fronte della sua casta amicizia con Berlusconi, dal quale andava insieme a giovani ragazze escort, viene iniziata alla carriera politica. Purtroppo, i posti da ministro erano già tutti occupati.

Lei è mai stata invitata a presentarsi alle elezioni con il centro-destra?
Sì, alle ultime elezioni ero candidata alle comunali nella circoscrizione Madonnella a Bari con la lista "La Puglia prima di tutto". Ho preso 91 voti.

Da notare il ruolo che aveva una delle signore presenti, Patrizia D'Addario:

Chi le ha offerto la candidatura?
Patrizia.

Per intenderci, la signora Patrizia è quella che avrebbe fatto molta compagnia al premier e che ha deciso di svelare le presunte marachelle del suo benefattore.

I segreti della CIA in mano ai sanscritisti  0

boh, venerdì 19 giugno 2009

A proposito degli ex detenuti di Guantanamo che porteremo in Italia, non si sa bene a fare cosa, il governo americano sta per pubblicare un documento di circa 150 pagine sulla conduzione degli interrogatori della CIA nel programma segreto di detenzione.

Doveva essere già uscito ma poi la pubblicazione, non si sa perché, è stata rimandata. Il papier è stato redatto nel maggio 2004 dall'ex ispettore della CIA John L. Helgerson ed è basato su 38.000 documenti e interviste con oltre 100 agenti.

Fin qui niente di strano. Trasparenza, chiarezza, diritto all'informazione e così via (a proposito, questo è il blog ufficiale dell'ACLU, l'Associazione per le Libertà Civili in USA), nella pura tradizione della democrazia americana.

Lo strano è che un gruppo nutrito di sanscritisti americani aspetta con ansia di avere il documento fra le mani per ricostruire i pezzi di testo "epurati", tagliati o cambiati. In pratica, si sono formate due squadre: quella del governo americano, che esibirà una suprema lezione di editing e manipolazione del testo, e quella dei sanscritisti, che ne farà un'accurata ricostruzione filologica. Vedremo chi vincerà.

Il Kondor, il blogger autoreferenziale 11

boh, venerdì 19 giugno 2009

Gianluca NeriDa un po' di tempo Macchianera, Facebook e Twitter sono tutta una marchetta.

Dopo anni di prove casarecce, con un allestimento semiprofessionale di amici dove signore assatanate rubavano la parola, e per finire la frase ci voleva il coltello -- mitigate solo dal buon Paolo Madeddoni e da Francesco Cataldo (le trasmissioni eh, non le signore) -- Neri ce l'ha fatta.

E' approdato fisso a Rai2. Tutti i giorni e fino al 4 settembre, dal lunedì al venerdì, dalle 4 alle 5, va in onda “Kondor, il Condor con la cappa“, col Neri di cui sopra e con Cinzia Spanò. In redazione Ilaria Mazzotta e Maria Antonietta Giudicissi. La trasmissione è il continuo del Condor normale, quello del marito innamorato e di quel simpaticone del Rosso. Che poi sono sempre tutti amici (pardon, Ilaria è la fidanzata di Neri).

E così a noi, fedelissimi amanti di RAi2, ci tocca sorbire Neri & C. un'altra volta. Solo che stavolta è decisamente meglio e ieri è riuscito anche a strapparmi qualche sorriso. Sarà che, conoscendo un po' Neri, il nome Kondor gli sta benissimo.

Così su Internet mi diventi cieco 6

boh, giovedì 18 giugno 2009

Proprio mentre pensavo, alla Bossi, a festini nella villa del Cavaliere fra i prigionieri di Guantanamo e le sue giovani e procaci amiche (pagate?), che poi sarebbe un bel modo di impegarle in servizi socialmente utili -- nonché sono certa che i maschietti parlerebbero di più che a Guantanamo, ché la carota funziona più del bastone e della scossa elettrica -- sentivo per radio di uno studio italiano fresco fresco, assolutamente rivoluzionario, che dice che i siti porno su Internet causano dipendenza.

Fra poco, mi pare a Rimini, apriranno una clinica per disintossicarsi dall'uso di Internet per fare sesso. Pare addirittura che i ragazzini (e i maschi adulti) passino le ore a guardare le immagini e a chattare con le signorine del mestiere, e questo porti a un'irrefrenabile coazione a ripetere.

Ricettario fascista: i fagiolini senza fagiolini 17

boh, mercoledì 17 giugno 2009

Donna di BoccasileSapete che a breve dovrebbe uscire la mia ultima fatica (è proprio il caso di dirlo, dopo quasi nove anni di lavoro!), un libro che parlerà anche della politica culturale fascista e i sogni del Duce in Asia, vero?

Per questo da un po' di tempo raccolgo libri del Ventennio rari o preziosi. Uno di questi si intitola Ricettario fascista: "Chi mangia troppo deruba la patria", di Sandro Bellei (Ferlandia Predappio, s.d.). Contiene ricette molto semplici e assolutamente da provare, specie in tempi di crisi.

Questa è una ricetta del tempo di guerra, quando c'era la tessera annonaria ed era difficilissimo procurarsi anche i beni più elementari come il pane, che veniva venduto al mercato nero. Si intitola I fagiolini senza fagiolini.

Quando si preparano gli spinaci si taglia la parte lunga del gambo, si lessa, si strizza bene e si condisce in olio. Sembrano proprio dei fagiolini.

Carina, vero? Spero che questa ricetta stramba, facilissima, faccia piacere a Mitì, che elargisce ricette prelibate, ai Corona's, che sono un po' smandrappati ma propongono qualche piatto serio, e a Ninocucinasanteramo, un signore non più in erba che si diletta con cibi italiani (spesso siciliani) e spagnoli rivisitati.

(nella foto, una pubblicità dell'olio Badino di Gino Boccasile, il pubblicista del Regime)

Credenze 0

boh, martedì 16 giugno 2009

Gheddafi comicoLa madre crede che il figlio, Davide Franceschini di 22 anni, condannato per violenza sessuale su una ragazza durante la festa di Capodanno alla Fiera di Roma e reo confesso, sia innocente.

D'altronde, anche noi crediamo che Gheddafi, l'ultimo giorno della sua visita in Italia, non si sia presentato alla Camera perché si è sentito male (qui un bel primo piano di Gheddafi al ristorante, qualche ora dopo il malore e lo shopping). Il tema dell'incontro di quel giorno, i diritti umani in Libia, non c'entra niente.

Venti fascisti in Eurasia: Russia e Iran 17

boh, lunedì 15 giugno 2009

Iran bombMentre qui a Milano le ronde fasciste con l'aquila sul berretto hanno rimpiazzato i Guardian Angels in rosso che più di una volta mi hanno scortato sulla metro, la riflessione oggi non può essere che su due grandi, potenti nazioni del continente euroasiatico, che stanno radicalizzandosi in una visione fascista e antioccidentale (e, innanzi tutto, anti-americana): la Russia e l'Iran.

In Russia queste idee, propugnate da Aleksandr Dugin, stanno prendendo sempre più piede nel governo, nei media, nelle università e fra la gente comune. Importanti rappresentanti della società russa sono affiliati al suo Movimento Internazionale Eurasiatico, che proclama la "missione russa in Europa e nel mondo del 21esimo secolo". Idee dichiaratemente imperialiste: in pratica, il movimento vuole che la Russia diventi una seconda Roma.

Sull'argomento vi consiglio due lavori principali: l'eccellente studio di Aleksandr Dugin: A Russian Version of the European Radical Right? di Marlene Laruelle e i lavori di Andreas Umland, specie la tesi di dottorato (tutto nella sua pagina).

A proposito dell'Iran, le elezioni appene avvenute -- che hanno visto un'affluenza alle urne impensabile in Occidente -- la riconferma del presidente Mahmoud Ahmadinejad alla guida del paese e la conseguente ondata di repressione verso i maggiori esponenti politici e i media, compreso il Web, e il problema del nucleare, vi consiglio due eccellenti articoli: il post di Marco Restelli, giornalista a tutto tondo, specializzato sull'Asia con particolare riguardo alla storia dei Sikh e Bollywood; e l'editoriale su Avvenire di Riccardo Redaelli, professore di politica, storia del Medio Oriente e geopolitica all'Università Cattolica di Milano, specializzato sull'Iran e socio fondatore, come me, di Asia Maior.

E se proprio volete capire tutto, ma proprio tutto sull'Iran contemporaneo, comprate il suo libro, appena uscito per i tipi della Carocci editore. Riccardo non scrive basandosi solo sui documenti su carta e su Internet: lui va a viene da questo meraviglioso e difficile paese. Non sta in un hotel 5 stelle per 7 giorni e poi scrive il suo bel libro, ma ci lavora. Ha una conoscenza profonda, continua e di prima mano dell'Iran. E sa parlare, spiegare, rendere semplice -- senza banalizzare -- idee, storie e concetti così affascinanti, così complessi e così apparentemente lontani da noi.

La seconda lettera inedita ad Andreotti per la spedizione in Tibet 0

boh, domenica 14 giugno 2009

Giuseppe TucciIl 6 novembre 1947 Giuseppe Tucci chiese un finanziamento di nove milioni di lire al Consiglio dei ministri per la spedizione del 1948 in Tibet centrale, quella dove raggiunse Lhasa, e oltre. Il 12 novembre 1947 Andreotti scrisse a Valmarana, rassicurandolo di essersi già interessato presso il ministro del Tesoro perché accogliesse la proposta di versargli la somma.

Appena avvertito che il Consiglio dei ministri aveva approvato lo stanziamento, Tucci lo ringraziò con una lettera non datata, che ho pubblicato qui.